Teatro Pinsuti
 
   
 


Progetto di Restauro e Riqualificazione Funzionale



La presente descrizione del progetto esecutivo si ricollega, riassumendole ed integrandole, alle ampie relazioni tecniche redatte per la fase preliminare e per l’approvazione degli interventi da parte della Commissione prefettizia di vigilanza per i locali di pubblico spettacolo e della Soprintendenza ai Beni ambientali e architettonici di Siena, e la sua funzione è essenzialmente quella di riassumere le informazioni tecniche e operative sull’intervento ai fini della sua migliore comprensione.

1. Descrizione e consistenza del complesso immobiliare
Il Teatro Ciro Pinsuti, di proprietà del Comune di Sinalunga, si trova nel pieno centro storico del capoluogo e occupa le strutture di edifici preesistenti, di impianto quanto meno tardomedievale e pressoché non più riconoscibili, che sono state via via inglobate ed adattate alle esigenze del teatro nel corso di oltre duecento anni.
La superficie interessata dal complesso in pianta è di circa 500 metri quadrati ed il relativo volume di circa 6000 metri cubi. L’altezza media in gronda dai piani viari esterni è di circa 12 metri (a causa delle pendenze stradali varia dai 10 metri su Via S. Martino ai 14,5 su Piazza Biancalana).
teatro pinsutiL’immobile è vincolato ai sensi della Legge nº 1089 del 1939 per il suo interesse storico e monumentale, e come tale la sua trasformazione è stata sottoposta a preventivo nullaosta della competente Soprintendenza ai Beni Architettonici.
Il complesso edilizio costituente il Teatro denota una formazione composita e si presenta attualmente in uno stato di conservazione mediocre, con carenze funzionali dovute soprattutto all’assoluta inadeguatezza o inesistenza degli impianti e dei locali tecnici e di servizio, necessari secondo la normativa vigente per il corretto svolgimento delle attività di spettacolo e culturali previste.
Esso è composto da tre corpi di fabbrica principali, tra loro uniti ma in origine separati da un vicolo che è stato progressivamente intasato da superfetazioni ed infine del tutto inglobato dalle successive costruzioni, nei quali trovano spazio, oltre che le strutture del teatro ed altre annesse, anche altre unità immobiliari private, fisicamente commiste alle prime, seppure da esse indipendenti.
I tre corpi di fabbrica suddetti corrispondono alle seguenti suddivisioni funzionali:
a) Zona del teatro propriamente detto: esso comprende la sala per il pubblico a ferro di cavallo (platea e tre livelli di palchi oltre al sottotetto), scena, con retrostanti camerini e servizi, divise secondo il modello “all’italiana”, e sottostante sala, in parte seminterrata, già adibita a deposito per le attrezzature di scena;
b) Zona degli ambienti complementari: si tratta dei locali aggiunti ai primi del ’900, posti in sinistra del fronte principale e in origine separati dal resto del teatro da un vicolo tuttora leggibile nei rilievi edilizi, a due ed in parte a tre piani fuori terra;
c) Zona corrispondente ai vani retrostanti al fronte del teatro: è la zona filtro costituita da ambienti di ingresso e di servizio su due piani fuori terra e sottotetto, che introduce alla sala.
La proposta progettuale che è stata elaborata in via definitiva, sulla base di quella preliminare già approvata dall’Amministrazione Comunale e delle favorevoli istruttorie condotte presso la competente Soprintendenza e la Commissione prefettizia di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, ha inteso sanare le carenze edilizie, distributive ed impiantistiche tenendo presenti in particolare le concomitanti ma non sempre collimanti, esigenze di carattere tecnico e conservativo dettate da un lato dalla assoluta necessità di adeguamento sostanziale della struttura, per conseguire un idoneo e sufficiente livello di agibilità e sicurezza come locale di pubblico spettacolo, e dall’altro dalla altrettanto importante necessità di operare in tale direzione nel rispetto della fisionomia e dei caratteri architettonici di un edificio di interesse storico-artistico particolarmente presente, per immagine e cultura, alla memoria e alla identità sinalunghese.
Memoria e identità rappresentate non tanto, e non solo, da una testimonianza architettonica, ma anche da quella di una attività teatrale che ha animato per due secoli la vita culturale della collettività locale, e che come tale impone che ad essa vada riconsegnata per un uso ed una fruizione attivi, al di là del recupero e del restauro conservativo delle strutture edilizie.
Da qui la necessità di un taglio operativo e metodologico che consentisse di affrontare i due termini della questione – conservazione e riqualificazione – in modo da poter dare ad essi una risposta unitaria, tale da contemperare tra loro le diverse esigenze con una sintesi che, se non può non essere condizionata dalla necessaria rispondenza a norme tecniche e prescrizioni istituzionali ineludibili, possa, anche attraverso il rispetto di esse, rispondere in modo corretto alle esigenze prioritarie, e altrettanto essenziali, del Comune e della città di Sinalunga.
In tal senso gli interventi proposti sono rivolti alla valorizzazione architettonica e funzionale della struttura, attraverso un restauro conservativo, teso a recuperare i pregevoli caratteri decorativi che improntano la volta a ferro di cavallo e alla riqualificazione delle finiture e degli spazi di corredo. Quest’ultima interesserà più direttamente gli ingressi ed il piccolo spazio di relazione e foyer (posto al piano rialzato).

