bibliosinalunga

Collana "Quaderni Sinalunghesi"
Periodici di storia e cultura locale editi a cura della Biblioteca Comunale di Sinalunga

<INDIETRO


 
     
 


Introduzione

Certo non potevamo inaugurare il Teatro Comunale ‘Ciro Pinsuti’ senza dedicare a questo evento così importante e tanto atteso da tutti, una monografia dei Quaderni Sinalunghesi, naturale prosecuzione della precedente dal titolo Progetto di restauro e inquadramento storico e realizzata nell’ottobre 1997 (Anno VIII n. 2) con la duplice finalità di:
– presentare il progetto esecutivo dei lavori di restauro della struttura, redatto dall’architetto Vieri Franco Boccia, incaricato dall’Amministrazione, e che si è avvalso della collaborazione del Dott. Arch. Lorenzo Greppi per il progetto architettonico, del Prof. Ing. Claudio Messina per il progetto strutturale, del Dott. Ing. Giuliano Calzini e del Dott. Ing. Enrico Condola per il progetto degli impianti; dalla complessità di questi elaborati ha preso poi avvio l’articolato iter delle procedure di appalto dei lavori stessi;
– ricostruire, attraverso fonti e documenti custoditi principalmente nella sezione storica dell’archivio comunale, i caratteri salienti del contesto urbano di Sinalunga nella seconda meta del ’700, periodo in cui il Teatro ‘Ciro Pinsuti’ ha visto la sua origine.

