Teatro Pinsuti
 
   
 


La Stagione Teatrale
2009/10

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teatro pinsuti


maria Claudia MassariUna nuova stagione, un nuovo sguardo su quel mondo sempre in movimento che è il teatro.
Tradizione del Ciro Pinsuti è da ormai otto anni, mantenersi in bilico su quella linea di confine che c’è tra il teatro dei grandi mostri sacri e la ricerca, che anche in tempi di crisi continua ad avanzare e a spingerci avanti. Un nuovo invito a venire a curiosare fra la platea e il palco, tra le quinte e i camerini, dove nasce la fatica e la gioia di un mestiere antico e sempre nuovo – fare teatro.
L’apertura è di una regina della scena, Franca Valeri, che ci porta nelle pieghe di un soffocante quanto esilarante rapporto madre-figlio con il suo “Oddio mamma!”.
Nell’intreccio con il tempo presente la compagnia Corps Rompu porta in scena “Blaubart, speranza delle donne” di una straordinaria autrice berlinese appena quarantenne, Dea Loher. Un universo che entra dentro il non detto che c’è in ogni rapporto d’amore e affonda la lama fino all’impossibile, fino al rovesciamento tra eros e thanatos.
Dal Festival di Napoli ci arriva “W nitri” dove tre giovani talenti si misurano in una scrittura scenica che sorprende e affascina – ci ricordiamo Michele Riondino, in uno splendido “Don Giovanni” qui da noi (stagione 2005/06), prima dei successi che ha ottenuto in questi anni.
E ancora una grande donna del teatro italiano, Maddalena Crippa, porta al Ciro Pinsuti il suo “Canto Popolare” uscito dalla penna e quasi dalla voce di Pier Paolo Pasolini.
Due fuori programma ci ricordano i tempi forti. • Il Giorno della Memoria, con “Se questo è un uomo”, una serata di letture dall’opera di Primo Levi, universalmente riconosciuta come testimonianza essenziale per ricordare l’inferno dei Lager, la narrazione è accompagnata da musiche originali eseguite dal vivo. • E la Festa della Donna, con una storia di lavoro e di emancipazione, a noi vicina, con “La fabbrica delle donne” che mette in scena la fatica e le conquiste delle operaie della Lebole.
E infine la chiusura della stagione con “Favole” del grande istrione Paolo Poli, arguto e irriverente come lo conosciamo, trasformista e geniale come i grandi attori sanno essere.
La musica si intreccia continuamente alla stagione di prosa con i fantastici “Saxofollia” di Marco Ferri (premio Massimo Urbani 2009) e il raffinatissimo “Duo Ceccanti” (violino e violoncello) e dalla Georgia il gospel di fine anno dei “Triumph Delegation” con la vocalist Robin Brown. Chiudono i nostri sax diretti da Massimo Guerri.
Per i ragazzi una stagione imperdibile, carica di sorprese come e più di sempre, con spettacoli apprezzati e premiati nei festival; e dal giovane pubblico ci aspettiamo che cresca con noi e che da un pomeriggio a teatro, ad un laboratorio a scuola o al “Ciro Pinsuti”, questi piccoli diventino il pubblico di domani e a volte anche gli attori.

Maria Claudia Massari