2. Scelte progettuali architettoniche e funzionali
La proposta di restauro e di riqualificazione funzionale illustrata dagli elaborati grafici del progetto esecutivo, è stata formulata in modo da teatro pinsutisoddisfare contemporaneamente non solo, come è naturale, le esigenze dell’Amministrazione Comunale ma anche le prescrizioni e/o raccomandazioni dettate, in sede di esame ufficiale del progetto preliminare, dalla Commissione Prefettizia di Vigilanza sui locali di pubblico spettacolo e dalla Soprintendenza ai Beni Ambientali e Architettonici, che in parte hanno modificato le scelte iniziali.
L’esigenza prioritaria da soddisfare è stata quella, come detto, di conciliare le esigenze di restauro e tutela delle parti più significative dell’organismo edilizio con quelle della sua riqualificazione e del connesso raggiungimento di standards di agibilità e fruibilità adeguati, soprattutto in relazione all’incremento della sicurezza antincendio e della dotazione impiantistica e alla funzionalità generale del complesso. Ciò ha contribuito a sua volta a ridurre gli spazi utili, già molto contenuti, sia per la zona del pubblico che per quella degli spettacoli, limitando la praticabilità scenica e la capienza del complesso teatrale prevedibile a seguito del recupero rispetto alla sua ricettività teorica precedente.
In tal senso è necessario precisare che una risistemazione della platea con l’impiego di poltroncine compatte comporta una capienza dell’ordine di 85/90 posti e che una razionale utilizzazione dei primi due ordini di palchi consente di ottenere altri 45 posti per piano, mentre il terzo ordine (corrispondente alla piccionaia – che già si era tralasciato di consolidare in un precedente intervento della fine degli anni Sessanta per evidenti ragioni di inidoneità al pieno utilizzo) dovrà essere opportunamente se non necessariamente chiuso al pubblico e lasciato a disposizione come spazio di servizio.
teatro pinsutiUna volta recuperato ed adeguato sotto il profilo impiantistico e della agibilità, il teatro potrà ospitare comunque manifestazioni e spettacoli diversificati e di livello qualitativo e teatrale elevato, accogliendo in tutto circa 175/180 persone. Di altri 65 posti a sedere sarà dotata la sala polifunzionale seminterrata ricavata dalla “tavernetta”. Saranno contemporaneamente mantenute in essere e razionalizzate tutte le necessarie funzioni complementari e di servizio e, soprattutto, verranno alloggiate nel complesso tutte le necessarie centrali tecnologiche, in un contesto di generale e sostanziale miglioramento dei parametri di funzionalità, flessibilità e sicurezza, e di adeguata dotazione impiantistica.
Al di là delle condizioni oggettive di agibilità e dei limiti materiali di capienza, si deve considerare che in ogni caso una maggiore capienza teorica di spettatori si troverebbe in contrasto con i requisiti di accessibilità e sicurezza conseguibili nel resto del complesso; il dimensionamento consentito dai ridotti spazi a disposizione per i servizi, rischierebbe infatti di risultare insufficiente per un afflusso di pubblico più consistente.
Fermo restando il taglio rigorosamente filologico e conservativo da riservare alla zona centrale del teatro destinata al pubblico, e come tale da recuperare nel pieno rispetto delle sue caratteristiche strutturali, formali e distributive, si è operato concentrando, laddove possibile, e comunque nelle zone complementari al teatro propriamente detto che risultano oggettivamente di minor importanza e di più agevole trasformazione, quelle modifiche necessarie a raggiungere gli standards funzionali e di sicurezza necessari a conseguire la massima rispondenza possibile alle normative vigenti. In tal senso sono state particolarmente curati la collocazione dei servizi tecnologici e gli accorgimenti da adottare per un miglioramento sostanziale delle condizioni di accesso ed esodo in caso di emergenza. Tra questi, in particolare, la citata Commissione prefettizia ha posto come condizione assoluta per acconsentire all’agibilità della struttura l’inserimento della scala esterna antincendio, inizialmente non prevista, in corrispondenza di Piazza Biancalana (che peraltro comporta rilevanti problemi di inserimento ambientale) da intendere comunque come intervento reversibile e non necessariamente permanente.
In sintesi le principali scelte progettuali adottate sono le seguenti:

