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Collana "Quaderni Sinalunghesi"
Periodici di storia e cultura locale editi a cura della Biblioteca Comunale di Sinalunga

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Franco Vieri Boccia
"Il Progetto di Restauro e Riqualificazione Funzionale
del Teatro Ciro Pinsuti"

La presente descrizione del progetto esecutivo si ricollega, riassumendole ed integrandole, alle ampie relazioni tecniche redatte per la fase preliminare e per l’approvazione degli interventi da parte della Commissione prefettizia di vigilanza per i locali di pubblico spettacolo e della Soprintendenza ai Beni ambientali e architettonici di Siena, e la sua funzione è essenzialmente quella di riassumere le informazioni tecniche e operative sull’intervento ai fini della sua migliore comprensione.

1. Descrizione e consistenza del complesso immobiliare
Il Teatro Ciro Pinsuti, di proprietà del Comune di Sinalunga, si trova nel pieno centro storico del capoluogo e occupa le strutture di edifici preesistenti, di impianto quanto meno tardomedievale e pressoché non più riconoscibili, che sono state via via inglobate ed adattate alle esigenze del teatro nel corso di oltre duecento anni.
La superficie interessata dal complesso in pianta è di circa 500 metri quadrati ed il relativo volume di circa 6000 metri cubi. L’altezza media in gronda dai piani viari esterni è di circa 12 metri (a causa delle pendenze stradali varia dai 10 metri su Via S. Martino ai 14,5 su Piazza Biancalana).
L’immobile è vincolato ai sensi della Legge nº 1089 del 1939 per il suo interesse storico e monumentale, e come tale la sua trasformazione è stata sottoposta a preventivo nullaosta della competente Soprintendenza ai Beni Architettonici.
Il complesso edilizio costituente il Teatro denota una formazione composita e si presenta attualmente in uno stato di conservazione mediocre, con carenze funzionali dovute soprattutto all’assoluta inadeguatezza o inesistenza degli impianti e dei locali tecnici e di servizio, necessari secondo la normativa vigente per il corretto svolgimento delle attività di spettacolo e culturali previste.
Esso è composto da tre corpi di fabbrica principali, tra loro uniti ma in origine separati da un vicolo che è stato progressivamente intasato da superfetazioni ed infine del tutto inglobato dalle successive costruzioni, nei quali trovano spazio, oltre che le strutture del teatro ed altre annesse, anche altre unità immobiliari private, fisicamente commiste alle prime, seppure da esse indipendenti.
I tre corpi di fabbrica suddetti corrispondono alle seguenti suddivisioni funzionali:

a) Zona del teatro propriamente detto: esso comprende la sala per il pubblico a ferro di cavallo (platea e tre livelli di palchi oltre al sottotetto), scena, con retrostanti camerini e servizi, divise secondo il modello “all’italiana”, e sottostante sala, in parte seminterrata, già adibita a deposito per le attrezzature di scena;

b) Zona degli ambienti complementari: si tratta dei locali aggiunti ai primi del ’900, posti in sinistra del fronte principale e in origine separati dal resto del teatro da un vicolo tuttora leggibile nei rilievi edilizi, a due ed in parte a tre piani fuori terra;

c) Zona corrispondente ai vani retrostanti al fronte del teatro: è la zona filtro costituita da ambienti di ingresso e di servizio su due piani fuori terra e sottotetto, che introduce alla sala.
teatro ciro pisuti
La proposta progettuale che è stata elaborata in via definitiva, sulla base di quella preliminare già approvata dall’Amministrazione Comunale e delle favorevoli istruttorie condotte presso la competente Soprintendenza e la Commissione prefettizia di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, ha inteso sanare le carenze edilizie, distributive ed impiantistiche tenendo presenti in particolare le concomitanti ma non sempre collimanti, esigenze di carattere tecnico e conservativo dettate da un lato dalla assoluta necessità di adeguamento sostanziale della struttura, per conseguire un idoneo e sufficiente livello di agibilità e sicurezza come locale di pubblico spettacolo, e dall’altro dalla altrettanto importante necessità di operare in tale direzione nel rispetto della fisionomia e dei caratteri architettonici di un edificio di interesse storico-artistico particolarmente presente, per immagine e cultura, alla memoria e alla identità sinalunghese.
Memoria e identità rappresentate non tanto, e non solo, da una testimonianza architettonica, ma anche da quella di una attività teatrale che ha animato per due secoli la vita culturale della collettività locale, e che come tale impone che ad essa vada riconsegnata per un uso ed una fruizione attivi, al di là del recupero e del restauro conservativo delle strutture edilizie.
Da qui la necessità di un taglio operativo e metodologico che consentisse di affrontare i due termini della questione – conservazione e riqualificazione – in modo da poter dare ad essi una risposta unitaria, tale da contemperare tra loro le diverse esigenze con una sintesi che, se non può non essere condizionata dalla necessaria rispondenza a norme tecniche e prescrizioni istituzionali ineludibili, possa, anche attraverso il rispetto di esse, rispondere in modo corretto alle esigenze prioritarie, e altrettanto essenziali, del Comune e della città di Sinalunga.
In tal senso gli interventi proposti sono rivolti alla valorizzazione architettonica e funzionale della struttura, attraverso un restauro conservativo, teso a recuperare i pregevoli caratteri decorativi che improntano la volta a ferro di cavallo e alla riqualificazione delle finiture e degli spazi di corredo. Quest’ultima interesserà più direttamente gli ingressi ed il piccolo spazio di relazione e foyer (posto al piano rialzato).

