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sabato 30 gennaio 2010 – ore 21.00
Associazione Culturale Teatrusica
“W NIATRI”
regia di Fabrizio Ferracane, Daniele Pilli, Michele Riondino
luci di Luigi Biondi
W Niatri è un progetto di Fabrizio Ferracane, Michele Riondino e Daniele Pilli, già attore della Compagnia Teatrale Europea nella prima edizione del Napoli Teatro Festival Italia. è il terzo progetto prodotto da Associazione Culturale Teatrusica dopo Ora va meglio (2003) e Suttascupa (2005).
W Niatri nasce dall’incontro di cinque pensieri, di cinque creatività: la drammaturgia scenica si è intrecciata con la regia, l’autorialità dell’attore ha incontrato quella del disegno luci, la scrittura si è fusa con l’azione. Tre attori-registi, una drammaturga e un disegnatore luci si sono riuniti intorno a tre personaggi forti e li hanno portati a raccontare la loro storia, il senso di un’amicizia vissuta galoppando staticamente, dei sogni nell’asfissia della strada in cui si ritrovano ogni giorno, sempre uguale e sempre confinante con un “fuori” impenetrabile.
La lettura di testi di riferimento più svariati, dalle poesie di Dylan Thomas, alle teorie di Galilei, da Emily Dickinson ai fumetti di Andrea Pazienza, è stata nutrimento per le improvvisazioni e queste hanno costituito a loro volta materia viva per la costruzione dello spettacolo. La scelta della combinazione dei diversi dialetti è stata fortemente voluta, come quella dell’alternanza di più piani narrativi che aiutassero lo spettatore a lasciarsi portare in una dimensione a volte onirica a volte molto reale, senza mai concedere fino in fondo la risposta rispetto al dove sia la verità.
Le luci sono, in questo lavoro, parte attiva e viva della costruzione, intervenendo quasi demiurgicamente a svelare di volta in volta il senso profondo di quello che accade.
L’aspetto fondamentale di tutto il lavoro è stato l’ascolto di tutte le voci e la coralità che ne è derivata, pur non senza difficoltà e ostacoli, ma sempre con l’obiettivo comune di una ricerca continua di restituzione della nostra necessità.
Daniele Pilli
Ha partecipato all'edizione 2008 della Compagnia Teatrale Europea interpretando Le Troiane di Euripide per la regia di Virginio Liberti e Annalisa Bianco, e al progetto Thierry Salmon 2006 interpretando Pericle, principe di Tiro diretto da Antonio Latella, con il quale ha vinto il Leone d'Oro alla Biennale Teatro di Venezia 2007. Si segnala, inoltre, la sua partecipazione a laboratori curati da Antonio Latella (Metamorfosi 2008), Massimo Munaro (Laboratorio internazionale Progetto Antigone, 2008), Emma Dante (Cani di bancata), Marco Baliani (La pelle), Davide Enia (Masculi e fimmini). È anche attore cinematografico (Fine pena mai) e televisivo (Ris 5 - Delitti imperfetti, Distretto di Polizia 7).
Michele Riondino
Si è diplomato presso l'Accademia d'Arte Drammatica Silvio D'Amico e ha partecipato a seminari e laboratori con Ken Rea (sulla maschera), Michele Monetta (sul mimo corporeo), Augusti Humet (sull'interpretazione vocale), Franco Brambilla (sulla neo-avanguardia). Come attore teatrale ha lavorato, tra l'altro, con Emma Dante in Cani di bancata (2006), Maria Claudia Massari in Don Giovanni (2006), Marco Baliani in La peste (2007-8), Manuela Cherubini in Criminal (2008). È interprete del film di Daniele Vicari Il passato è una terra straniera (2007), con il quale ha ottenuto diversi riconoscimenti personali.
Fabrizio Ferracane
Diplomato in teatro a Palermo nel 1996, ha seguito laboratori laboratori teatrali con Riccardo Caporossi, Marco Martinelli, Emma Dante, Arturo Cirillo. Tra i suoi impegni più recenti si ricordano la partecipazione in Il Feudatario, da Carlo Goldoni, per la riscrittura di Letizia Russo, e Il senso della lotta di Francesca Manieri, entrambi diretti da Pierpaolo Sepe (2007-8), in Pazzo Leonardo Vitale 1941-1984 di Roberto Salemi presentato al PalermoTeatroFestival (2006) e Sutta Scupa, di cui è anche regista insieme a Giuseppe Massa (2006). Ferracane lavora anche per il cinema e la televisione; si segnalano, tra l'altro, le sue interpretazioni in Distretto di Polizia 7 e Il Capo dei Capi.
Linda Dalisi
Dopo l'incontro con Leo de Berardinis nel 1999, si trasferisce a Bologna per collaborare al suo teatro. Dal 2002 è aiuto e assistente alla regia di diversi artisti tra i quali Pierpaolo Sepe, Monica Nappo, Renato Carpentieri, Antonio Calone. Ha realizzato la drammaturgia de Il persecutore di Julio Cortazar (2004), Bartleby lo scrivano di Hermann Melville (2005) e Mattatoio n°5 di Kurt Vonnegut (2008). Nel 2008 riceve la menzione speciale al premio Nuove Sensibilità per il progetto (drammaturgia e regia) Più leggero di un sughero. Dal 2007 collabora con la rivista Hystrio. Attualmente è impegnata con Marina Rippa in un progetto su arti sceniche, racconto e autobiografia, destinato, in particolare, alle donne e alle ragazze di Forcella.