a) Interventi distributivi e funzionali
I limiti oggettivi di spazio ed i ridotti margini di libertà operativa hanno di fatto reso in qualche modo obbligata la definizione delle scelte progettuali, che si possono riassumere come segue:
1. Adozione di un unico ingresso principale per il teatro propriamente detto e per la sala seminterrata (la cosiddetta “tavernetta”), corrispondente all’attuale, migliorandone la fruibilità e separandolo meglio dalla zona di disimpegno successiva, posta sul lato destro. Con esso sarà possibile liberare contestualmente le diverse aree funzionali del complesso e accedere ad entrambe le scale principali, con previsione di un uso rigorosamente alternativo del teatro stesso e della sala polifunzionale seminterrata.
Per assoluta indisponibilità di spazi alternativi, dati anche i flussi di percorrenza del pubblico, si dovranno accogliere in questo stesso ambiente anche la biglietteria e almeno una prima, seppure minima, sezione di guardaroba.
2. Trasformazione della cosiddetta “tavernetta” posta al piano seminterrato in sala polifuzionale, come indicato dalla Amministrazione Comunale, integrata e complementare alla struttura e alle funzioni teatrali, di cui può condividere parte dei servizi, in previsione, come sopra precisato, di un uso alternativo dei relativi ambienti. Tale zona del complesso, peraltro, è stata già oggetto di positivi interventi di manutenzione in tempi recenti.
3. Estensione nell’ex foyer dei piano terra dei servizi igienici (inserendo anche quello per disabili) e collocazione della saletta da destinare all’Accademia degli Smantellati (con accesso autonomo e diretto dall’esterno). Anche questa piccola porzione edilizia è stata trattata in modo da renderla autonoma oltre che per l’accessibilità anche per la gestione (utenze, impianti) dal resto del complesso comunale.
Lo spazio residuo che resta libero al piano terra spostando la posizione dell’attuale foyer potrà assolvere ad una funzione di filtro tra le due aree principali del complesso (teatro e sala polifunzionale), ospitando attività complementari variabili secondo le esigenze del caso.
4. Alloggiamento del foyer nel locale posto al primo piano e soprastante a quello descritto al punto precedente, che svolgeva funzioni assimilabili anche in precedenza e che rispetto alla struttura del teatro si colloca in posizione quasi bari centrica rispetto alla distribuzione del pubblico nei vari livelli.
5. Alloggiamento in zone a loro stanti e specializzate delle centrali tecnologiche e locali tecnici in genere:
– deposito idrico di accumulo, autoclavi e centrale trattamento aria seminterrato nei locali accessori retrostanti la “tavernetta”;
– centrali tecnologiche del teatro, in apposito sottotetto “tecnico” ricavato nel volume in copertura soprastante il nuovo foyer al primo piano.
– centrali di trattamento aria servizi, in appositi ammezzati tecnici ricavati all’interno dei volumi interpiano esistenti, in adiacenza alla seconda scala di accesso ai palchi.
In via preliminare è stata data disponibilità dall’ENEL di fornitura direttamente in bassa tensione dell’energia elettrica necessaria, nonostante la notevole potenza impegnata, evitando la realizzazione di una cabina elettrica, con il risultato di disimpegnare alcuni ambienti e risparmiare i costi relativi. Questa condizione dovrà comunque essere verificata al momento della esecuzione dei lavori con l’assistenza dell’Impresa appaltatrice che, ove necessario, provvederà a redigere le variazioni progettuali necessarie sulla base delle indicazioni che saranno fornite dalla Direzione dei lavori.
6. Razionalizzazione nei limiti del possibile degli esigui e non espandibili spazi di scena e dei camerini, con individuazione nel terzo ordine di palchi (chiuso al pubblico) di uno spazio disponibile per deposito di materiali leggeri e non ingombranti.
7. Abbattimento delle barriere architettoniche, con il conseguimento della “visitabilità” del complesso, garantendo l’accesso alla platea e ad un servizio igienico assistito da parte di portatori di handicap motori tramite interposizione ove necessario di rampe e/o scivoli per il superamento di piccoli dislivelli nonché di un servoscala per il superamento dei gradini di collegamento tra l’ingresso e la platea (posta a quota più elevata). Dato il carattere prevalentemente conservativo dell’intervento e la natura di bene sottoposto a tutela del complesso edilizio, non è stato invece possibile conseguire l’accessibilità a tutte le sue parti.
Va precisato che la visitabilità dei locali seminterrati richiede l’interposizione di un servoscala di collegamento tra questi e il piano terra, dove hanno luogo i servizi igienici assistiti.
8. Sostituzione e/o consolidamento dei solai dei palchi e dei corridoi dei primi due ordini, ai fini del conseguimento della resistenza necessaria a soddisfare i carichi di esercizio previsti dalle attuali norme in relazione alla destinazione della struttura. La definizione di questo intervento è stata resa particolarmente delicata e difficoltosa data l’esigua altezza netta dei piani, in molti casi inferiore ai due metri, e il già ridotto spessore degli impalcati (7-8 cm oltre ai travetti).
Si è reso necessario così individuare tipologie di intervento mirate a contenere al massimo gli incrementi di spessore di questi ultimi (che comunque sono inevitabili), privilegiando una pavimentazione lignea di ridottissimo spessore, che richiederanno una estrema attenzione in sede esecutiva, data la immodificabilità dei vincoli dimensionali in essere.

