Teatro Pinsuti
 
   
 

giovedì 25 marzo 2010 – 21.00
Produzioni Teatrali Paolo Poli – Associazione Culturale
“FAVOLE”
due tempi da Perrault, Beaumont e De Brunhoff
con Paolo POLI
regia di Paolo POLI

paolo poliUno spettacolo raffinato dedicato alle più belle favole del mondo grazie all’ arte affabulatoria di Paolo Poli, protagonista e regista ed alla maestria di Antonio Ballista al pianoforte, che oltre a esaltare le doti istrioniche di Poli è anche spunto per un excursus sulle musiche, da Ravel a Prokof'ev, che alcune di quelle favole hanno ispirato.

Un concerto di musica e parole, in cui la musica fa da sostegno alla parola, commentando, descrivendo, evocando personaggi e luoghi da favola, esaltati dai pupazzi creati da Lele Luzzati, antico compagno di avventure fin dagli anni '50, alla Borsa di Arlecchino di Genova.

L’eclettico e virtuoso attore fiorentino, rappresenterà infatti le fiabe di Perrault e di Madame le Prinoc Beaumont, messe magistralmente in scena nella traduzione che ne fece Collodi. Collodi, dieci anni prima di scrivere Pinocchio, raccolse e tradusse in un volume, “I racconti delle fate”, le fiabe di Perrault e di M.me le Prinoc Beaumont, riuscendo a trasferire la corte del re Sole, con il suo seguito luminoso, in una Toscana insieme granducale ed umile.
Queste favole, che formano il tesoro della tradizione popolare, mostrano intrecci analoghi ai racconti di Straparola e Basile. Esse hanno avuto forma in ogni tempo, passando dalla tradizione orale alla letteratura scritta e da questa sfociando nella letteratura teatrale, fornendo così fonte di ispirazione ai musicisti illustri come Ravel e Prokofiev. Anche la vicenda di Giulietta e Romeo, una delle perle shakespeariane, è desunta dalla novellistica nostrana in cui le note tragiche si stemperano sull’incanto fiabesco dell’immortale destino amoroso.

Infine grazie all’incantevole musica di Poulenc sono divenute immortali anche le avventure dell’elefantino Babar, gioia dei bambini francesi e delizia dei grandi di tutto il mondo, in un secolo come il nostro che ha saputo riscoprire il fascino dell’arte nell’esotismo dell’infanzia
Le Favole raccontate da Paolo Poli divertono i bambini e affascinano gli adulti; favole le cui vicende sono spesso metafora della realtà che ci circonda, specchio delle paure e delle speranze, degli odi e degli affetti degli uomini di ogni epoca. La favola da bella, diventa divertente, maliziosa, fatta anche per gli adulti. Paolo Poli ci ha aggiunto la sua straordinaria comunicativa, l'eleganza nel porgere l'umorismo lieve, mai volgare, accompagnato al pianoforte da Antonio Ballista con scelta di musiche perfette.
Uno spettacolo per ritrovare la gioia dell’infanzia, attraverso l’incanto della narrazione.

Paolo Poli è nato a Firenze nel 1929. Si dedica all’attività teatrale dagli anni Sessanta, confezionando spettacoli brillanti di cui è impresario, autore ed interprete, mescolando alla parola e al movimento anche canzonette e canzonacce.
Nel 1959 entra a far parte de "La Borsa di Arlecchino", il piccolo teatro d'avanguardia che nasce a Genova grazie ad A. Trionfo. Suo primo vero spettacolo è nel 1961, Il Novellino, che va in scena alla Cometa di Roma, a cui fanno seguito una serie di spettacoli divertentissimi, costituiti in gran parte da montaggi di testi letterari commisti ad altre fonti di varia cultura o di cronaca popolare; è un vero e proprio teatro da camera, che rimarrà carattere distintivo del suo modo di fare spettacolo. È l'inizio di una dirompente carriera: Il diavolo (1964), Rita da Cascia (1967) con cui scandalizza: la rappresentazione viene sospesa a Milano per oltraggio alla religione e verrà riproposta molti anni dopo, La rappresentazione di Giovanni e Paolo (1969), Carolina Invernicio (1969), La vispa Teresa (1970), L'uomo nero (1971), Giallo (1972). A testi più suoi, come i suddetti, alterna classici (Il mondo d'acqua di A. Nicolajs, Il suggeritore nudo di F.T. Marinetti) e parodie di commedie celebri, come l'esilarante sua interpretazione, nel ruolo della protagonista, de La nemica di D. Niccodemi (1969). In questo periodo gli si affianca come fedele collaboratrice Ida Omboni, e agli inizi degli anni '70, per un breve periodo, si unisce a lui la sorella Lucia, come coautrice e attrice (Apocalisse, 1973; Femminilità, 1975). Negli anni '90 il bricolage parodistico-letterario dei suoi spettacoli si accentua e inizia la grande saga dei miti. Il coturno e la ciabatta (1990), tratto da Alberto Savinio e scritto da Ida Omboni, con le scene di Luzzati. Poi la divertente rilettura de L'asino d'oro di Apuleio (1996). Nel 1997/98 dà vita ai mitici Viaggi di Gulliver, da Swift, ancora con le scene di Luzzati, tenendo sempre alta la propria abilità di artigiano teatrale.
Da venti anni a questa parte si è “impicciato” di rado di cose specificatamente musicali, ma fa sporadiche incursioni nel mondo della musica moderna.
Ha collaborato come regista con la Filarmonica Romana, l’Opera Bolognese ed il Festival Veneziano e così ha avuto modo di conoscere ed amare vecchi maestri come Cesare Brero e Mario Rossi e giovani artisti come Marcello Panni e Alessandro Pinzauti.

