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Collana "Quaderni Sinalunghesi"
Periodici di storia e cultura locale editi a cura della Biblioteca Comunale di Sinalunga

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Marcello Cofini
"Un operoso formichi"

A volte i natali per un artista restano solo tali; a volte no. E questo sia il caso oggi per Pietro Formichi, musicista di Sinalunga.

Venni a conoscenza nel 1982 dell’attività di insegnamento della danza che Anna Tomaszewska, aretina nata in Polonia, svolgeva presso la sua scuola a Torrita di Siena e dei relativi saggi che annualmente presentava al Cinema Teatro Moderno di Sinalunga.
Lungo la sua più che ventennale attività (dal 1973 al 1994) mi raccontò appunto che il primo anno presentò il saggio al Teatro “Ciro Pinsuti” di Sinalunga, e poi non si poté più realizzare ivi per la sua inagibilità.
Nello stesso periodo iniziai la mia attività come pianista conduttore della danza presso l’Accademia Nazionale di Danza in Roma, dove conobbi Elena Viti di Sinalunga che esercitava, come tuttora, la docenza di Propedeutica della Danza. Nacquero collaborazione e amicizia che portarono a parlare della sua terra natale, della sua gente, del Teatro ottocentesco dedicato al musicista concittadino Ciro Pinsuti, chiuso da anni.
Intanto, moltiplicavo ed approfondivo la mia attività di ricerca ed esecuzione musicali su uno strano repertorio pianistico: quello referente la vita popolare italiana, soprattutto mediterranea. Raccoglievo informazione e collezionavo (come tuttora) in originale e per quanto nelle mie possibilità brani pianistici a tarantella, saltarello, furlana, barcarola, zampognata, etc. ...
Ed ecco imbattermi in alcuni brani a referenza folclorica dell’arci-dimenticato Pietro Formichi di Sinalunga, anche presso i suoi concittadini ed i suoi corregionali. Incuriosito dalla copiosità della sua produzione pianistica, dalla specificità in alcuni suoi brani dei riferimenti di vita popolare e dalla netta preponderanza del genere musicale «a ballo», cercai le notizie biografiche reperibili e le notizie sul repertorio edito e/o rinvenibile. Effettivamente, i rari saggi e trattati sulla musica strumentale italiana dell’800 non fanno a meno di menzionarlo... ma solo questo: non un commento!
Avendo oggi raccolto diversi brani del Nostro, alcuni in originale, ed avendoli letti al pianoforte, posso subito dire che promuoverne la rivalutazione e la riesecuzione musicale «di campanile» non è puro pretesto di civica commemorazione od ostensione. Per i seguenti motivi: nel panorama pianistico italiano del xix secolo la sua scrittura risulta ricercata nel gusto ed esperta nell’effetto dello strumento, volta spesso alla potenza ritmica degli accenti forti nei brani per danza. Una scrittura quindi esperta e vissuta nel non facile, caratterizzante genere musicale delle danze.
Altro motivo sia l’impegno «politico» che l’artista Formichi poteva offrire ed offrì attraverso la sua creatività: tramandare avvenimenti risorgimentali ed unitari attraverso le orecchie di chi viveva non i fasti di corte o di palazzo, ma le emozioni condivise delle sale, delle piazze e delle strade. Per questo, un terzo motivo di richiamo alla vita ed alla opera di Pietro Formichi sia pure la attenzione da lui dedicata alle manifestazioni di tradizione popolare su una ricca e policulturale Italia, vista in senso latitudinale. Da Nord a Sud e ritorno.

formichiPietro Formichi nasce a Sinalunga il 7 giugno del 1829 e da qui si trasferisce a Siena per gli studi di pianoforte e di composizione. Succede al famoso cantante Carlo Concialini quale maestro di cappella alla “Metropolitana” della città. Diviene anche direttore della Società Orchestrale Senese, dedicando ad essa diverse sue composizioni. Nei teatri senesi esercita la professione come maestro concertatore e direttore d’orchestra. Diviene anche direttore della Banda Municipale e compone la Marcia del Palio di Siena e musica degli araldi. Infine ed inoltre Maestro della Scuola Comunale di Musica. A Siena muore addì 23 gennaio 1913.
Il suo cognome e nome risultano assenti nei dizionari generali di musica, sia passati che attuali. Lo riporta Carlo Schmidl nel suo monumentale, trascorso (ed introvabile) Dizionario Universale dei Musicisti in 2 volumi più appendice, che la Casa Editrice Sonzogno stampò in Milano tra gli anni 1926 e 1938.