b) Interventi inerenti la sicurezza e la agibilità
teatro pinsutiÈ stato perseguito il miglioramento sostanziale delle vie di esodo e delle condizioni di sicurezza d’uso, ai fini del conseguimento, al maggior grado possibile, dei requisiti previsti dalle norme per i locali di pubblico spettacolo (prima la circolare n. 16/1991 e quindi il recente D.M. 25.08.1996, intervenuto tuttavia a progettazione definitiva ormai conclusa e approvata dalla Commissione prefettizia di vigilanza), così da ridurre al minimo possibile l’ambito di deroga (che comunque si è reso necessario concedere da parte della Commissione). In particolare in tale prospettiva è previsto:
– l’innalzamento di un piano della scala attualmente secondaria esistente nelle zone dei servizi igienici, in modo da servire sia il primo che il secondo ordine di palchi con due scale (sostanzialmente in posizione simmetrica rispetto ai locali da servire);
– la citata chiusura al pubblico del terzo ed ultimo ordine di palchi (piccionaia), che viene adibito unicamente a funzioni di servizio;
– la creazione di una serie di diaframmi tagliafuoco e passaggi protetti da porte REI per una parziale compartimentazione antincendio delle aree funzionali principali. In tal senso si precisa che la compartimentazione verticale riguarda la separazione con diaframmi REI 120 dell’area della scena – salva naturalmente l’apertura del boccascena (per la quale non è richiesto il sipario tagliafuoco) – da quella del pubblico (platea, palchi) e locali contigui mentre la compartimentazione orizzontale dovrà avvenire – e farà carico all’Impresa appaltatrice realizzarlo – con l’adozione in corrispondenza di tutti i livelli del complesso (separati da volte e/o solai) di diaframmi almeno REI 60 (valore imposto dalle particolari condizioni strutturali e dai limiti in altezza del teatro che di fatto non consentono di conseguire un coefficiente di resistenza al fuoco maggiore, ma che si ritiene accettabile date la piccola dimensione e la capienza contenuta del complesso stesso);
– la creazione di un passaggio protetto per il disimpegno dei camerini che verranno dotati di un terrazzo aggettante all’esterno con funzione di luogo sicuro, e quella di una uscita di sicurezza dalla scena senza interferire con la zona del pubblico, aperta sulla nuova scala di emergenza. Un altro luogo sicuro è previsto nel piccolo ambiente posto a cavallo del vicolo sulla destra del teatro, in corrispondenza del primo ordine di palchi;
– la sopraelevazione per un metro del muro di separazione tra scena e zona del pubblico oltre la copertura;
– l’allargamento di tutti i passaggi alla misura minima di due moduli (120), salve maggiori ampiezze, che sarà obbligo ed onere dell’Impresa realizzare;
– la realizzazione di lucernari automatizzati in copertura nella misura necessaria in relazione alle vigenti disposizioni per l’eventuale evacuazione di fumi.
La Commissione prefettizia di vigilanza ha poi ritenuto necessario prescrivere, quale condizione irrinunciabile, la realizzazione di una scala di sicurezza esterna a servizio della scena (inizialmente non prevista per ragioni di impatto visivo e di difficoltà di inserimento rispetto agli angusti spazi e di delicati equilibri ambientali) su piazza Biancalana prevista con struttura in ferro e grigliato per il terrazzo di sbarco e per i gradini.
Questo elemento è stato peraltro pensato in modo da assicurare la reversibilità dell’intervento senza conseguenze sensibili per la fabbrica e per le funzionalità del resto del progetto e come tale per il momento inserito e mantenuto nel progetto per non interrompere l’iter autorizzativo (anche grazie alla disponibilità della Soprintendenza ai monumenti) fermo restando che sono già state previste verifiche tese ad un suo stralcio definitivo che potrà intervenire anche in un secondo tempo senza alcun pregiudizio procedurale, ma anzi con un innegabile vantaggio ambientale.
In tal senso il progetto definitivo approvato dalla Commissione prefettizia di vigilanza per i locali di pubblico spettacolo e quello di prevenzione incendi inoltrato per l’esame di competenza al Comando dei Vigili del Fuoco, redatti ed esaminati anteriormente all’entrata in vigore del D.M. dell’agosto 1996, potranno essere eventualmente adeguate – sia sotto il profilo progettuale che realizzativo – alla normativa attualmente vigente in quanto ciò sia opportuno o necessario ai fini della conformità del complesso alle condizioni di sicurezza e agli standards prestazionali e di prevenzione incendi ovvero dell’ottenimento delle relative certificazioni e approvazioni, in rapporto al momento della esecuzione dei lavori; il tutto potrà essere fatto anche a cura e spese dell’Impresa appaltatrice come previsto dal Capitolato speciale di appalto in materia di oneri a carico dell’Impresa stessa.

