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Collana "Quaderni Sinalunghesi"
Periodici di storia e cultura locale editi a cura della Biblioteca Comunale di Sinalunga

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CIRO PINSUTI




ciro pinsutiNel libro delle riunioni del Consiglio Comunale di Sinalunga del 1888, alla terza pubblica adunanza, indetta per le 11 di mattina del 21 marzo, è registrato tra i consiglieri assenti «Pinsuti Comm.r Ciro – con la postilla – defunto»1.
La seduta viene aperta dal Sindaco Ulisse Orlandini che dà lettura del telegramma inviato al Re Umberto i in occasione del suo 44º natalizio e della gentilissima risposta di ringraziamento di Sua Eccellenza il Ministro di Casa Reale.
Immediatamente dopo il Sindaco annuncia: «Signori, sabato 10 corrente mese moriva improvvisamente a Firenze nelle braccia del fratello Domenico e del nepote Vittorio, colto da apoplessia fulminante il Commendatore Maestro Ciro Pinsuti nostro Concittadino e collega in questa Pubblica Comunale Amministrazione»2.
Segue una sorta di cronaca degli avvenimenti accaduti, con alcune parti descritte come se dovessero ancora accadere. Il racconto parte da una missiva del giorno 9, che informava circa qualcosa di grave che doveva aver colpito il maestro sinalunghese a Firenze. Poi la notizia ufficiale del decesso, giunta telegraficamente alla stazione di Sinalunga alle 17,45 del giorno successivo. Il telegramma era stato inviato personalmente dal Sindaco di Firenze al suo collega di Sinalunga per avvisarlo della grave perdita. La risposta, vista l’ora tarda, sarebbe stata battuta la mattina seguente.
Fatto certo che la salma dell’illustre estinto avrebbe avuto come ultima memoria la natia Sinalunga, vengono date disposizioni per contattare il cav. Ercole Pollini (il quale doveva trovarsi a Firenze) affinché informasse il Comune circa le date del trasporto e delle onoranze funebri, in modo da avere il tempo per organizzare una rappresentanza ufficiale.
Impossibilitato ad intervenire personalmente alle esequie di Firenze, il Sindaco Orlandini delegò l’Assessore Brunetto Savelli a rappresentarlo. Tornato a Sinalunga il Savelli riferisce della solennità e dell’imponenza delle onoranze, delle dimostrazioni di affetto delle autorità e dei Fiorentini e, infine, della grande ed inaspettata partecipazione delle associazioni, dei gruppi e dei singoli cittadini sinalunghesi, tanto che propone una delibera di Consiglio per ringraziare tutti i partecipanti.
La salma di Ciro giunse alla stazione di Sinalunga nella sera del giorno 13, ad attenderla, oltre ad una nutrita rappresentanza delle istituzioni, anche una moltitudine di cittadini. Di questa fase il verbale non riporta altri dettagli «giacché come avvenne è a tutti noto – quindi superfluo qui il ridirne».
Una minuta, di mano del Sindaco Orlandini, documenta un avviso alla cittadinanza (non sappiamo se poi concretizzata in forma di manifesto o altro), contenente l’invito a partecipare ad accogliere le spoglie dell’illustre concittadino:

«Comune di Sinalunga
Avviso
Col treno delle ore sei di questa sera giunge la salma del Commendatore Maestro Ciro Pinsuti defunto in Firenze il giorno di sabato.
La Rappresentanza Municipale va alla Stazione della Ferrovia a riceverla e perché la cerimonia dell’ultimo tributo a conferirsi verso il Benemerito ed Illustre nostro Concittadino, gloria e vanto della Terra che gli dette i natali, e che oggi orgogliosa ne vuole le spoglie, riesca non indegna al merito né impari all’affezione che alla Famiglia dalla Patria in ogni suo atto Egli esprimesse.
Si fa invito alle Società costituite e alla Cittadinanza intera ad intervenire alla suddetta cerimonia.
La riunione avrà luogo nel Palazzo Comunale, a ore 5 pomeridiane, da dove muoverà il Corteo per la Stazione.
Dal Municipio di Sinalunga
lì 13 marzo 1888»