Pianista, clavicembalista e direttore d’orchestra, Antonio Ballista si è dedicato fin dall’inizio della carriera all’approfondimento delle espressioni musicali più diverse e alla composizione di programmi di rara inventiva e originalità. Ha suonato con direttori quali Claudio Abbado, Pierre Boulez, Riccardo Chailly, Bruno Maderna, Riccardo Muti ed è stato invitato dai più prestigiosi festival internazionali. Come direttore d’opera ha debuttato al teatro dell’Opera di Roma con Gilgamesh di Franco Battiato. Fra i compositori che hanno scritto per lui ricordiamo Luciano Berio, Sylvano Bussotti, Ennio Morricone, Nicolò Castiglioni, Karlheinz Stockausen e ha collaborato con Pierre Boulez, John Cage e Gyorgy Ligeti in concerti monografici. È fondatore e direttore dell’ensemble “Novecento e oltre”, una formazione stabile per l’esecuzione della musica del Novecento storico europeo e delle più recenti tendenze di ricerca. Per ventitrè anni è stato titolare della cattedra di pianoforte principale presso il Conservatorio di Milano.

Paolo Poli attore, regista, autore, dopo essersi laureato in letteratura francese con una tesi su Henry Beque, insegna e lavora per la radio, oltre che recitare in compagnie vernacolari. Nel 1959 entra a far parte de "La Borsa di Arlecchino", il piccolo teatro d'avanguardia che nasce a Genova grazie ad A. Trionfo. Suo primo vero spettacolo è nel 1961, Il Novellino, che va in scena alla Cometa di Roma, a cui fanno seguito una serie di spettacoli divertentissimi, costituiti in gran parte da montaggi di testi letterari commisti ad altre fonti di varia cultura o di cronaca popolare; è un vero e proprio teatro da camera, che rimarrà carattere distintivo del suo modo di fare spettacolo. È l'inizio di una dirompente carriera: Il diavolo (1964), Rita da Cascia (1967) con cui scandalizza: la rappresentazione viene sospesa a Milano per oltraggio alla religione e verrà riproposta molti anni dopo, La rappresentazione di Giovanni e Paolo (1969), Carolina Invernicio (1969), La vispa Teresa (1970), L'uomo nero (1971), Giallo (1972). A testi più suoi, come i suddetti, alterna classici (Il mondo d'acqua di A. Nicolajs, Il suggeritore nudo di F.T. Marinetti) e parodie di commedie celebri, come l'esilarante sua interpretazione, nel ruolo della protagonista, de La nemica di D. Niccodemi (1969). In questo periodo gli si affianca come fedele collaboratrice Ida Omboni, e agli inizi degli anni '70, per un breve periodo, si unisce a lui la sorella Lucia, come coautrice e attrice (Apocalisse, 1973; Femminilità, 1975). Negli anni '90 il bricolage parodistico-letterario dei suoi spettacoli si accentua e inizia la grande saga dei miti. Il coturno e la ciabatta (1990), tratto da Alberto Savinio e scritto da Ida Omboni, con le scene di Luzzati. Poi la divertente rilettura de L'asino d'oro di Apuleio (1996). Nel 1997/98 dà vita ai mitici Viaggi di Gulliver, da Swift, ancora con le scene di Luzzati, tenendo sempre alta la propria abilità di artigiano teatrale.

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