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anno 0, n.1,  dicembre 1989

"Se debba scriversi Asinalunga... Documenti e notizie sull'origine del nome di Sinalunga"
Redaz.
Formato A4. Pagine 16 + copertina. Conf. punto metallico a sella.

Dalla presentazione 
"Ai tempi nostri che si fa un grande consumo di carta e che si fanno gemere i torchi per tante cose private e fino pornografiche;... Sarà sopportabile...; che io ho sempre e molto amato.
Se già nel 1881 l'Agnolucci riteneva che si producesse troppa carta stampata, figuriamoci cosa direbbe se fosse vivo ai nostri giorni. Il nostro modo di vivere "consumistico" lo ritroviamo anche nella stampa, nelle nostre letture, forse anche perché la realtà intorno a noi muta molto rapidamente e le notizie, diffuse in gran quantità e in tempo reale dai mass-media, diventano subito superate.

Con questa pubblicazione la Biblioteca Comunale di Sinalunga vuole invece produrre dell'informazione, della cultura, che resti e che diventi patrimonio delle famiglie di Sinalunga e soprattutto dei giovani.
Iniziamo, con questo numero, la pubblicazione dei "Quaderni Sinalunghesi", un'iniziativa che si pone come obiettivo quello di pubblicare cose che riguardano Sinalunga e scritti di autori sinalunghesi. È nostra speranza che l'iniziativa incontri il consenso dei nostri lettori.

Colgo l'occasione dell'ospitalità concessami per ringraziare i membri della Commissione della Biblioteca, che hanno voluto fortemente questa iniziativa; l'Edizioni Luì, che non si sono limitati solamente alla stampa ma che hanno curato anche le ricerche; l'Unicoop Senese che, con l'aiuto finanziario accordatoci, ha reso meno gravosa questa iniziativa.Nello scusarmi per aver rubato qualche attimo della vostra attenzione e nell'invitarvi a far pervenire alla Biblioteca Comunale qualsiasi suggerimento o stimolo per migliorare questa pubblicazione, vi auguro una buona lettura e spero che diventerete fedeli lettori dei "Quaderni Sinalunghesi. L'Assessore alla Cultura - Roberto Oglialoro."

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anno 1, n.1,  aprile 1990

"Bettolle; spoglio documentale della mostra presentato nel corso della manifestazione: Bettolle, musica e immagine dell'estate 1989"
Curatore mostra Massimo Trabalzini. Quaderno Redaz.
Formato A4. Pagine 16 + copertina. Conf. punto metallico a sella.

Elaborazione a forma di quaderno di una mostra documentale comprendente documenti, piante ed appunti riguardanti Bettolle e la zona limotrofa.

Dalla premessa:
"Promossa nell'ambito della manifestazione "Bettolle musica e immagine", iniziativa organizzata dalla società Filarmonica La Folkloristica di Bettolle con il patrocinio della Amministrazione Comunale di Sinalunga, nel 1989 si è tenuta a Bettolle una mostra fotografica-documentaria suddivisa in due sezioni tematiche così denominata:

- la bonifica della Valdichiana;
- il territorio e l'insediamento di Bettolle nella sua trasformazione storica.
La mostra intendeva fornire alcuni elementi che potessero stimolare l'interesse della cittadinanza e indirizzarlo nel senso del recupero o, quantomeno, del riconoscimento delle "radici di una comunità".
Il materiale esposto, frutto di un ormai vecchio studio sul tema, viene in parte riproposto in queste pagine con un intento più "scientifico", finalizzato a renderlo una base "di minima" per eventuali studi futuri.

In questo "quaderno" ci limitiamo quindi a riproporre (trascritto, catalogato e riprodotto), il materiale riguardante Bettolle, utilizzando descrizioni, rappresentazioni grafiche, memorie che fanno riferimento al paese, che si ritrovano all'interno di alcuni documenti presi in esame.
Oltre alle trascrizioni integrali delle "descrizioni" del Pecci e del Gherardini, vengono messe in evidenza alcune "rappresentazioni" dell'"immagine urbana" di Bettolle, che si ricavano da documenti aventi come tema principale le opere di bonifica.
Viene inoltre catalogato (anche se non tradotto e trascritto per ovvi motivi di spazio un importante documento per il paese: l'Estimo, la cui stesura viene fatta risalire al 1320. [...]"

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anno 1, n.3 (cronologico), dicembre 1990

"Notizie storiche sull'antica Terra di Scrofiano..."
Francesco Bigliazzi, 1902, riedizione.
Redaz. con introduzione di Giorgio Gengaroli

Formato A4. Pagine 16 + copertina. Conf. punto metallico a sella.