c) Interventi di carattere igienico-ambientale
Il progetto prevede, sia pure con le limitazioni di spazio imposte dallo stato di fatto, una totale riconfigurazione e l’ampliamento dei servizi igienici per il pubblico, che vengono confermati nella zona che già attualmente li accoglie, in una misura ampiamente superiore teatro pinsutiagli standards minimi previsti dalla normativa specifica. Per essi vengono sfruttate, ai fini degli allacciamenti, i recapiti alle fosse biologiche già esistenti.
L’impianto di climatizzazione è stato dimensionato in modo da assicurare un volume di ricambio d’aria quasi doppio di quello minimo previsto dalla normativa, allo scopo di compensare la sfavorevole configurazione degli ambienti, e in particolare la loro altezza esigua in corrispondenza dei palchi.
Per quanto riguarda la protezione dall’umidità e l’isolamento termico dell’edificio, pur trovandosi ad operare all’interno di una struttura esistente, è previsto l’inserimento di coibentazioni e impermeabilizzazioni in corrispondenza di tutte le chiusure esterne orizzontali superiori (coperture) ed inferiori (locali a contatto con il terreno, in questo ultimo caso anche con funzione anticondensa e abbinate a provvedimenti adeguati a mantenere il distacco fisico dallo stesso tramite solai a baggioli e simili) nonché l’adozione di vetri camera per conseguire un significativo miglioramento delle prestazioni edilizie anche in questo ambito di interventi.
Un problema a parte è rappresentato dalle infiltrazioni di umidità che si manifestano al piede delle murature principali, in particolare al piano seminterrato e al primo, che si ritengono riconducibili più a fenomeni di risalita dal sottosuolo che a condensa o ad eventuali acque disperse, per contrastare i quali gli interventi dovranno essere sviluppati a seguito delle indagini e saggi supplementari che sarà possibile eseguire in corso d’opera e in sede di progetto di cantiere, a cura e spese dell’Impresa appaltatrice, con soluzioni di intervento da sottoporre alla Direzione lavori per il relativo assenso, in un equilibrato rapporto costi-benefici a fronte di una complessivamente moderata entità del degrado rivelato nell’attuale stato di fatto.
d) Interventi murari, sulle finiture e scelta
dei materiali
teatro pinsutiNel progetto si prevede di intervenire essenzialmente per curare il ripristino o la buona conservazione delle finiture esistenti (in particolare per quanto riguarda intonaci, tinteggiature, decorazioni parietali orditura lignea del tetto e relativo manto di copertura) limitando per quanto possibile la sostituzione delle altre componenti orizzontali, per lo più prevista in concomitanza con gli interventi di carattere strutturale comunque resi necessari per sostenere i carichi di esercizio di progetto ovvero per consentire il passaggio di impianti.
Sarà preciso compito della direzione dei lavori e onere dell’Impresa appaltatrice operare in modo da salvaguardare nel modo più assoluto le decorazioni parietali a rilievo e dipinte (stucchi in gesso, stucchi lucidi e marmorini, affreschi della volta acustica e dell’arco scenico, ecc.) nel corso dell’esecuzione dei lavori edili ed impiantistici, con l’adozione delle tecniche e modalità di lavorazione e delle protezioni ed opere provvisionali a tal fine opportune e necessarie indicate in progetto e di tutte quelle che saranno richieste dalla Direzione dei lavori all’atto dell’esecuzione stessa.