Le rare menzioni biografiche sul Nostro attestano la sua attività pianistica, cosa confermata dalla sua preponderante, spaziante ed esperta produzione compositiva per pianoforte, puntualmente catalogata in vita da numeri d’opus, fatte salve le eccezioni ed i probabili manoscritti inediti ancora sconosciuti.
In questa sede editoriale sinalunghese, resa possibile ed opportuna dalla riapertura del Teatro “Ciro Pinsuti”, sembra a me più utile ed attuale proporre la prima ricognizione da me operata su tutta la produzione compositiva di Pietro Formichi, lasciando le parole ed eventuali commenti al numero di opere ed ai loro titoli. Debbo dire che tale ricognizione non è stata operata metodicamente e sistematicamente, in quanto l’ho compiuta appuntando via via ciò che trovavo sul Nostro, lungo le ricerche sulla musica pianista referente il folclore mediterraneo, e solo nel corso di questi ultimi anni. Dico ciò perché le 149 opere che sono elencate qui appresso, possono presumibilmente raddoppiarsi se consideriamo: un’indagine più accurata nella produzione musicale a stampa delle centinaia di case editrici italiane del xix secolo, un’indagine nella produzione musicale a stampa delle migliaia di case editrici in Europa e nelle due Americhe nel xix secolo e primi ’900, un’indagine presso gli archivi pubblici e privati italiani ed esteri, ed infine una ricerca documentale fatta per possibili vie parentali ed anagrafiche. Queste ultime indagini sarebbero utili soprattutto a far affiorare i suoi manoscritti.

formichi pietroDall’elencazione che segue si snoda la trattazione da parte di Pietro Formichi di quelle forme pianistiche più confacenti alle danze in voga (valzer, mazurke, galop); come alle danze storiche ancora in uso (minuetti e gavotta) ed alle danze popolari (pastorale, tarantella). Altra branca della sua produzione è dedicata alla riduzione, alla libera trascrizione, alla libera trattazione (fantasie) di brani operistici coevi, non esclusi quelli composti dal concittadino Ciro Pinsuti, come osserviamo. E poi Formichi lo vediamo cimentato in quelle forme romantiche più propriamente pianistiche come il notturno, la romanza senza parole, lo studio, il capriccio, la bizzarria, il momento musicale, ed altre... non mancando quelle forme pianistico-descrittive come il souvenir, il ritratto musicale, l’illustrazione e quelle forme prettamente soggettivo-creative come il pensiero romantico. Eppure nonostante Formichi si misuri con una vasta casistica di forme musicali egli va oltre e le approfondisce nelle infinite, potenziali possibilità creative: vedi ad esempio il pensiero melanconia e il doux souvenir. Un vero ricercatore di possibilità espressive!














Ecco ora la prima (credo) elencazione dell’opera compositiva di Pietro Formichi ricavata prevalentemente dai cataloghi delle case editrici che stamparono i singoli brani, e qualche volta... da mercatini e bancarelle, o fondi privati occasionali!

Composizioni di Pietro Formichi èdite
con numero d’opus

Op. 1. Rimembranza d’Autunno, Notturno per pianoforte
Op. 2. non conosciuta
Op. 3. non conosciuta
Op. 4. non conosciuta
Op. 5. non conosciuta
Op. 6. non conosciuta
Op. 7. Lucrezia Borgia, Morceau de salon per pianoforte
Op. 8. Le soupir de l’âme, Pensée sentimental per pianoforte
Op. 9. Danza dei pastori, Improvviso per pianoforte
Op. 10. Graziella, Morceau elegant per pianoforte
Op. 11. Adieux, Rêverie per pianoforte
Op. 12. Un fiore dell’Umbria, Mazurka per pianoforte
Op. 13. Fior di Maria, (ricordo di Musignano), Fantasia caratteristica per pianoforte
Op. 14. Teresita il Fior di Caprera, Pensiero elegante per pianoforte

Confidences musicales, Album
per pianoforte:
Op. 15. N.1. Ne jouez pas avec l’amour, Romance
Op. 16. N.2. Le mois de roses, Caprice
Op. 17. N.3. Le bon Ange, Mélodie
Op. 18. N.4. Les jours dorés, Doux souvenir
Op. 19. N.5. Epines et Roses, Nocturne
Op. 20. N.6. Les Consolations, Mélodie

