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i “Quaderni”

Nei mesi dedicati alle iniziative legate alla manifestazione della Regione Toscana, sono state messe in evidenza le pubblicazioni, realizzate negli anni dalla Biblioteca Comunale di Sinalunga, con attinenze al territorio interessato dagli interventi riformisti di Pietro Leopoldo e dei sui discendenti. Per la ricerca e la lettura degli e-book scaricabili gratuitamente, si rimanda alla sezione specifica del nostro sito.

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“Camminando con il Granduca” passeggiate domenicali per scoprire in compagnia, piacevolmente e senza alcuna fretta, paesaggi impossibili da vedere passando velocemente in automobile.
Due le passeggiate organizzate grazie, alla preziosa collaborazione con l’associazione Atletica Sinalunga e con  l’associazione sportiva dilettantistica Arezzo Nordic  Walking, una sulle colline di Sinalunga alla scoperta della Via Lauretana, e l’altra nella pianura che fu della Real Fattoria di Bettolle, tra canali, fossi, strade con i testucchi e case coloniche.
Per i partecipanti sono stati realizzati appositamente due pieghevoli con alcune note introduttive ed una pianta con il percorso e alcuni QR code contenenti riferimenti e curiosità. 

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Di ritorno da Sinalunga dove era rimasto alcuni giorni per controllare i lavori nella zona di Costallaia, Pietro Leopoldo scrive nel suo diario: «È stata fatta di sana pianta una strada maestra detta Via Lauretana che da Siena per Asciano va in Val di Chiana, Sinalunga, Valiano, nello Stato del Papa, con spesa di Lire 273.879. Presentemente si va facendo il ponte sul fiume Arbia, con spesa di Lire 180.000, che è molto eccessiva, e si dubita che siano seguite molte mangerie, facendosi a spese delle Comunità del Sanese».
In realtà la strada non era ancora finita, ma la si poteva già percorrere agevolmente per molti tratti. Il progetto di rifacimento generale era iniziato nel 1769, quando vennero soppresse le molte magistrature che si occupavano della viabilità, sovrapponendosi e spesso contraddicendosi a vicenda. Al loro posto fu istituita la Camera delle Comunità, a dirigere la quale furono chiamati tecnici di fama internazionale, tra i quali Giuseppe Salvetti assunse il ruolo di Capo ingegnere, mentre Leonardo Ximenes quello di Matematico regio.
Pietro Leopoldo non ebbe la possibilità di vedere completata la strada perché chiamato a Vienna per salire al trono imperiale, con il nome di Leopoldo II di Asburgo Lorena, al posto di suo fratello maggiore Giuseppe scomparso prematuramente.
I lavori continuarono con il figlio di Pietro Leopoldo, Ferdinando III, il quale ebbe la ventura di incappare nella  Rivoluzione francese che lo costrinse a lasciare il Granducato.
I governi francesi, in modo diretto e indiretto, continuarono i lavori anche se molto lentamente. Ripresero in modo normale con il ritorno di Ferdinando III, che si dimostrò molto attivo anche nei lavori di bonifica; fu spesso a Bettolle dove sembra aver preso la malaria che lo porto alla precoce morte.
Anche suo figlio Leopoldo II di Lorena visitò spesso il nostro territorio; la cronaca di un suo soggiorno a Sinalunga è riportata nel ‘Quaderno Sinalunghese’ L’ultima colmata della Foenna.

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la Real Fattoria di Bettolle

Una lenta e piacevole passeggiata domenicale nei terreni che furono dell'importante fattoria granducale, verso la quale abbiamo rivolto la nostra attenzione pubblicando Quaderni che invitiamo a leggere per poter apprezzare questo splendido angolo della valle del Chiana.


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[Dal ‘Quaderno’ “Il lato senese della Chiana. L’ultima colmata della Foenna] «…molte delle opere costruite nell’ultima parte dei lavori sono oggi perfettamente visibili, come i ponti e i viadotti pedonali in ferro. Altre lo sono di meno, tra queste le chiaviche, i regolatori e la galleria di 600 metri che attraversa la collina di Brolio, con le acque dei rii castiglionesi, che si uniscono poi con quelli provenienti dal piano di Cortona, prima di immettersi nel Canale Maestro nel piano di Cesa…
Chiudiamo questa partizione storica con alcuni dati desunti dagli Atti della giornata di studio di Arezzo del 2007:
“La valle è stata prosciugata senza sollevamento meccanico. […] 185 chilometri quadrati di cui 80 strappati alla palude, sono difesi da oltre 630 chilometri di arginature”.
Di quanto non è stato ancora scritto, ci auguriamo che altri se ne possano occupare: ovviamente ricercatori qualificati per l’aspetto tecnico e storico, ma anche semplici appassionati i quali, in modo più basilare, possono dare la possibilità ad un più vasto numero di lettori di avvicinarsi a questioni altrimenti complicate che possono scoraggiare alla lettura. In ogni caso studi diversi, ma fondamentali per diffondere la conoscenza della Valdichiana».

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