Impianti
È stato previsto il raggruppamento in pochi cavedi verticali ben individuati degli impianti meccanici ed elettrici per ridurre le interferenze con le strutture murarie. Gli unici due passaggi di tubazioni orizzontali sottopavimento dimensionalmente significativi sono previsti nei locali retrostanti la “tavernetta” seminterrata, sfruttandone per l’alloggiamento l’attuale configurazione, e, longitudinalmente, nello spessore dei due rinfianchi laterali delle volte che separano la “tavernetta” stessa dalla soprastante platea, sfruttati per il contenimento delle dorsali elettriche e degli impianti meccanici (in particolare per le riprese di quello di climatizzazione).
Per il resto è stato preferito lasciare in vista e fuori traccia – con la realizzazione di interventi che tra l’altro sono al limite reversibili – le condotte di maggior diametro, che sono costituite dalla tubazione centrale appesa alle volte per la mandata della climatizzazione del seminterrato e dalla tubazione disposta secondo l’andamento del ferro di cavallo della sala appoggiata al pavimento del sottotetto – e quindi all’interno di un locale esclusivamente tecnico e di servizio – per la mandata di quella del teatro (per queste soluzioni si rinvia agli elaborati grafici specifici), con posizionamento degli ugelli di mandata al livello del terzo ordine di palchi, all’interno delle lunette della volta acustica.

