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Collana "Quaderni Sinalunghesi"
Periodici di storia e cultura locale editi a cura della Biblioteca Comunale di Sinalunga

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Claudia Messina, Claudio Messina
"Restauro e recupero funzionale"



teatro ciro pinsutiPremessa – Il Teatro Comunale di Sinalunga, dedicato ad un suo emerito cittadino dell’Ottocento, noto musicista e musicologo, Ciro Pinsuti, attualmente non compare nei testi dedicati ai teatri storici all’italiana della Toscana. Si fa riferimento a “Teatri in Toscana”, coordinato da Massimo Rufo (Target Editore). La sua modesta dimensione destinata a solo centocinquanta spettatori e il suo stato di totale abbandono per decine d’anni, lo hanno nascosto all’attenzione degli amatori di questa tipologia di edifici, interessanti per le funzioni e per le architetture. Probabilmente un rinnovato contributo storico e letterario non potrà ignorare in futuro questa presenza. Molti locali di questo tipo sono stati restaurati negli ultimi anni del secolo passato, dopo il 1985, ed anche riattivati nelle loro funzioni. Se ne ha un sicuro riferimento in “Il restauro dei teatri. L’esempio in Toscana” a cura delle Giunta Regionale Toscana (Alinea Editrice, 1992). Oggi si può annoverare tra i restauri di teatri anche il Ciro Pinsuti, oggetto di un severo e completo rinnovamento; lo rende particolarmente attraente la ricchezza delle decorazioni e l’atmosfera “salottiera” (fig. 1).

Le tipologie di intervento – La finalità del recupero funzionale ha determinato due tipologie d’intervento: il restauro architettonico degli interni e l’adeguamento alle esigenze di sicurezza e funzionalità attuali. Questa duplice operatività ha condizionato le modalità di esecuzione, limitando la completezza di alcuni interventi a favore di altri, secondo scelte difficili per raggiungere il risultato ottimale. Le due maggiori esigenze, fra loro condizionanti, sono state il recupero dei decori e il consolidamento strutturale ai fini della stabilità, tenendo presente un miglioramento dal punto di vista sismico. Altre due esigenze condizionate, sono state la conservazione e valorizzazione dell’architettura degli interni e la realizzazione di impianti completamente nuovi destinati al benessere ed alla sicurezza dei fruitori.

La stabilità e i decori – Le grandi capriate in legno (fig. 1) non hanno richiesto particolari lavori se non quelli delle protesi degli attacchi alle murature, resi inaffidabili dalla marcescenza per umidità (fig. 2). Si è reso anche necessario provvedere alla intumescenza degli elementi componenti, con particolari vernici trasparenti, ai fini della protezione dall’incendio. È stata invece sostituita tutta l’orditura minuta, di dimensioni insufficienti sia dal punto di vista statico che da quello delle sicurezza per l’incendio.
Sopra lo scempiato è stata realizzata una soletta in calcestruzzo armato con tiranti diagonali per il controventamento ai fini sismici, accorgimento adottato anche sui solai di sostegno dei corridoi e disimpegni dei palchi rinforzati con la tecnica del legno-calcestruzzo (figg. 3a, b, c). L’intervento più impegnativo riguarda la volta acustica. Questa risultava crepata ed in alcuni punti depressa. Con iniezioni di resine consolidanti speciali e con recupero meccanico della forma si è provveduto al consolidamento, senza alterare gli affreschi sottostanti; questi sono stati quindi restaurati pittoricamente. Il macchinario per la discesa del lampadario è stato recuperato; l’orologio della volta di proscenio è stato dotato di movimentazione elettrica (figg. 4a, b).
L’intervento meno visibile ad opera conclusa, ma fondamentale per la stabilità, è stato il consolidamento delle volte di sostegno della platea (fig. 5a, b, c) senza alterare la vista inferiore della bella tessitura originaria a mattoni. Il consolidamento è avvenuto mediante la realizzazione all’estradosso delle volte di una soletta costituita da particolari miscele di cemento e di una soletta in c.a., a portanza autonoma, affidata agli archi principali. Il vecchio pavimento in travertino è stato sostituito con un parquet a doghe larghe disposte a spina.
Infine si è dovuto provvedere al consolidamento delle murature di ambito del palcoscenico, ampiamente lesionate e quindi scollegate fra loro e in altri tempi incatenate con scomode catene diagonali che invadevano lo spazio scenico. Le funzioni delle vecchie catene sono state affidate al nuovo grigliato del castello di manovra in sostituzione di quello in legno: le due travi principali sono state prolungate all’esterno delle pareti e opportunamente inchiavardate. Queste murature avevano altresì perduta la consistenza della tessitura e pertanto se ne è riconosciuta la continuità mediante iniezioni diffuse di particolari prodotti (figg. 6a, b, c).
Nell’ambito degli interventi strutturali, si ritiene molto importante il confinamento degli spazi teatrali, quale ad esempio il solaio in c.a. precompresso di calpestio del palcoscenico e dei camerini, con interposto isolante acustico, di separazione dai locali di civile abitazione sottostanti. Quest’ultimo lavoro ha richiesto l’attenzione necessaria alla conservazione di un soffitto ligneo ed alcune riparazioni nelle proprietà dei vicini. Nell’occasione di queste opere è stato reperito un messaggio dal passato a memoria di antichi artefici della costruzione del teatro (fig. 7).
Altri decori sono stati recuperati, oltre a quelli preminenti della sala, dove si è restituita dignità agli apparecchi di illuminazione ed ai pregevoli stucchi del passato (figg. 8, 9). Questo è stato possibile grazie all’accortezza adottata nella realizzazione degli impianti e dei presidi antincendio.