Op. 16bis. Adele, Mazurka per pianoforte
Op. 21bis. Scaccia pensieri, Galop brillante per pianoforte
Op. 21(tris). Scaccia pensieri, Galop brillante per pianoforte a 4 mani
Op. 22. Pover cor! Romanza per pianoforte
Op. 23. Marta (di Flotow), Notturno liberamente trascritto e variato per pianoforte
Op. 24. Marta (di Flotow), Sinfonia trascritta per pianoforte a 4 mani
Op. 25. A toi! toujours à toi! Beatrix ou la Madone de l’Artiste, Inspiration romantique per pianoforte
Op. 26. Le rovine di S. Galgano, Pensiero per pianoforte
Op. 27. Macbeth (di Verdi), Illustrazione per pianoforte
Op. 28. I due Foscari (di Verdi), Fantasia per pianoforte
Op. 29. La forza del Destino (di Verdi), Romanza: “Me pellegrina ed orfana”, trascritta e variata per pianoforte
Op. 30. La Traviata (di Verdi), Fantasia per pianoforte
Op. 31. La Languissante, Petit morceau élégant per pianoforte
Op. 32. Gabriella, Mazurka di concerto per pianoforte
Op. 33. non conosciuta
Op. 33bis. Bersaglieri! alla corsa! Galop militare per pianoforte a 4 mani

Album teatrale.
Melodie celebri di G. Rossini
liberamente trascritte e variate
per pianoforte:
Op. 34. N.1. Otello
Op. 35. N.2. Il Barbiere di Siviglia
Op. 36. N.3. Semiramide
Op. 37. N.4. Matilde di Shabran
Op. 38. N.5. Mosè
Op. 39. N.6. Guglielmo Tell

Op. 40. Siate felice! Notturnino per pianoforte
Op. 41. Faust (di Gounod), Fantasia per pianoforte a 4 mani
Op. 42. Marta (di Flotow), Divertimento per pianoforte a 4 mani
Op. 43. Da Torino a Firenze, Galop brillante per pianoforte
Op. 44. L’Ebrea (di Halevy), Fantasia brillante per pianoforte a 4 mani
Op. 45. Non m’obliar! (Dolce ricordo), Melodia per pianoforte
Op. 46. non conosciuta
Op. 47. Michele Perrin (di Cagnoni), Fantasia per pianoforte a 4 mani
Op. 48. Romanza senza parole per pianoforte
Op. 49. Ritratti musicali, 4 Pezzi caratteristici per pianoforte:
N.1. Giulia
N.2. Genevieffa
N.3. Laura
N.4. Amalia

L’Africana (di Meyerbeer),
2 Fantasie per pianoforte a 4 mani:
Op. 50. N.1. (1ª Fantasia)
Op. 51. N.2. (2ª Fantasia)