Serramenti
Per i serramenti interni, a parte l’inserimento delle porte speciali per ragioni di sicurezza e antincendio e di vetri camera, è previsto ove possibile e congruo il recupero dei componenti in legno esistenti (salvo che per le porte scorrevoli dei palchi, delle quali per le stesse ragioni di sicurezza e libero esodo è prevista la rimozione), peraltro di non particolare interesse costruttivo.
Gli infissi non recuperati saranno di volta in volta sostituiti – in rapporto al contesto e alla funzione – da serramenti in legno (massello ed eventualmente tamburato per le bussole dei locali secondari) ovvero, per gli infissi esterni, in ferro verniciato. In corrispondenza degli ingressi del teatro e della “tavernetta” è prevista la realizzazione di doppie porte per ridurre l’impatto tra interno ed esterno in zone di frequente passaggio.
Le altre indicazioni in merito a materiali e tecniche esecutive delle opere murarie sono desumibili dagli elaborati di progetto, ed in particolare dalle specifiche tecniche e dalle descrizioni dell’elenco prezzi allegato al progetto.

A parte gli interventi strutturali e le opere murarie occorrenti per il riassetto distributivo e funzionale previsto dal progetto (demolizioni e tamponamenti, consolidamenti, suddivisioni degli ambienti e simili), in coerenza con la filosofia di intervento adottata prevalentemente conservativa o comunque non invasiva né prevaricante dei caratteri dell’organismo preesistente, anche nella trattazione dei valori estetici e nella scelta dei materiali di finitura per le parti da sostituire sono state privilegiate soluzioni improntate a semplicità e misura, senza peraltro incorrere in mimetismi artificiosi dei nuovi inserimenti.
Pertanto, in armonia con le esigenze d’uso previste e/o con la tradizione costruttiva testimoniata dalla fabbrica, nel progetto sono adottati i seguenti materiali:

Pavimenti e rivestimenti:
Sono previsti in parquet i pavimenti della platea, del foyer, dei palchi con relativi corridoi e dei camerini (a listoni posati a correre su megatelli nei primi due casi e di dimensione minore e da incollare negli altri due). Tale soluzione è dettata sia da considerazioni estetiche ed acustiche, sia dalla necessità di ridurre il peso proprio e lo spessore – nei palchi – del pavimento. In legno sarà naturalmente anche l’assito del palcoscenico formato da tavoloni di forte spessore. Le modalità di posa e la disposizione sono indicate in progetto.
Negli altri locali di minore importanza o sottoposti a maggiore usura sono previsti pavimenti lapidei e/o ceramici come segue:
– alla veneziana per gli ingressi al teatro e zone contigue, con l’adozione delle pietre e dei marmi indicati in progetto e precisati all’atto esecutivo dalla Direzione dei lavori sia per qualità che per colore e pezzatura;
– in lastre e piastrelle in pietra da taglio nei servizi igienici per il pubblico (anche i rivestimenti);
– in cotto negli altri locali di disimpegno e servizio, con elementi rettangolari disposti a spina reale o quadroni in diagonale con le fasce le cimase e le altre variazioni di disegno previste in progetto e ulteriormente precisate dalla Direzione dei lavori all’atto esecutivo. Per quanto riguarda la “tavernetta” si prevede la conferma delle attuali soluzioni, in particolare con la conservazione in opera del pavimento in quadroni di cotto di recente posa e che appare in buone condizioni;
– in gres porcellanato antisdrucciolo, nei servizi igienici del personale, dei camerini e dei disabili (anche rivestimenti).
– Restano confermati i gradini in pietra serena nelle scale di accesso ai palchi, sia per le rampe esistenti che per i loro prolungamenti.