Il Quaderno è catalogato con il nº 3 (pur essendo il nº 2 dell'anno di riferimento) in quanto era prevista la numerazione progressiva che subito fu abbandonata perché poco adatta alla classificazione.

Riedizione, arricchita da alcune immagini di documenti e reperti fornite da don Mauro Franci, di un volumetto di 50 pagine 12.5x17cm dal titolo "Notizie storiche sull'antica Terra di Scrofiano e cenni biografici sul celebre naturalista Biagio Bartalini raccolti da Nestore Trapani" scritto dal sac. Francesco Bigliazzi nel 1902.

Il quaderno contiene anche uno scritto del prof. Raffaele Ierubino, della Scuola media di Sinalunga, dal titolo "Un bagliore di ginestre" e di tre suoi allievi: Marcella Tanganelli (1D); Cesare Francini (2B); Elisa Di Goro (3D); sul tema: "Solidarietà - il coraggio dell'impegno".

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anno II, n.1,  ottobre 1991

"Il convento di San Bernardino, immagini e documenti"
Redaz. Fotografie Ariano Guastaldi
Formato A4. Pagine 32 + copertina. Conf. punto metallico a sella.

Quaderno quasi completamente fotografico, con testi didascalici e citazioni tratte da manoscritti conservati nell'Archivio Comunale
"[...] 1449 Fù fondato in questo anno il Convento di Santa Maria nel Poggio di Baldino presso Asinalonga per i Frati Osservanti di San Francesco facendo per detta Fabbrica la spesa M. Mariano Sozzini da Siena, ed il sito lo diede la Comunità di Asinalonga.

1450 A dì 4 Dicembre i Frati dell'osservanza di San Francesco d'Asinalonga, e quelli di Massa ottengono dalla Republica di Siena tre stara di sale per ciasch'un anno, e per ciasch'un Convento.
1460 In questo anno il Beato Pietro da Trequanda Minore Osservante di San Francesco portò da Gierusalemme nel Convento di Santa Maria di Poggio Baldino d'Asinalonga l'Immagine di Maria Vergine del Rifugio.
1577 Nel Consiglio degli Uomini d'Asinalonga celebrato il di 30 Dicembre. 

1577 furono eletti dalli Sig.ri Rappresentanti Biagio Ventorocci, Giovanni di Giacomo Cenni, Pietro di Naldino, e Giovanni di Lazzaro Deputati per la fabbrica del Convento per i Padri Cappuccini di San Francesco.
1598 In questo anno 1958 il Convento di Santa Maria in Poggio Baldino presso Asinalonga abitato dai Padri Osservanti di S. Francesco fù dai medesimi ceduto a Padri Riformati dell'istessa regola di S. Francesco. [...]"

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anno II, n.2,  dicembre 1991

"Monografia Storica Statutaria del Castello di Rigomagno"
Adolfo Ferrari, Rocca S. Casciano 1902
Riedizione a cura di Giorgio Gengaroli

Formato 17x24 cm. Pagine 80 + 8 di riedizione + copertina. Rlegato in brossura fresata.

Riedizione del rarissimo volume di Adolfo Ferrari sulla storia Rigomagno, gli statuti e documenti inediti. La riedizione è arricchita da una introduzione, da una pianta esplicativa del territorio e da 8 pagine di fotografie realizzate per l'occasione.

Dalla prefazione dell'assessore alla cultura Adriano Fierli:
"Nel primo numero di questa collana si dichiarava l'obiettivo con il quale la Biblioteca Comunale dava l'avvio alla nuova iniziativa: "...pubblicare cose che riguardano Sinalunga e scritti di autori sinalunghesi."

Con questo "Quaderno" possiamo affermare con soddisfazione di essere andati oltre ogni più rosea previsione. Non si tratta, infatti, della raccolta di appunti o brevi testimonianze, ma della ristampa riveduta e corretta dell'opera di Adolfo Ferrari: "Monografia storica statutaria del Castello di Rigomagno".
L'unicità di questo lavoro del Ferrari ci confermava l'importanza di una riedizione di esso che consentisse a tutti noi di riappropriarci di una parte importante della storia del nostro territorio: quella riguardante appunto la frazione di Rigomagno.
Crediamo sia importante, e direi doveroso da parte nostra, ridestare l'interesse e l'attenzione di tutti per i piccoli centri, le piccole comunità ancora molto vive nel nostro territorio, perché forse è proprio in questa realtà che affondano le nostre radici culturali più profonde.