2. Scelte progettuali architettoniche e funzionali
La proposta di restauro e di riqualificazione funzionale illustrata dagli elaborati grafici del progetto esecutivo, è stata formulata in modo da soddisfare contemporaneamente non solo, come è naturale, le esigenze dell’Amministrazione Comunale ma anche le prescrizioni e/o teatro ciro pinsutiraccomandazioni dettate, in sede di esame ufficiale del progetto preliminare, dalla Commissione Prefettizia di Vigilanza sui locali di pubblico spettacolo e dalla Soprintendenza ai Beni Ambientali e Architettonici, che in parte hanno modificato le scelte iniziali.
L’esigenza prioritaria da soddisfare è stata quella, come detto, di conciliare le esigenze di restauro e tutela delle parti più significative dell’organismo edilizio con quelle della sua riqualificazione e del connesso raggiungimento di standards di agibilità e fruibilità adeguati, soprattutto in relazione all’incremento della sicurezza antincendio e della dotazione impiantistica e alla funzionalità generale del complesso. Ciò ha contribuito a sua volta a ridurre gli spazi utili, già molto contenuti, sia per la zona del pubblico che per quella degli spettacoli, limitando la praticabilità scenica e la capienza del complesso teatrale prevedibile a seguito del recupero rispetto alla sua ricettività teorica precedente.
In tal senso è necessario precisare che una risistemazione della platea con l’impiego di poltroncine compatte comporta una capienza dell’ordine di 85/90 posti e che una razionale utilizzazione dei primi due ordini di palchi consente di ottenere altri 45 posti per piano, mentre il terzo ordine (corrispondente alla piccionaia – che già si era tralasciato di consolidare in un precedente intervento della fine degli anni Sessanta per evidenti ragioni di inidoneità al pieno utilizzo) dovrà essere opportunamente se non necessariamente chiuso al pubblico e lasciato a disposizione come spazio di servizio.
Una volta recuperato ed adeguato sotto il profilo impiantistico e della agibilità, il teatro potrà ospitare comunque manifestazioni e spettacoli diversificati e di livello qualitativo e teatrale elevato, accogliendo in tutto circa 175/180 persone. Di altri 65 posti a sedere sarà dotata la sala polifunzionale seminterrata ricavata dalla “tavernetta”. Saranno contemporaneamente mantenute in essere e razionalizzate tutte le necessarie funzioni complementari e di servizio e, soprattutto, verranno alloggiate nel complesso tutte le necessarie centrali tecnologiche, in un contesto di generale e sostanziale miglioramento dei parametri di funzionalità, flessibilità e sicurezza, e di adeguata dotazione impiantistica.
Al di là delle condizioni oggettive di agibilità e dei limiti materiali di capienza, si deve considerare che in ogni caso una maggiore teatro ciro pinsuticapienza teorica di spettatori si troverebbe in contrasto con i requisiti di accessibilità e sicurezza conseguibili nel resto del complesso; il dimensionamento consentito dai ridotti spazi a disposizione per i servizi, rischierebbe infatti di risultare insufficiente per un afflusso di pubblico più consistente.
Fermo restando il taglio rigorosamente filologico e conservativo da riservare alla zona centrale del teatro destinata al pubblico, e come tale da recuperare nel pieno rispetto delle sue caratteristiche strutturali, formali e distributive, si è operato concentrando, laddove possibile, e comunque nelle zone complementari al teatro propriamente detto che risultano oggettivamente di minor importanza e di più agevole trasformazione, quelle modifiche necessarie a raggiungere gli standards funzionali e di sicurezza necessari a conseguire la massima rispondenza possibile alle normative vigenti. In tal senso sono state particolarmente curati la collocazione dei servizi tecnologici e gli accorgimenti da adottare per un miglioramento sostanziale delle condizioni di accesso ed esodo in caso di emergenza. Tra questi, in particolare, la citata Commissione prefettizia ha posto come condizione assoluta per acconsentire all’agibilità della struttura l’inserimento della scala esterna antincendio, inizialmente non prevista, in corrispondenza di Piazza Biancalana (che peraltro comporta rilevanti problemi di inserimento ambientale) da intendere comunque come intervento reversibile e non necessariamente permanente.
In sintesi le princip ali scelte progettuali adottate sono le seguenti:

a) Interventi distributivi e funzionali
I limiti oggettivi di spazio ed i ridotti margini di libertà operativa hanno di fatto reso in qualche modo obbligata la definizione delle scelte progettuali, che si possono riassumere come segue:

1. Adozione di un unico ingresso principale per il teatro propriamente detto e per la sala seminterrata (la cosiddetta “tavernetta”), corrispondente all’attuale, migliorandone la fruibilità e separandolo meglio dalla zona di disimpegno successiva, posta sul lato destro. Con esso sarà possibile liberare contestualmente le diverse aree funzionali del complesso e accedere ad entrambe le scale principali, con previsione di un uso rigorosamente alternativo del teatro stesso e della sala polifunzionale seminterrata.
Per assoluta indisponibilità di spazi alternativi, dati anche i flussi di percorrenza del pubblico, si dovranno accogliere in questo stesso ambiente anche la biglietteria e almeno una prima, seppure minima, sezione di guardaroba.