Op. 52. Lagrime e fiori. Pensiero melanconia per pianoforte
Op. 53. Un Ballo in Maschera (di Verdi), Aria del Baritono, Libera trascrizione per pianoforte
Op. 54. non conosciuta
Op. 55. non conosciuta
Op. 56. non conosciuta
Op. 57. Noi ci amavamo tanto! (romanza di...) Trascritta e variata per pianoforte
Op. 58. Amore e Libertà, Melodia per canto e pianoforte
Op. 58(bis). Amore e Libertà, Melodia per canto e pianoforte, Trascrizione per pianoforte (solo)
Op. 59. Emilia, Mazurka per pianoforte a 4 mani
Op. 60. Anna, Mazurka per pianoforte
Op. 60(bis?) Lieto avvenire, Mazurka di concerto per pianoforte
Op. 61. Né sempre sì, né sempre no, Due pensieri per pianoforte:
N.1. Feste e carezze
N.2. La bella malinconia
Op. 62. Meglio tardi che mai, Gran valzer brillante per pianoforte
Op. 62(bis). Meglio tardi che mai, Gran valzer brillante per pianoforte a 4 mani
Op. 63. non conosciuta
Op. 64. Ricordo d’altri tempi, Notturno per pianoforte
Op. 65. Un fiorellino di prato, Notturnino per pianoforte
Op. 66. Rosenregen (Pioggia di rose), Piccolo Pezzo di Concerto per pianoforte
Op. 67. non conosciuta
Op. 68. La Contessa d’Amalfi (di Petrella), Reminescenze per pianoforte a 4 mani
Op. 69. Vittorina, Mazurka brillante per pianoforte a 4 mani
Op. 70. Lionetta, Pensiero brillante per pianoforte
Op. 71. Il Carneval di Roma, Gran valzer per pianoforte a 4 mani
Op. 72. Clementina, Mazurka per pianoforte
Op. 73. Solo! Notturnino per pianoforte
Op. 74. I dolci sogni per pianoforte
Op. 75. Lohengrin (di Wagner), Trascrizione per pianoforte a 4 mani
Op. 76. Lohengrin (di Wagner), Illustrazione per pianoforte
Op. 77. Nocturne-Etude per pianoforte
Op. 78. non conosciuta
Op. 79. Misteriosa, Mazurka di concerto per pianoforte
Op. 80. non conosciuta
Op. 81. Aida (di Verdi), Romanza del tenore e Pezzo d’assieme, Atto I, Trascrizione per pianoforte
Op. 82. Chiara, Melodia-Mazurka per pianoforte
Op. 83. Marianna, Mazurka di concerto per pianoforte
Op. 84. Il Molinello, Capriccio-Studio, per pianoforte
Op. 85. Chatterton (di Gammieri), Fantasia brillante per pianoforte a 4 mani
Op. 86. La mesta danzatrice, Mazurka per pianoforte
Op. 87. Fior degli Angeli, Mazurka per pianoforte
Op. 88. Il Mercante di Venezia (di Pinsuti), “Donna gentil!” Romanza, Trascrizione per pianoforte
Op. 89. La Strega, Mazurka per pianoforte
Op. 90. Giuseppina, Mazurka per pianoforte
Op. 90(bis). Giuseppina, Mazurka per pianoforte a 4 mani
Op. 91. For the alone, Pensiero romantico per pianoforte
Op. 92. Oh! soon return per pianoforte
Op. 93. Never give up? per pianoforte
Op. 94. I will not! per pianoforte
Op. 95. Auguri e voti (12 Agosto) per pianoforte
Op. 96. Light (Luce) per pianoforte
Op. 97. Ore liete, Mazurka di concerto per pianoforte a 4 mani
Op. 98. Ricordo d’Italia per pianoforte
Op. 99. Rienzi (di Wagner), Gran fantasia brillante per pianoforte a 4 mani
Op. 100. Qual fiore! (Come up as flower!) Pensiero elegante per pianoforte
Op. 101. Fiamma vagabonda, Pensiero romantico per pianoforte

4 Melodie Religiose
per pianoforte:
Op. 102. N.1. La Riparazione
Op. 103. N.2. La Croce
Op. 104. N.3. Cara fede
Op. 105. N.4. Santo timore

Op. 106. Mattia Corvino (di Pinsuti), Romanza del Baritono, Liberamente trascritta per pianoforte
Op. 107. Soavità e candore, Melodia caratteristica per pianoforte
Op. 108. Pensiero vagante per pianoforte
Op. 109. La Bella, Piccola mazurka per pianoforte
Op. 110. Minuetto-Canone per pianoforte
Op. 111. Sweet Angel per pianoforte
Op. 112. Edelweiss per pianoforte
Op. 113. Gavotta per pianoforte
Op. 113(bis). Gavotta per pianoforte a 4 mani
Op. 114. Rondò per pianoforte
Op. 115. Tre momenti musicali ed un minuetto per pianoforte:
(N.1.) Primo Momento musicale
(N.2.) Secondo Momento musicale
(N.3.) Terzo Momento musicale
(N.4.) Minuetto
Op. 116. Fuoco elettrico, Galop-Scherzo per pianoforte a 4 mani
Op. 117. Età felice, Notturnino per pianoforte
Op. 118. Indovinello, Galop per pianoforte a 4 mani
Op. 119. Sogni color di rosa, Idillio per pianoforte
Op. 121. Primizie per pianoforte
Op. 122. Fior di maggio, Notturno per pianoforte
Op. 123. Facendo il chiasso, Bizzarrìa per pianoforte
Op. 124. Sorriso di cielo, Notturnino per pianoforte
Op. 125. Primavera, Pezzettino elegante per pianoforte
Op. 126. Notturno per pianoforte
Op. 127. Napoli-Siena, Piccola Tarantella e Canto Popolare Toscano per pianoforte
Op. 128. Charitas! per pianoforte
Op. 129. Nuovo Minuetto per pianoforte
Op. 130. Nennella per pianoforte