Sicuramente tra la gente di Rigomagno è ancora molto presente la consapevolezza dei legami con il passato ricco di ricordi che sono ormai "storia", una storia alla quale anche gran parte della moderna storiografia riconosce ormai una sua specifica rilevanza.
L'opera del Ferrari è ricca di fatti e documenti, ma sono parse opportune anche le aggiunte e, particolarmente, l'appendice fotografica che è testimonianza dell'attuale, occasione di raffronto con le immagini del passato e con quelle che fornirà il futuro.

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anno III, n.1,  giugno 1992

"Pittori a Sinalunga, Giuliano Censini, Federico D'Agostino"
Redaz.
Formato A4 - Pagine 32 + copertina. Conf. punto metallico a sella.

Dalla prefazione:
"La pubblicazione dei "Quaderni Sinalunghesi", giunta ormai al suo terzo anno, è per noi una sorta di gradito appuntamento con i lettori ai quali presentiamo, di volta in volta, i documenti più interessanti della cultura e della storia del nostro territorio: piccoli tasselli con i quali può essere ricostruita – come un puzzle – la "fotografia" della Comunità. Con questo numero è nostra intenzione inaugurare una nuova serie, importante e – ci auguriamo – fortunata, di quaderni che siano testimonianza diretta ed immediata di momenti culturali significativi del nostro vivere d'oggi.

L'opportunità ci è data dalle due personali dei pittori: Giuliano Censini, nato a Sinalunga e residente a Torrita di Siena e Federico D'Agostino, nato a Siena ma bettollino d'adozione.  L'intento dei questo tipo di quaderno è quello di far emergere, in modo prevalentemente visivo – vorremmo dire: più moderno – la vivace e variegata realtà artistico-culturale del nostro territorio. Ecco quindi perché abbiamo preferito sostituire il consueto catalogo che accompagna le mostre di pittura con una pubblicazione più snella e completa che meglio – e più facilmente – fosse in grado di far capire l'artista e, di conseguenza, l'ambiente territoriale in cui opera.

Un doveroso e sincero ringraziamento lo dobbiamo alla Prof. Milvia Gugnali, preside della Scuola Media Statale " Don Milani" di Sinalunga per averci gentilmente concesso l'utilizzazione dell'aula magna della scuola per l'esposizione delle opere; ed alla Società "Cantina Viticoltori senesi-aretini" di Sinalunga che con il suo contributo ha reso più agevole e completa l'iniziativa."

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anno III, n.2,  dicembre 1992

"Miscellanea di fonti storico-ambientali del Comune di Sinalunga"
Redaz.
Formato A4. Pagine 32 + copertina. Conf. punto metallico a sella.

Miscellanea con la trascrizione di alcune fonti storiche relative al territorio di Sinalunga. 
Premessa di Giorgio Gengaroli.
"Il recupero delle fonti di notizie relative al nostro territorio comunale prosegue con questa miscellanea che raccoglie – nell'ordine – quanto scritto in proposito da: Emanuele Repetti nel Dizionario geografico fisico storico della Toscana;
Giuseppe Giuli nella Statistica agraria della Val di Chiana; Giorgio Santi nel secondo volume del Viaggio al Montamiata; E Bargagli-Petrucci in Montepulciano, Chiusi e la Val di Chiana senese.

Per economicità di spazio tipografico i brani, invece che riprodotti anasticamente, sono stati trascritti integralmente, rispettando le partizioni e caratterizzazioni tipografiche.Sono stati trascritti quadri, prospetti, tavole e riprodotti parziali di mappe e le fotografie relativi al nostro territorio; ma in questo caso – per la ragione già detta – con ridimensionamenti ed adattamenti più marcati.

Nella trascrizione, poi, è stato tenuto conto degli errata-corrige indicati nei testi originari; mentre le scritte in corsivo racchiuse da parentesi sono aggiunte a chiarimento non contenute negli originali. Va precisato, inoltre, che la miscellanea contiene i brani delle opere in cui si tratta in modo organico del territorio che ci interessa e non sono, quindi, riportate citazioni o incisi dello stesso o di sue località che possano esserci, nell'ambito della trattazione di altri paesi o zone.

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anno IV, n.1, giugno 1993

"La pieve di S. Pietro ad Mensulas"
Andrea Fuccelli, Ariano Guastaldi
Formato A4. Pagine 32 + copertina. Conf. punto metallico a sella.
In copertina, per un refuso di stampa, il numero di catalogazione risulta errato "anno IV n.2", anziché "Anno IV n.1"

Notizie storiche e 54 fotografie a corredo. In copertina, per un refuso di stampa, il numero di catalogazione risulta errato "anno IV n.2", anziché "Anno IV n.1"

"[...] La tradizione popolare vuole la pieve di San Pietro ad Mensulas tra le sette fondate nel IV secolo d.C. da San Donato vescovo e recenti studi sembrerebbero convalidarla. Il primo documento relativo alla chiesa risale al 715 (L. Schiapparelli: Codice Diplomatico Longobardo - Roma 1929) si tratta di una definizione di confini nel quale è citata la "Sancta Mater Ecclesia in Mensolas". 