Gli impianti e l’architettura degli interni – Quanto fin qui descritto denota che gli interventi necessari hanno richiesto le più raffinate e moderne tecniche operative, proprie di un restauro conservativo scientifico. Analogamente, si è dovuto realizzare opere assolutamente attuali, sia per quanto attiene gli impianti, completamente nuovi, sia per quanto riguarda la prevenzione antincendio. Tale impostazione ha reso difficoltoso il rispetto degli ambienti, onde evitare un’intrusione eccessivamente invasiva degli spazi architettonici da parte delle apparecchiature degli impianti e dei presidi antincendio. È venuta in aiuto la scoperta di un cavedio verticale assolutamente nascosto alle indagini di rilievo, le cui origini storiche sono ignote: si è pensato al vano di un vecchio pozzo abbandonato (fig. 10). Tale cavedio è stato utilizzato per dislocare le dorsali principali di distribuzione verticale di tutti gli impianti, elettrici, idraulici e di ventilazione. Per questi ultimi, particolarmente invasivi, la distribuzione orizzontale di ripresa a livello platea, è stata dislocata nella intercapedine fra volte di sostegno e pavimento; la distribuzione orizzontale di mandata è stata sistemata nel sottotetto con le bocchette in corrispondenza delle volte ad unghia della volta acustica. Tutte le restanti reti di distribuzione sono sottotraccia od in appositi canali in muratura. Così operando, il Teatro è stato dotato di impianti di ventilazione e riscaldamento, idrico sanitario, di rilevamento incendio e di spegnimento con idranti e con sprinkler nella zona palcoscenico e camerini. Questa zona è compartimentata con porte tagliafuoco e con un sipario a cortina tagliafumo in corrispondenza della bocca di proscenio, dove coesiste col sipario scenico; in questa zona, come nel vano scale secondario, si hanno a tetto lucernari con funzionamento a smoke-out. Nell’ambito dei presidi antincendio, si hanno una riserva idrica ed una centrale di pressurizzazione al piano seminterrato ed un gruppo soccorritore elettrogeno a livello del terzo ordine in corrispondenza di una terrazza a cielo aperto. Su questa terrazza si affacciano la centrale termica e la centrale principale di trattamento aria (figg. 11, 12).
La molteplicità degli impianti e presidi descritti sono stati felicemente realizzati senza incidere sugli spazi architettonici ai quali si è voluto conferire finiture proprie di un locale storico di spettacolo. Fra queste, è stata importante la scelta del pavimento in cocciopesto opportunamente combinato con travertino verde, nelle zone di ingresso principale al piano terreno. Si è voluto così impiegare materiali propri dell’area toscana con un linguaggio coerente con le origini del Teatro. Sono state altresì associate alla preziosità della sala alcune espressioni ad essa adeguate, come appunto i pavimenti, il rifacimento in travertino delle scale d’ingresso, le toilettes ed un “anamorfosi”, opera di un valente, giovane artista contemporaneo. Del passato, si è voluto conservare ed evidenziare il marchingegno del meccanismo di va e vieni della vetrata d’accesso alla platea. Le attrezzature sceniche e gli allestimenti d’arredo in corso, si adegueranno per valorizzare l’ambiente “a nuova vita restituito”.

Scheda tecnica: Lavori di restauro e riqualificazione funzionale
del teatro comunale Ciro Pinsuti

Ubicazione:
Sinalunga – Via San Martino

Proprietà:
Comune di Sinalunga – Sindaco Adriano Fierli

Responsabile Unico del Procedimento
Arch. Paolo Giliarini

Progetto architettonico:
Arch. Vieri Boccia, incaricato - coll. Arch. Lorenzo Greppi

Progetto strutturale:
Ing. Claudio Messina

Progetto impianti:
Ing. Giuliano Galzigni

Direzione lavori:
Ing. Claudio Messina e Arch. Claudia Messina

Assistenza e contabilità
Geom. Filippo Pacini

Attrezzature sceniche:
Guglielmo Visibelli

Anamorfosi:
Gianni e Stella Miglietta

Collaudo:
Ing. Mauro Rubegni e Ing. Massimo Vaselli

Impresa:
Picciolini Febo & C - Siena

Assistente:
Geom. Luigi Sisti

Capo cantiere:
Geom. Giampiero Guglielmino

Impianti Termoidraulici:
G.S. di Ghezzi e Scala - Monteroni d’Arbia (SI)

Impianti Elettrici:
P.M. di Pieraccini Marco - Cinigiano (GR)

Restauri e Decorazioni:
C.R. di Gori - Montevarchi (AR)

 

 

 

 

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