Composizioni di Pietro Formichi èdite senza
numero d’opus

• “Delle spade il fiero lampo” (da...) partitura per banda e canto (Soprani, Tenori, Bassi)
• Eco del Trasimeno, Capriccio per pianoforte
• “Gioite o Popoli! È salvo il Re”, Marcia militare del prof. Rinaldo Franci, Riduzione per pianoforte di P. Formichi
• Marcia del Palio di Siena (partitura della fanfara) e musica degli araldi (per trombe lunghe a squillo) per banda militare
• Marcia del Palio di Siena per fanfara, Riduzione per pianoforte dell’Autore
• Marcia festiva per pianoforte a 4 mani
• Melodia-Studio per pianoforte
• Mente e Cuore, Melodia per pianoforte
• Rêverie per pianoforte
• Ricordo di Siena, Melodia per pianoforte
• Sacerdos et Pontifex, Mottetto per voci virili (3 parti di Tenore ed 1 di Basso) con harmonium (od organo)

La maggior parte delle composizioni di Pietro Formichi furono edite dalla casa musicale milanese G. Ricordi & C.. I numeri d’opus 60, 61, 64, 68, 72, 87, 90, 109, 122, 125, 127, 128, 129, 130, e Marcia festiva (senza n. d’op.) furono editi dalla casa musicale milanese Carisch & Jänichen; il numero d’opus 42 da ambedue le case editrici. I numeri d’opus 8, 47, 48, 49, 52, 62, 110, 115, 117,118, 119, 123, 124, 126, Eco del Trasimeno, Capriccio, la Marcia del Palio di Siena e musica degli araldi per banda militare con la sua Riduzione per pianoforte, la Melodia-Studio, Mente e Cuore, Melodia, Rêverie, e Ricordo di Siena, Melodia, rispettivamente senza numero d’opus furono editi dalla casa musicale milanese Mariani. Significativo il fatto che tra le pochissime pubblicazioni stampate dalle case editrici musicali toscane, autore P. Formichi, compaia l’op. 127 Napoli-Siena, Piccola Tarantella e Canto Popolare Toscano edita appunto anche dalla casa musicale fiorentina Genesio Venturini, testimonianza di affratellamento risorgimentale ed unitario fra Nord e Sud.
La casa editrice musicale danese Wilhelm Hansen stampò a Copenaghen l’op. 65; la casa musicale inglese Paterson & Sons stampò a Edinburgh e a Londra i numeri d’opus 14 e 16bis.

Da un primo siffatto elenco di suoi opus, saltano evidenti due numeri: l’op. 88 e l’op. 106, che ci riportano a Sinalunga, alla sua storia ed al teatro oggi riaperto. Le due composizioni pianistiche altro non sono che rispettivamente “trascrizione” e “libera trascrizione” di due romanze tratte da due melodrammi del coevo concittadino Ciro Pinsuti, a cui è oggi dedicato lo storico teatro di Sinalunga. L’op. 88 trascrive per pianoforte la romanza “Donna gentil!” da Il mercante di Venezia, che Ciro Pinsuti compose su libretto di G.T. Cimino e presentò a Bologna nel 1873, al Teatro Comunale. L’op. 106 trascrive “liberamente”, (ovvero, ferme restando le citazioni musicali, si parte da esse per introdurre, inframezzare, variare, concludere virtuosisticamente a ghiribizzo del “Riduttore”) una romanza baritonale da Mattia Corvino, melodramma che Ciro Pinsuti compose su libretto di C. D’Ormeville e presentò a Milano nel 1877, Teatro alla Scala.
La sentita acquisizione musicale di musica di Pinsuti conferma in Formichi l’amicale incontro e scambio tra repertori creativi e vicini, in questo caso di un concittadino. La circolazione del repertorio creativo-musicale fra compositori avveniva nel secolo xix in modi più “disinvolti” e meno prevenuti che oggi: come in questi esempi, un autore di melodrammi era ben contento che le sue romanze “rimbalzassero” fra autori di altri generi strumentali, riproposte, variate e (perché no?) arricchite. La fondazione in Milano della Società Italiana degli Autori ed Editori (S.I.A.E.) nel 1882 ha determinato nell’etico rispetto legale del diritto d’autore ed editore un’inevitabile mutazione nello scambio, ri-proposizione e ri-creazione del prodotto artistico fra autore ed autore. E, secondo me, fermo restando il progresso nel diritto di tutela dell’attività creativa nell’arte, debbo constatare che non si è addivenuti oggi a nuove forme di “omaggio” artistico fra autori, confortate da un piacere ed una disinvoltura necessari a tale operazione culturale (ed interculturale) per una produzione “sincera”. Invece e comunque l’incontro creativo-musicale fra Ciro Pinsuti e Pietro Formichi avvenne.