Molti sono i documenti che, successivamente, citano la pieve di San Pietro ad Mensulas, sia pure con varianti: "Mensule, Missula, Misule, Mensulam.. A partire dall'anno Mille si inizia a trovare la dedica della pieve a San Pietro ma, anche in questo caso, con diciture diverse: "Plebs S. Petri ad Mensulam", "Plebs S. Petri scito Misule", "Plebs S. Petri ad Mensule". [...]"

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anno IV, n.2, dicembre 1993

"Bettolle attraverso la bonifica"
Ariano Guastaldi, Lucia Mazzetti
Formato A4. Pagine 32 + copertina. Conf. punto metallico a sella.

Dalle prime pagine del quaderno:
"È innegabile che l'attenzione ai "segni" del territorio e la consapevolezza della sua storicità, che è andata nel tempo maturando, permette di ritrovare in essi gli elementi salienti dell'identità di una collettività che lì vive ed è vissuta.

Queste poche pagine, pur tra tanti importanti studi che in generale sulla Valdichiana sono stati fatti, a più riprese ed a vario titolo, vogliono essere un primo tentativo di analisi delle caratteristiche e della storia di quella parte del nostro territorio comunale che più propriamente ad essa si può ricondurre: Bettolle. La Valdichiana è, sotto ogni aspetto, una terra di contrasti: la divisione in fondovalle – ripiani intermedi – contorni collinari, si è da sempre intrecciata con la divisione politica: Stato fiorentino - Stato senese - Stato della Chiesa; anche oggi del resto il territorio è diviso tra le due province di Siena ed Arezzo.

Ci troviamo di fronte ad un ventaglio di situazioni diversificate ed eterogenee che riflettono, appunto, le vicende storiche di un bacino la cui sistemazione ha seguito un percorso tutt'altro che lineare.
Di queste terre venivano, nei rapporti ufficiali, valutati essenzialmente gli aspetti negativi dell'insalubrità dell'aria e la conseguente necessità del risanamento e recupero delle aree paludose a fini produttivi. Anche alcune testimonianze letterarie classiche fanno riferimento alla loro malsanità. [...]"

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anno V, n.1, agosto 1994

"Lateef Etawi interpreta Sano di Pietro"
Laura Martini, Bruno Santi.
Fotografie: Ariano Guastaldi
Formato A4. Pagine 24 + copertina. Conf. punto metallico a sella.

Parzialmente a colori, il Quaderno è il racconto del lavoro di ricostruzione del trittico di Sano di Pietro, rubato dal convento di S. Bernardino e del quale resta solo un'immagine in bianco e nero, da parte da parte del pittore Lateef Etawi.

Il Quaderno contiene due interessantissimi contributi:

- Bruno Santi "Copie, repliche, derivazioni. L'artista tra creatività e iterazione"
- Laura Martini "Sano di Pietro, pittore dell' "Osservanza"

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anno V, n.2, novembre 1994

"50º anniversario della liberazione, 1944-1994; Sinalunga 3 luglio 1994, Gattières 6,7,8, luglio 1994"
Redaz.
Formato A4. Pagine 36 autocopertinate. Stampa a colori. Conf. punto metallico a sella.

Numero speciale che documenta i festeggiamenti per il "50º anniversario della liberazione di Sinalunga. 
Il Quaderno contiene anche un'appendice dedicata alla visita fatta da una delagazione sinalunghese a Gattières per rendere omaggio al concittadino Angelo Grassi morto in terra di Francia da partigiano.

"Sinalunga 3 luglio 1994 / Gattières 6-7-8 luglio 1994  In coerenza con la filosofia editoriale dei "Quaderni Sinalunghesi" che si prefigge la raccolta e la divulgazione degli eventi che hanno fatto e che fanno la storia della nostra Comunità, proponiamo in questo quaderno il resoconto della cerimonia, tenutasi in piazza Garibaldi, in occasione del 50º anniversario dalla liberazione nazi-fascista. Il quaderno si conclude con un'appendice dedicata alla manifestazione, che si è svolta nella cittadina francese di Gattières, in ricordo del sinalunghese Angelo Grassi, morto nel 1944 per la libertà dei popoli, alla quale ha partecipato una delegazione sinalunghese su invito della locale Amministrazione Comunale.