Proseguendo il filo ideale di quello studio, anche questa seconda monografia dedicata al Teatro ‘Ciro Pinsuti’, si struttura in una prima parte, nella quale si ripercorrono in sintesi le vicende storiche più rilevanti che hanno portato il Teatro fino all’acquisizione al patrimonio del Comune di Sinalunga ed in una seconda, nella quale si documentano le principali fasi dei lavori realizzati per riportare splendore a colori e decori, ma principalmente per rendere l’intero complesso perfettamente funzionale e rispondente ai più moderni requisiti di sicurezza.
L’analisi dei documenti custoditi presso la Biblioteca Comunale e la sezione storica dell’Archivio comunale, già effettuata in occasione della prima monografia dei Quaderni Sinalunghese dedicata al Teatro Comunale ‘Ciro Pinsuti’, aveva evidenziato che il materiale bibliografico di cui si disponeva era particolarmente ricco di notizie ed informazioni preziose per il nostro lavoro. In quell’occasione però avevamo preferito limitarci a «...ricostruire i caratteri del contesto urbano di Sinalunga nella seconda meta del ‘700, periodo in cui il Teatro Ciro Pinsuti ha visto la sua origine» ed abbiamo cercato nei documenti consultati la risposta alla domanda ...Sinalunga com’era?
Ci si riservava invece la restituzione ai nostri lettori degli approfondimenti sui documenti più puntualmente riferibili alla storia del Teatro per un momento successivo: ovviamente quello della fine dei lavori e dell’inaugurazione della struttura completamente restaurata. Quel momento ci appariva molto lontano, un lungo cammino sicuramente non agevole, ma ora quel futuro e divenuto finalmente il presente, un presente reale e tangibile.
Anche in questa occasione anticipiamo ai nostri lettori che ci siamo dati comunque alcuni limiti, ad esempio per quanto riguarda l’opera del maestro Ciro Pinsuti, rispetto alla quale sono ancora in corso alcune ricerche su documenti che sono conservati all’estero, poiché pare che in Italia non siano disponibili altre notizie oltre quelle già acquisite.
È un altro impegno quindi che ci assumiamo, per arricchire nel tempo e degnamente un evento così importante come quello della restituzione alla comunità di un bene storico-architettonico così rilevante come il Teatro ‘Ciro Pinsuti’.
La struttura nella sua totalità e stata interessata dai lavori di recupero funzionale e ristrutturazione, lavori che hanno dovuto tener conto sia del principio di conservazione di un bene storico-architettonico soggetto a vincolo di tutela, che degli indispensabili ed obbligatori interventi in termini generali di sicurezza imposti in relazione all’uso di un complesso aperto al pubblico. Tutto ciò ha determinato che, nella fase progettuale ed ancor più in quella realizzativa, un elemento essenziale e qualificante del restauro fosse la sinergia degli interventi e quindi dell’impegno di professionisti ed esperti che li hanno diretti e realizzati.
Grazie alla loro disponibilità è possibile, in questa seconda monografia dedicata al Teatro Comunale ‘Ciro Pinsuti’, documentare almeno per gli aspetti essenziali, i lavori realizzati in questi anni, affinché tutti coloro che oggi ammirano il rinnovato Teatro, possono in qualche modo partecipare a questa grande fatica che ha accomunato il lavoro di progettisti, delle imprese e degli addetti che hanno eseguito i lavori, ciascuno di loro indispensabile, come i singoli musicisti in una grande orchestra, o i diversi personaggi in una piece teatrale.
L’intervento del Prof. Ing. Claudio Messina e dell’Arch. Claudia Messina (incaricati della direzione dei lavori) ci restituisce il panorama completo delle soluzioni adottate per le varie tipologie di lavori, dal restauro architettonico degli interni, ai lavori per la stabilità, alla realizzazione del tutto nuova dei diversi impianti nel rispetto delle vigenti norme in materia di funzionalità e sicurezza.
Guido Gori, Antonio Balsimelli e Marcello Pasquini, ci descrivono in sintesi gli interventi di vero e proprio restauro che è stato effettuato in tutte quelle parti della struttura che potevano essere recuperate, quali le capriate in legno della copertura e della volta acustica, gli stucchi dei palchi e della platea, le pitture presenti sia nella volta acustica, che nelle altre sale.
Le soluzioni adottate in termini di sicurezza antincendio nel Teatro sono particolarmente articolate e rappresentano quanto di più innovativo è stato attuato in strutture analoghe e ci vengono descritte nell’intervento di Loris Barneschi, tecnico del Comando dei Vigili del fuoco di Siena, la cui collaborazione sia nella fase dei progetti preliminari che nel corso dei lavori, è stata essenziale per perseguire quel difficile equilibrio tra conservazione e garanzie di sicurezza.
L’ultimo intervento che ospitiamo è quello di Gianni Miglietta, un artista che da tempo si dedica alla realizzazione di decori utilizzando una tecnica antica, quella della prospettiva e dello specchio. Il suo lavoro, che nella scheda è descritto sia dal punto di vista tecnico che attraverso un’interessante contestualizzazione storico-artistica, ha consentito di arricchire e decorare un piccolo spazio del Teatro, divenuto angusto ed inutilizzabile a causa dei necessari adeguamenti attuati nell’area del foyer. Una tecnica, quella della rappresentazione prospettica che propone all’occhio dell’osservatore immagini vere e virtuali, un gioco di realtà e finzione proprio come l’essenza stessa del teatro.
Un ulteriore gesto di affetto se mai ce ne fosse bisogno, per questo luogo d’incanto e per coloro che lo visiteranno.
Ringraziamo quindi gli autori, che pur dovendo descrivere interventi e soluzioni di natura tecnica e specialistica, lo hanno fatto con estrema chiarezza e semplicità, nello spirito che ha sempre caratterizzato i Quaderni Sinalunghesi.
I report che ci restituiscono la sintesi delle varie tipologie di interventi posti in essere nel contesto generale del restauro e del recupero funzionale del Teatro, sono accompagnati da un ricco apparato iconografico, ancora più curato che in altre monografie, poiché anche attraverso le immagini si può cogliere e meglio documentare sia l’evoluzione dei lavori, che dettagli di alcuni impianti e locali di servizio, che di norma il pubblico non vedrà mai, ma che sono parte essenziale e rilevante della funzionalità ed efficienza dell’intera struttura.
L’obiettivo attento e curioso ci restituisce quindi molte delle suggestioni che gli spazi teatrali ci rimandano ed al contempo molti particolari e dettagli, che appaiono forse di minor effetto, ma ci aiutano a spiegare la complessità dell’intervento di restauro effettuato. Appare così evidente l’attenzione e la cura posta anche nella realizzazione degli interventi aventi carattere puramente funzionale, sia in termini di impianti, di misure di prevenzione e di sicurezza e, non per ultimo, di accessibilità dei locali per il pubblico, anche con le soluzioni attuate per l’abbattimento delle barriere architettoniche.
La rinnovata scelta di immagini in bianco e nero è stata voluta dagli autori delle fotografie, poiché questa tecnica è capace di restituire forza, atmosfera ed una maggiore carica emotiva, essenziale in questo, che vorremo fosse, un documento fondamentale nella raccolta dei Quaderni, poiché segna un traguardo importantissimo dell’impegno per la cultura che ha visto attivo ormai da oltre un decennio.

 

 

 

 

<INDIETRO