Intonaci e finiture parietali:
Gli intonaci saranno conservati ove idonei sotto il profilo qualitativo e dello stato di conservazione, con l’esecuzione delle riprese e delle nuove superfici a calce con velo di grassello e finitura a pialletto in legno o a parte di cazzuola (“tipo antico”), laddove non sia prevista dal progetto la loro sostituzione con altro tipo di finitura.
È previsto il rifacimento dell’intonaco preesistente e ormai perduto sulle facciate, sempre nei modi tradizionali, con tinteggiature a calce e colori da riprendersi da quelli originali dell’edificio o della tradizione sinalunghese, comunque secondo le scelte operate dalla Direzione dei lavori in accordo se necessario con la competente Soprintendenza.
Sarà conservata a vista la superficie delle volte dei locali seminterrati a suo tempo sabbiate, delle quali sarà completata la pulitura e stuccatura per la successiva stesura di olio di lino cotto.
Saranno riprese e/o restaurate le altre finiture parietali ove esistenti (stucco lucido e marmorizzazioni della platea, stucchi dei parapetti dei palchi, rivestimenti).
A stucco lucido è prevista anche la nuova finitura del foyer del primo piano e quella dei locali costituenti l’ingresso principale al teatro, attualmente semplicemente intonacati.
Gli affreschi saranno oggetto di un intervento di carattere specialistico sia per la fase di studio degli interventi necessari che per quella della loro esecuzione da condurre a mezzo di una ditta in possesso di specifici requisiti che dovrebbe essere individuata tra quelle di fiducia della competente Soprintendenza ai Monumenti.

Manto di copertura:
Il manto di copertura sarà rimosso per consentire l’esecuzione degli interventi di risanamento e sostituzione della orditura lignea del tetto e riconfermato in coppi ed embrici, previa interposizione di strato coibente e impermeabilizzazione, curando in particolare il recupero tramite accantonamento e cernita del materiale esistente ed eventualmente integrandolo con materiale invecchiato di recupero e di qualità e stato di conservazione adeguati – ancorché di diversa provenienza.
Solo per gli embrici sarà consentita la sostituzione con materiale nuovo in quanto necessario.

Arredi e attrezzature:
Il progetto edilizio così delineato dovrà poi essere ulteriormente sviluppato e integrato dalla progettazione delle attrezzature degli arredi e in generale dalle specifiche soluzioni di architettura di interni indispensabili a dare piena completezza e unitarietà di concezione e di linguaggio agli interventi previsti e ad assicurare il controllo ambientale completo dei risultati che con essi l’Amministrazione, per mezzo dei suoi consulenti, intende raggiungere.

Con questo progetto sarà possibile anche approfondire e perfezionare le soluzioni da adottare per le sovrastrutture e per gli elementi non edilizi – particolari controsoffitti, pannelli di rivestimento e simili – non facenti parte del progetto architettonico fin qui illustrato e coordinarle con le opere e gli impianti relativi.

[da: Vieri Franco Boccia Il Progetto di Restauro e Riqualificazione Funzionale
in: “Teatro Comunale Ciro Pinsuti volume 1” Quaderni Sinalunghesi, Anno XIII, nº 1, aprile 2002]