L'intento è duplice: da una parte si vuole ricordare un evento storico di importanza mondiale e, dall'altra, raccontare come, a cinquant'anni di distanza, Sinalunga ha rivissuto il ricordo della sua liberazione. È stata scelta un'impostazione "visiva" piuttosto che scritta, perché documentare con parole una cerimonia carica di significati e di ricordi diversi, […] Raccontare sensazioni ci avrebbe portato, inevitabilmente, ad un resoconto personale e, come tale, assolutamente parziale. [...]"

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anno VI, n.1,  marzo 1995

"Collegiata  di S. Martino"
Andrea Fuccelli, Ariano Guastaldi, Lucia Mazzetti
Formato A4. Pagine 32 + 4 di copertina in quadricromia. Conf. punto metallico a sella

Quaderno realizzato in occasione del IV centenario della celebrazione della prima Messa in Collegiata. Affiancando alla documentazione iconografica e fotografica un'introduzione storica costruita sulle numerose fonti di Archivio, la pubblicazione rende noti gli elementi essenziali scaturenti dallo studio delle fonti bibliografiche, oltre che a proporre un percorso, quasi una visita guidata, attraverso le immagini.

"Forse qualcuno dei nostri lettori più attenti avrà pensato che nel corso di questi anni, nella scelta degli argomenti da inserire nella pubblicazione dei "Quaderni Sinalunghesi", curata dalla Biblioteca di questo Comune, c'è stata, da parte nostra, una grave dimenticanza. Abbiamo infatti posato l'attenzione su alcune importanti testimonianze del patrimonio artistico ed architettonico del nostro Comune, occupandoci del Convento di S. Bernardino, della Pieve di S. Pietro ad Mensulas, dell'architettura delle case e ville degli anni della bonifica leopoldina, trascurando invece un monumento molto importante per la nostra Comunità: la Collegiata di Sinalunga, dedicata a S. Martino, patrono del Comune.

In realtà la nostra disattenzione aveva una motivazione ben precisa. proprio quest'anno si celebra infatti il IV centenario della fondazione della Collegiata ed in particolare, cosi come riportano varie fonti dell'Archivio della Collegiata e dell'Archivio Storico Comunale, la celebrazione della prima Messa risulta avvenuta il 25 marzo 1595. Uscire dunque con il primo numero 1995 (anno VI) della nostra pubblicazione, dedicandolo alla Collegiata di S. Martino, era un po' come mettere la classica ciliegina sulla torta.

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anno VI, n.2,  dicembre 1995

"L'Amorosa"
Andrea Fuccelli, Ariano Guastaldi, Roberto Longi, Carlo Padrini, Giulio Paolucci, mons. Iciclio Rossi
Formato A4. Pagine 48 + copertina. Conf. punto metallico a sella.

Dall'introduzione di don Icilio Rossi:
"Intervenendo su "Quaderni Sinalunghesi" per dare un contributo alla pubblicazione sull'Amorosa, non posso che appellarmi all'affettuoso ricordo legato ai miei primi anni di Sacerdozio e poi alla lunga permanenza a Sinalunga.

Nella Bolla di erezione a Parrocchia dell'Amorosa del 13 febbraio 1835 dall'allora Vescovo di Pienza, Mons. Giacinto Lippi, si legge: "considerando che quanto più ristretti sono i limiti territoriali delle Parrocchie, tanto maggiore è il vantaggio spirituale dei popoli, perché così meglio assistiti dai loro pastori…"! Riflettendo su queste espressioni, ci accorgiamo quanto tutto questo sia stato vero per la comunità dell'Amorosa, piccola ma ricca della sua vita religiosa, dell'attaccamento alle tradizioni, della intensità di rapporti dei fedeli con il Parroco, con il "Marchese", dei contadini fra loro.

Oggi viene data importanza alla parrocchia come agglomerato di persone nei termini quantitativi anche se ovviamente non solo quelli. Di fatto l'Amorosa è stata soppressa perché parrocchia troppo piccola. Al momento dell'erezione l'Amorosa era costituita da 16 poderi ma grande risultava la sua importanza e la risonanza per l'intensità di vita religiosa e dei rapporti umani sì da essere considerata, per tutto questo, importante e al pari di altre parrocchie. [...]

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anno VII, n.1,  dicembre 1996

"La Fratta"
Ariano Guastaldi, Roberto Longi, Lucia Mazzetti, Felicia Rotundo, Bruno Santi
Fotografie Ariano Guastaldi
Formato A4 Pagine 64 + copertina. Brossura, filo refe.