Il racconto continua. Fu deciso che in occasione del 30° dalla morte o dalla deposizione, fosse celebrata, a spese dell’Amministrazione, una commemorazione religiosa, con una Messa di requiem in musica diretta dal maestro Pietro Formichi. Fu anche deciso di apporre una lapide a perenne ricordo sulla facciata di casa Pinsuti e, infine, di intitolare al maestro una delle vie principali di Sinalunga.
Il verbale prosegue poi con il resoconto della lettura dell’atto formale di testamento di Ciro Pinsuti e del richiamo del Sindaco ai Consiglieri affinché si provvedesse a far rettificare le notizie già diffuse dalla stampa circa il benificiario che, secondo i pettegolezzi giornalistici, sarebbe stato il Comune, mentre, in effetti, era «la Società Filarmonica o Banda paesana»3.
In merito alla Messa in requiem, il maestro Formichi aveva fatto sapere che non se la sentiva di dirigerla e che sarebbe stato meglio istituire una commissione per decidere e coordinare tutto; in questo caso il Formichi sarebbe stato disposto – e con vero piacere – a farne parte.
Il Consiglio fu quindi chiamato a decidere in tal senso ed a proporre una lista di uomini adatti a ricoprire il delicato incarico. La votazione avvenne a scrutinio segreto. Furono eletti: il maestro Pietro Formichi, l’assessore Giulio Cenni, il cav. Ercole Pollini e il consigliere Luigi Agnolucci.
Giulio Cenni si disse dolente di non poter accettare l’incarico «stante le sue molte occupazioni, ma il Consiglio rivolse al Sig. Cenni vive preghiere di rimanere a far parte della Commissione, riconoscendo molto utile l’opera sua. Ed il Sig. Cenni, grato alle reiterate premure fattegli, dichiara di accettare, e di prestarsi compatibilmente alle sue occupazioni. Dopo di ciò l’adunanza è sciolta ed il verbale come appresso sottoscritto»4.
La successiva adunanza del Consiglio comunale fu indetta per il 28 marzo, alle 9,30 del mattino, ma fu rimandata per mancanza del numero legale. Tre giorni dopo, il 31 marzo alle 10 di mattina, si tenne regolarmente in seconda convocazione. L’ordine del giorno prevedeva delucidazioni sul testamento del maestro Pinsuti. Fu chiarito che una parte del lascito, quello di ottocento lire destinato all’ospedale, sarebbe stato trasformato nella concessione da parte dello stesso di un ottavo letto gratuito per il Comune. La parte più consistente, diecimila lire, era invece a favore della Società Filarmonica di Sinalunga ma «con l’ingiunzione che la somma medesima venga versata nella Cassa del Municipio di Sinalunga coll’obbligo di rinvestirla in quei titoli che avesse l’Autorità Municipale giudicati i più efficaci e di rimetterne il fruttato annuale al Magistrato e Direzione della stessa Società Banda Filarmonica, avvertendo sciogliendosi detta Società Filarmonica, o quando fosse di già sciolta all’epoca della morte di esso Testatore, il fruttato medesimo dovesse servire per il mantenimento di un giovanetto che si fosse dedicato allo studio della musica o della composizione musicale facendo in proposito diverse avvertenze delle quali era d’uopo che quest’Amministrazione ne tenesse conto a forma delle ultime volontà del beneficante raccomandate al Sig. Cav. Ercole Pollini nominato esecutore Testamentario.
Lo stesso Sig. Sindaco, offre di seguito lettura di un comunicato del prenominato Sig. Cav. Ercole Pollini del 28 marzo, cadenza in cui ripetendo la formula del legato Pinsuti, illustra il medesimo in conformità del testamento, e soggiunge in fine che il legato di cui sopra dovrà essere pagato e versato entro un anno dal giorno della morte del testatore.
Il Consiglio udita la lettura dei suddetti comunicati, mentre ne prende partecipazione si riserva di adottare in proposito al suo tempo l’opportuna deliberazione»5.
Tra le comunicazioni agli atti c’è anche un telegramma del Pollini il quale, da Firenze, informa il Sindaco di Sinalunga sui lasciti del Pinsuti, fornendo altri dati, alcuni dei quali diversi da quelli già noti:
«Partecipo e prego partecipare disposizione fatte nostro caro paesano Ciro Pinsuti in favore di istituzioni paesane: lire 8.000 Spedale, 1.000 Misericordia, 100 Operaia, 10.000 Comune per Banda o posto istruzione musicale. Se tanto bene e tanto amore fece in vita, non meno fece dopo morto...»6.
A parte il lascito alla Banda, del quale era interessato il Comune e di cui si conservano i documenti inviati dal notaio che li registrò a Firenze, per gli altri non è stato possibile effettuare alcun riscontro, in particolare per quanto riguarda la differenza del lascito all’ospedale. In ogni caso, a prescindere dai dettagli, il maestro si era ricordato del suo paese.

Ciro Pinsuti era nato nel 1828 a Sinalunga, ma fin da ragazzo la sua passione per la musica, non disgiunta da quella del padre, musicista di professione, lo portò in giro per l’Italia e poi in Inghilterra, dove avvenne la sua formazione musicale. Successivamente, con la fama, aumentò il suo girovagare, ma Ciro tornò a Sinalunga ogni volta che poté, come testimoniano la sua carica di Consigliere comunale e le partecipazioni alle iniziative musicali paesane (come vedremo più dettagliatamente nello sviluppo di questo quaderno).
Nelle pagine che seguono si propone la biografia di Ciro Pinsuti scritta da Enrico Formichi, suo amico e coetaneo, perché oltre ad essere attendibile, è anche la più completa che si conosca. Lo scritto si fa anche apprezzare per la freschezza della stesura e per il taglio, forse un po’ troppo avaro di dati, ma sicuramente molto attento all’aspetto umano di Ciro.

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