Fabrizio Ferracane
Nel 1996 si diploma presso la Scuola di Teatro Teatès diretta da M. Perriera – Palermo
Dal 98 ad oggi si forma seguendo laboratori teatrali con:
Riccardo Caporossi, Franco Scaldati, Laila Tabel, Mimmo Cuticchio, Marco Martinelli, Giuliano Vasilicò, Pier Paolo Sepe, Massimiliano Civica, Emma Dante, Claudio Collovà, Alessandra Fazzino, Danio Manfredini, Arturo Cirillo, Davide Enia, Davide Iodice
TEATRO
2007-08 Il Feudatario da Carlo Goldoni Riscrittura di Letizia Russo regia di Pierpaolo Sepe
Biennale di Venezia NuovoTeatroNuovo Napoli
Il Senso della Lotta di Francesca Manieri regia di Pierpaolo Sepe Teatro Colosseo Roma
2006 Pazzo Leonardo Vitale 1941-1984 di Roberto Salemi PalermoTeatroFestival
L’ Uomo Piegato di Toni Negri regia di Pierpaolo Sepe NuovoTeatroNuovo Napoli
2005-06 Sutta Scupa di Massa e Ferracane Ass.Cult.TeatrUsica C.S.O.A.Ex Carcere Palermo
L’ Histoire du Soldat di C.F.Ramuz Lettura Scenica Amici della Musica Messina
2004 Credo_L’innocenza di Dio regia di A.Torwald 5 Summit Premi Nobel per la Pace Roma
Le Nevrosi Sessuali dei nostri genitori di Barfuss regia di E.Sideri FestivaLetteratura Mantova
Ora va Meglio regia di F. Ferracane Ass.Cult.TeatrUsica Festival Cave di Cusa TP
2002-03-04 Filottete di H. Muller regia di E.Sideri LadyGodivaTeatro-SantArcangelo dei Teatri
2002 I Giganti della Montagna di L. Pirandello regia di G. Lelio Teatro Lelio Palermo
2000 Orlando a Roncisvalle regia di M.Cuticchio Festival SantArcangelo dei Teatri
Riccardo III di W. Shakespeare regia di L.della Rocca Teatro San Martino Bologna
1998 Giufà e la sua ombra di F. Scaldati regia di R. Caporossi Teatro Comunale di Noto SR
CINEMA E TELEVISIONE
2008 “Come un pesce” corto regia di Marco Pellegrino
2008 Intelligence regia di A. Sweet
2007 Distretto di Polizia 7 regia di A.Capone
2007 Il Capo dei Capi regia di E.Monteleone e A.Sweet
2007 “Il Saraceno” corto di Leonardo Frosina e Riccardo Degni
2005 Il Commissario Montalbano regia di A.Sironi
2001 Andata e Ritorno regia di A.Paci
1999 Malena regia di G.Tornatore
IL SOLE24ORE.COM
12 GIUGNO 2009
«L'Européenne», «Le città visibili», «W niatri»: primi debutti al Napoli Teatro Festival
di Giuseppe Distefano
Nella povertà di mezzi, ma ricco di idee e con la passione di una creazione condivisa, convince, invece, "W niatri", spettacolo nato dalla regia collettiva di tre bravissimi attori: Fabrizio Ferracane, Daniele Pilli, Michele Riondino, coadiuvati dalla drammaturgia di Linda Dalisi.
C'è una rete da calcio sull'intero proscenio che separa la realtà dal sogno. È una gabbia da cui uscire, un muro da valicare, una finestra da dove guardare lontano. È un mondo da attraversare, un "oltre" di un sud immaginario, universale, superato il quale si può trovare la felicità vagheggiata. Quella a cui mirano tre inseparabili amici.
Il sogno di Andrea è di fare l'attore. Nella sua semplicità cerca di dire parole nuove apprese dalla televisione, da poter poi opportunamente usare durante il provino che gli cambierà la vita. Uccio, il più giovane, è un fuoriclasse del pallone e coi suoi tiri in porta si allena freneticamente per partecipare ad una selezione.
Mimmo, sbruffone dall'aria canagliesca, è quello ancorato alla sua terra, che cerca di spegnere le aspirazioni degli altri, riportandoli alla realtà di un mondo dal quale è impossibile fuggire. "W niatri", dal siciliano "evviva noi", è la storia di un'amicizia, di un legame struggente e divertente allo stesso tempo, che nasce dalla necessità di raccontare qualcosa di sé stessi, del proprio universo interiore.
Il loro lavoro è frutto di una scrittura scenica scaturita in un'abbondante materia poetica dalla forma ancora in divenire. A partire dalla dimensione onirica. Un sonno antico, culturale, evocatore di un aldilà col quale comunica Andrea colloquiando con l'amata nonna.
Da qui prendono vita le azioni dei personaggi sullo sfondo di una lunga lavagna densa di scritte, che diventa firmamento per discorsi sulla relatività e con i palloni che mutano in pianeti. Nella fitta foresta di parole disegnate s'aprono finestre luminose a evidenziare frasi che incidono l'animo dei tre. Fino a sfaldare l'inscalfibile patto di vita comune. E sancire la loro solitudine.
Immerso in una sospensione continuamente strappata alla terra, lo spettacolo vibra anche per la sapiente drammaturgia delle luci di Luigi Biondi.
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