Attraverso un vasto apparato iconografico e documentario viene ricostruita la storia del Palazzo della Fratta e della vasta tenuta. Dopo aver analizzato le vicende storiche, architettoniche ed artistiche legate alle origini della fattoria, la monografia si conclude con il saggio "La Fratta nel sistema della Fattoria in Toscana" nel quale particolare spazio viene dedicato all'allevamento di una delle più antiche e pregevoli razze bovine italiane, la "chianina", per la quale la Fattoria fu una delle aziende scelta per la formazione dei primi nuclei di selezione.

"La Fratta sorge su quella che fu una delle più importanti strade dell'antica Roma: la via consolare Cassia e, più precisamente, a metà tra le mansio Manliana e ad Mensulas. 

In una mappa degli inizi del Settecento, conservata nell'Archivio comunale di Sinalunga, si rileva che la strada di accesso alla fattoria ricalcava ancora l'antica via romana che, superata la Fratta, proseguiva diritta verso il Santarello e la Pieve. I più anziani ricordano che i loro vecchi chiamavano il tratto di strada oltre il torrente Doccia la via di Roma. Nella stessa carta si vede il lungo viale di accesso alla villa. L'attuale strada di collegamento con la statale fu costruita solo verso la metà del 1800. [...]"

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anno VII, n.2,  dicembre 1996

"Farnetella"
Andrea Fuccelli, Ariano Guastaldi, Lucia Mazzetti
Formato A4. Pagine 32 + copertina. Conf. punto metallico a sella.

Dalla presentazione del Sindaco Adriano Fierli:
"Pensando al progetto per la monografia su Farnetella, che ancora mancava nella collana dei Quaderni Sinalunghesi, pur in presenza del significativo lavoro di Adolfo Ferrari sulla storia e sullo Statuto del Castello di Farnetella (1901), anziché optare per una riedizione integrale come quella realizzata per l'analogo lavoro del Ferrari per il Castello di Rigomagno abbiamo preferito offrire al lettore una più agevole pubblicazione.

Sempre un racconto organico, ma accompagnato da un ricco corredo iconografico costituito da immagini di alcune fonti e documenti, da significative testimonianze dell'architettura del Castello di Farnetella, da scorci e panorami suggestivi uniti ad una documentazione del presente, della gente e della vita di questo piccolo centro del nostro Comune.

 Questo perché il 'continuum' della vita quotidiana, e delle tradizioni è forse ancora più vivo nei piccoli centri che nelle realtà più grandi; alcuni flashes sono infatti dedicati anche al quotidiano ed alla gente di Farnetella. [...] "

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anno VIII, n.1, giugno 1997

"Scrofiano: le chiese, l'arte, la storia"
Marco Ciatti, Andrea Fuccelli, don Mauro Franci, Ariano Guastaldi, Roberto Longi, Lucia Mazzetti, Felicia Rotundo, Bruno Santi
Pagine 80 + copertina. Brossura, filo refe

Quaderno realizzato in occasione del Progetto "I luoghi della fede".

Dall'introduzione di don Mauro Franci:
"Pace a te che apri questo libretto.Ti aiuterà a scoprire il mistero che avvolge questo paese. L'avevi visto da lontano, magari sfrecciando sulla Superstrada Siena-Bettolle, così come è: una chiocciola che ha drizzato i suoi occhi (una torre civica ed un campanile) per vigilare attenta nell'ampio spazio della fertile e laboriosa Valdichiana, stando però ben appiccicata alla sua colorata collina.

Con fatica sei arrivato alla "porta", ti sei inerpicato e smarrito in un dedalo di viuzze e di inimmaginabili incroci, dove non si vedono macchine, solo nell'alto spicchi di cielo e intorno a te il colore dei fiori che illuminano finestre e portoni. Ti sei trovato al "Sodello" in una mai tanto desiderata panchina dove ti raggiunge e ti placa il verde della "Foresta" o quello dei campi ben scanditi in gradoni. La Torre ed il Campanile, che avevi visto ergersi con non addolcita protervia, sono misteriosamente scomparsi. Per vederli, devi andare a cercarli. A me è toccato in sorte (ma sorteggiato dal Buon Dio!) di vedere Scrofiano da lontano, da vicino e ora… da sotto il Campanile.


Il Campanile è la sorgente del Coro delle Campane, ma anche il segnale di una chiesa dove è vivente Colui che si è fatto parola e pane per te. All'amore di Dio per noi è naturale una nostra risposta di amore per Lui. L'amore è misterioso, non si vede. Lo svelano tanti segni. Una foto un fiore, un ricamo, un dono. E dove si scopre e si sente l'amore c'è accoglienza e pace. Sotto lo stesso Campanile anche tu puoi provare la gioia da me provata nel vedere, nel toccare, nell'ordinare quegli oggetti comprovanti la risposta d'amore degli Scrofianesi a Dio. E se sei un credente in Gesù Signore, non proverai solo la meraviglia che provano tutti, ma sentirai il bisogno di congratularti con questi fratelli e sentirti invitato a fare altrettante cose belle anche tu.