Un altro rilevante numero d’opus è il 127: Napoli-Siena, Piccola Tarantella e Canto Popolare Toscano per pianoforte.
In epoca risorgimentale e neo-unitaria toccò anche al “buon” pianoforte tramandare in musica avvenimenti storici e cerimoniali; si tratta invero di una sconosciuta letteratura pianistica che porta in sé due meriti: il primo di aver coniato nuove forme musicali strutturali, come ad esempio la descrizione allo strumento di una battaglia e/o di una vittoria, qualche volta con effetti «fonotopeici», cioè di vera e propria riproduzione sui tasti dei rumori e delle grida; il secondo, quello di aver testimoniato in modo imperituro (si spera) l’impegno politico e la partecipazione artistica agli avvenimenti, attraverso il proprio scelto linguaggio: la musica. Fra i molti e sconosciuti brani pianistici che nel xix secolo testimoniarono i cambiamenti nella storia d’Italia, posso qui citarne uno assai simile nell’intenzione al brano di Formichi: è una Tarantella per pianoforte che una compositrice di Lodi, Carlotta Ferrari, dedicò Ai Fratelli Napoletani, che è appunto il primo titolo del brano. Tornando al Nostro di Sinalunga, l’idea musicale rilevanda nell’op. 127 è proprio quella di suggellare idealmente e musicalmente due popoli diversi come storia e cultura, attraverso due loro espressioni più profonde, più collettive e più caratterizzanti; infatti Napoli-Siena inizia con una velocissima Tarantella napoletana in uno dei suoi motivi più arcaici e si interrompe poi con un ritmato, spiritoso Canto Popolare fiorito senese, andante. Riprenderà la Tarantella fino al vorticoso finale. Dunque per Formichi la fratellanza Nord-Sud poteva avvenire soltanto facendo incontrare, conoscere e ri-proporre le sue espressioni più tradizionali e collettive, il canto e la danza popolari di Napoli e di Siena. Non dunque le ufficiali forme musicali di inno, marcia, canto di benedizione e vittoria, ma semplicemente il confronto interagente di una danza e di un canto popolari!
Mi auguro che queste mie prime e scaturenti ricognizione ed evidenziazione dell’opera compositiva in musica di Pietro Formichi di Sinalunga siano innanzitutto di testimonianza per un autore dimenticato e sconosciuto al giorno d’oggi, in verità operoso, specialmente in un campo considerato «minore» ovvero quello della «musica a ballo» e poi di curioso, interessante, nuovo, repertorio documentale ed artistico da sceverare, approfondire, collazionare per i musicisti, gli studiosi, gli appassionati, i cittadini di Sinalunga nella scoperta di un loro piccolo “pezzo” di storia sconosciuta. Nell’incontro, scambio e vitalizzazione fra culture diverse, e parlo di culture antiche, di culture attuali e di culture futuribili.

Roma 13 ottobre 2002

 

un altro ancora... paolo malfetti!
il più spiritoso

Paolo Malfetti nasce il 9 giugno 1856 a Sinalunga. Inizia gli studi musicali con l’allora celebre “padre Damiano”, organista presso il convento de La Verna. Si trasferisce a Firenze nel 1881 e studia pianoforte e composizione con Giovacchino Maglioni, maestro d’organo presso il Regio Istituto Musicale della città. Inizia la professione musicale come organista supplente allo stesso Maglioni presso la chiesa di San Lorenzo; quindi diviene organista titolare prima presso la chiesa di San Marco e poi presso la basilica di Santa Croce, dove mantiene l’incarico artistico fino agli ultimi anni della sua vita: ne abbiamo notizia fino al 1937. Presso la stessa Basilica esercita anche come maestro di musica dei Novizi.
Contemporaneamente insegna musica anche nei seguenti collegi ed istituti: Collegio Domengè-Rossi, Scuole Pie, Collegio di Badia Fiesolana e Collegio Cavour. Infatti Firenze rimane la sede della sua residenza e della sua professione artistica.
A tuttoggi mi sono ignoti luogo (presumibilmente Firenze) e data di morte.