2. Trasformazione della cosiddetta “tavernetta” posta al piano seminterrato in sala polifuzionale, come indicato dalla Amministrazione Comunale, integrata e complementare alla struttura e alle funzioni teatrali, di cui può condividere parte dei servizi, in previsione, come sopra precisato, di un uso alternativo dei relativi ambienti. Tale zona del complesso, peraltro, è stata già oggetto di positivi interventi di manutenzione in tempi recenti.

3. Estensione nell’ex foyer dei piano terra dei servizi igienici (inserendo anche quello per disabili) e collocazione della saletta da destinare all’Accademia degli Smantellati (con accesso autonomo e diretto dall’esterno). Anche questa piccola porzione edilizia è stata trattata in modo da renderla autonoma oltre che per l’accessibilità anche per la gestione (utenze, impianti) dal resto del complesso comunale.
Lo spazio residuo che resta libero al piano terra spostando la posizione dell’attuale foyer potrà assolvere ad una funzione di filtro tra le due aree principali del complesso (teatro e sala polifunzionale), ospitando attività complementari variabili secondo le esigenze del caso.

4. Alloggiamento del foyer nel locale posto al primo piano e soprastante a quello descritto al punto precedente, che svolgeva funzioni assimilabili anche in precedenza e che rispetto alla struttura del teatro si colloca in posizione quasi bari centrica rispetto alla distribuzione del pubblico nei vari livelli.

5. Alloggiamento in zone a loro stanti e specializzate delle centrali tecnologiche e locali tecnici in genere:
– deposito idrico di accumulo, autoclavi e centrale trattamento aria seminterrato nei locali accessori retrostanti la “tavernetta”;
– centrali tecnologiche del teatro, in apposito sottotetto “tecnico” ricavato nel volume in copertura soprastante il nuovo foyer al primo piano.
– centrali di trattamento aria servizi, in appositi ammezzati tecnici ricavati all’interno dei volumi interpiano esistenti, in adiacenza alla seconda scala di accesso ai palchi.
In via preliminare è stata data disponibilità dall’ENEL di fornitura direttamente in bassa tensione dell’energia elettrica necessaria, nonostante la notevole potenza impegnata, evitando la realizzazione di una cabina elettrica, con il risultato di disimpegnare alcuni ambienti e risparmiare i costi relativi. Questa condizione dovrà comunque essere verificata al momento della esecuzione dei lavori con l’assistenza dell’Impresa appaltatrice che, ove necessario, provvederà a redigere le variazioni progettuali necessarie sulla base delle indicazioni che saranno fornite dalla Direzione dei lavori.

6. Razionalizzazione nei limiti del possibile degli esigui e non espandibili spazi di scena e dei camerini, con individuazione nel terzo ordine di palchi (chiuso al pubblico) di uno spazio disponibile per deposito di materiali leggeri e non ingombranti.

7. Abbattimento delle barriere architettoniche, con il conseguimento della “visitabilità” del complesso, garantendo l’accesso alla platea e ad un servizio igienico assistito da parte di portatori di handicap motori tramite interposizione ove necessario di rampe e/o scivoli per il superamento di piccoli dislivelli nonché di un servoscala per il superamento dei gradini di collegamento tra l’ingresso e la platea (posta a quota più elevata). Dato il carattere prevalentemente conservativo dell’intervento e la natura di bene sottoposto a tutela del complesso edilizio, non è stato invece possibile conseguire l’accessibilità a tutte le sue parti.
Va precisato che la visitabilità dei locali seminterrati richiede l’interposizione di un servoscala di collegamento tra questi e il piano terra, dove hanno luogo i servizi igienici assistiti.

8. Sostituzione e/o consolidamento dei solai dei palchi e dei corridoi dei primi due ordini, ai fini del conseguimento della resistenza necessaria a soddisfare i carichi di esercizio previsti dalle attuali norme in relazione alla destinazione della struttura. La definizione di questo intervento è stata resa particolarmente delicata e difficoltosa data l’esigua altezza netta dei piani, in molti casi inferiore ai due metri, e il già ridotto spessore degli impalcati (7-8 cm oltre ai travetti).
Si è reso necessario così individuare tipologie di intervento mirate a contenere al massimo gli incrementi di spessore di questi ultimi (che comunque sono inevitabili), privilegiando una pavimentazione lignea di ridottissimo spessore, che richiederanno una estrema attenzione in sede esecutiva, data la immodificabilità dei vincoli dimensionali in essere. [...]


 



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