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anno VIII, n.2,  ottobre 1997

"Teatro Comunale Ciro Pinsuti: progetto di restauro e inquadramento storico"
Vieri Franco Boccia, Ariano Guastaldi, Lucia Mazzetti 
Pagine 64 + copertina. Brossura, filo refe.

Primo Quaderno della serie programmata per il Teatro Comunale 

"Alla base dei programmi d'intervento di questi anni è la consapevolezza che uno degli elementi qualificanti l'azione amministrativa per il nostro Comune è quello di promuovere e realizzare interventi di politica culturale che possano interpretare le aspirazioni, i bisogni e le tradizioni della nostra comunità. In questo momento uno dei più urgenti e rilevanti è senza dubbio rappresentato dal recupero del Teatro "Ciro Pinsuti". Il Progetto esecutivo dei lavori di restauro è stato approvato dalla Giunta nel mese di luglio di questo 1997; il piano finanziario precedentemente approvato ci garantisce, con l'utilizzo di fondi del Bilancio Comunale e con l'assunzione di un mutuo con la Cassa Depositi e Prestiti, la copertura della spesa complessiva prevista (circa 3,5 miliardi).

Nello stesso momento in cui viene edita questa pubblicazione, sarà presentato ufficialmente il Progetto esecutivo stesso, e le procedure per l'appalto dei lavori avviate. L'operazione di recupero e restauro è quindi iniziata. A questo punto, sia pur brevemente, vorrei ripercorrere i momenti più significativi che ci hanno portato ad oggi. L'Amministrazione Comunale, per le motivazioni evidenziate, era giunta alla determinazione di acquistare il Teatro, già di proprietà dell'Accademia degli Smantellati di Sinalunga, quando ormai non poteva più essere utilizzato per manifestazioni ed iniziative poiché sprovvisto delle necessarie – prescritte – agibilità e permessi di Pubblica sicurezza. [...]"

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anno IX, n.1,  giugno 1998

"Battisteri paleocristiani del territorio di Sinalunga"
Alfredo Maroni
Fotografie: Ariano Guastaldi

Pagine 64 + copertina. Brossura, filo refe.

Don Alfredo Maroni, studioso e conoscitore tra i più attenti ed appassionati della storia religiosa di questi territori, ha dedicato questo suo studio alle antiche Pievi presenti nel territorio del Comune di Sinalunga. Nella prima parte vengono analizzati importanti fonti e documenti che, secondo la teoria di Don Alfredo, aprono ipotesi nuove, diverse e particolarmente interessanti sulla storia del nostro territorio. La seconda parte contiene anche un ricco apparato fotografico che accompagna lo studio e ci guida in una sorta di itinerario attraverso Pievi e paesaggi anche oltre il territorio di Sinalunga.

"Quando abbiamo aderito al progetto I Luoghi della Fede pensavamo di riscoprire i luoghi che abbiamo sempre sotto gli occhi: una "spolveratina" per sentirli più nostri, più appartenenti alla nostra storia, ma non avremmo mai pensato che fosse un'avventura meravigliosa quale quella di entrare in punta di piedi attraverso il tempo e "rovistare" curiosi nella storia.
Dopo l'evento 1997, che ci ha visti alla scoperta di Scrofiano: le chiese l'arte, la storia "del mistero che avvolge questo paese", come ha ben scritto il suo Parroco Don Mauro Franci,

quest'anno ci siamo posti un altro obiettivo ambizioso: un approfondimento dedicato alla pieve romanica di S. Pietro ad Mensulas, alla sua complessa storia unita al più antico Battistero di S. Chiesa Madre ad Mensulas, al ruolo avuto tra le Pievi contese nella disputa tra i Vescovi di Siena e Arezzo, protrattasi dal 650 al 1220. La consapevolezza che questo fosse un compito arduo era in noi ben presente, ma la generosa disponibilità di Don Alfredo Maroni, studioso e conoscitore tra i più attenti ed appassionati della storia religiosa di questi territori, hanno invece consentito di proporre ai nostri lettori pagine ricche di preziose informazioni.

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anno IX, n.2,  dicembre 1998

"Sinalunga: fonti storico-naturalistiche del territorio comunale"

Redaz.
Pagine 32 + copertina. Confezione punto metallico a sella.