Per questa particolare esperienza di musicista e docente presso collegi ed istituti di educazione Egli coltivò alcune caratteristiche forme musicali quali l’operetta, la scenetta musicale e la macchietta musicale, ovviamente dedicate soprattutto all’infanzia ed alla gioventù. Tali generi sono ancor oggi considerati «minori», o addirittura ignorati, e ciò costituisce forse una delle cause principali dell’oblìo su Paolo Malfetti.

Ad una prima ricognizione sono in grado di annoverare al Nostro almeno 18 operette, fra cui la assai celebre all’epoca Le avventure di Pinocchio (dal testo di Carlo Lorenzini detto il Collodi, su libretto di Urbano Saint-Pierre, presentata in prima al Teatro Alfieri di Firenze l’anno 1909), l’unica allora ufficialmente autorizzata sull’altrettanto celebre testo letterario per l’infanzia! Conosco poi di 4 scenette musicali e 4 macchiette musicali. Ma il numero conoscibile di tutti e tre questi generi musicali è senz’altro più sostanzioso se consideriamo che Egli si dedicava a far divertire artisticamente durante ed ogni fine anno bambini e giovani (e non più giovani) che in questi collegi ed istituti studiavano e vivevano.
Copiose anche le opere vocali per coro e per soli e coro, sia profane che religiose e sacre. Fra i cori da Lui composti dobbiamo qui ricordare Le Casentinesi, Coro di pastorelle a 1 voce con danze a piacere (!) e Lungo il Canal Grande, Serenata Veneziana a 3 voci, coro e a soli per la forte referenza folclorica dai rispettivi luoghi. Ricco un apposito corpus di Canti di Natale, oltre a musica religiosa e sacra, per l’ufficio e non.
Da notare in Malfetti l’organico, anche nella musica religiosa e sacra, dell’opus vocale ad 1 sola voce, accompagnato dallo strumento che poteva essere organo o harmonium (o pianoforte). Segno evidente di un’estrema cura della sola melodia.
Numerose sono inoltre le romanze per voce e pianoforte e numerosi i brani per pianoforte solo, tra i quali risultano un Minuetto di Pulcinella ed una Piccola Tarantella, brani che fino a qualche anno fa si vendevano ancora in Via del Corso 17r a Firenze, presso il negozio della Casa Musicale R. Maurri s.n.c.. (Il negozio è oggi chiuso per sempre, la casa editrice musicale esiste ancora come magazzino e come ragione sociale). Questi due non difficili brani per pianoforte dimostrano anche in Malfetti l’abbraccio etno-musicale e musicale tout court con la differente ma non distante cultura partenopea, in un’Italia neo-fondata nazione.
Paolo Malfetti, a differenza dei suoi concittadini musicisti Ciro Pinsuti e Pietro Formichi, godette della stampa ad opera di case editrici prevalentemente toscane e precisamente fiorentine: la A. Forlivesi e C. e la citata R. Maurri. A Milano la casa editrice musicale Carisch & Jänichen gli stampò alcuni opus.

Oggi Paolo Malfetti è quasi completamente dimenticato nella sua provincia di nascita, nella sua regione, in Italia ed all’estero. Nei dizionari biografico-musicali italiani non compare neppure, eccezion fatta per il pregevole e prezioso (ma datato) Dizionario Universale dei Musicisti in due volumi più supplemento che Carlo Schmidl curò e compilò, facendolo stampare dalla Casa Editrice Sonzogno in Milano tra gli anni 1926 e 1938.
Se Malfetti si è dedicato al non facile compito di far sorridere bambini e giovani che trascorrevano la loro meno felice vita in collegi ed istituti, attraverso la musica non possiamo oggi provare a ricordarlo e rieseguirlo scoprendo in noi il “fanciullo” che non è mai trascorso ed apprezzando chi come Paolo Malfetti ha saputo ai “fanciulli” parlare col linguaggio musicale che a loro è proprio, quello più aperto e disponibile, anche al futuro, ed ai sogni di esso?

Roma, 30 ottobre 2002

 

 

 

 

 

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