Questo "Quaderno" è la riedizione di due numeri già da tempo esauriti: il n.1, anno I, del dicembre 1989 "Se debba scriversi Asinalunga" documenti e notizie sull'origine del nome di Sinalunga" ed il n. 2, anno III del dicembre 1992 "Miscellanea di fonti storico-ambientali del Comune di Sinalunga".

L'idea di accorpare i due numeri è stata essenzialmente dettata dalla necessità di avere in una sola pubblicazione buona parte delle fonti documentali indispensabile per lo studio storico del territorio. Rispetto alle due precedenti pubblicazioni, il Quaderno contiene nuove notizie e documenti. "L'occasione di questa riedizione ci permette di fare chiarezza, prima che se ne perda traccia, sulla numerazione dei primi Quaderni Sinalunghesi che ha generato alcuni problemi a chi ha cercato di raccoglierli cronologicamente.
Il primo Quaderno è del dicembre 1989 e porta come numerazione il nº1. 

L'anno seguente fu deciso di proseguire le pubblicazioni avviando una collana per la quale si rendeva però necessaria la registrazione presso il Tribunale di Montepulciano. Nel mese di aprile era pronto per la stampa il Quaderno "Bettolle: spoglio documentale della mostra..." ma l'autorizzazione del Tribunale non era ancora disponibile. Fu deciso quindi di uscire con un numero zero in attesa di registrazione. Fu stampata la copertina con la dicitura "Anno I - nº0 - aprile 1990", mentre la stampa dell'interno subiva un imprevisto ritardo. Nel frattempo giunse l'autorizzazione del Tribunale e all'interno dovettero essere stampate le diciture di legge e la numerazione "Anno I - nº1". 

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anno X, n.1,  settembre 1999

"Convento di San Bernardino: Ultima Cena e Restauri 1998-1999"
P. Fulgenzio, Roberto Longi, Laura Martini, Bruno Santi
Pagine 32 + copertina. Confezione punto metallico a sella.

Il "Quaderno" documenta le fasi del complesso intervento di restauro, realizzato grazie allo sforzo congiunto e coordinato tra il Comune di Sinalunga e la Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici della nostra Provincia, che ha portato al recupero del dipinto "L'Ultima Cena" e dell'affresco "Il Beato Bernardo Tolomei in Preghiera".

"L'anno domini 2000 è alle porte e si celebrerà il Giubileo. In questo fine millennio, in questo alternarsi di eventi, ora lieti, ora tristi, che formano il tessuto della vita umana, il cuore dell'uomo resta profondamente turbato e prova un senso di smarrimento. Certi valori sono calpestati, derisi e dissacrati e si respira un'aria di incertezza. Il percorso che abbiamo intrapreso nell'aderire fin dal suo avvio nel 1995 al progetto regionale "I Luoghi della Fede", ci ha portati invece sempre più alla scoperta di opere d'arte "preziose" non solo dal punto di vista artistico, ma anche perché sono testimonianza di quei valori dell'uomo che si tramandano di secolo in secolo.

Il Comune e la Soprintendenza hanno così coordinato i propri interventi, e le risorse necessarie per garantire il recupero del dipinto "l'Ultima Cena" e dell'affresco "il Beato Bernardo Tolomei in preghiera" che fanno parte di un patrimonio caro alla nostra comunità e testimoniano la venerazione che il popolo di Sinalunga ha sempre avuto per il convento di S. Bernardino e l'Immagine di Maria Santissima del Rifugio.

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anno X, n.2,  dicembre 1999

"Decennale Quaderni Sinalunghesi: numero speciale calendario 2000"
Redaz.

Pubblicazione per festeggiare i 10 anni dei Quaderni Sinalunghesi

Calendario anno 2000 

realizzato con le immagini più significative dei quaderni pubblicati 

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anno XI, n.1, giugno 2000

"Sinalunga e le strade romane tra Chiusi e Firenze”
Alfredo Maroni, Gabriele Ciacci
Fotografie Ariano Guastaldi
Pagine 48 + copertina. Brossura, filo refe.

Il saggio di Don Alfredo Maroni affronta il tema dell'antica viabilità di origine romana di questo territorio e dei collegamenti con le province limitrofe.

L'analisi di significative fonti consente all'autore di formulare ulteriori teorie oltre a quelle già contenute nell'ormai famoso testo "Prime comunità cristiane e strade romane nei territori di Arezzo, Siena, Chiusi" che confermano l'importanza della rete viaria per lo sviluppo del territorio e di approfondire le ipotesi sull'antica ubicazione di Sinalunga.

La pubblicazione è arricchita anche dal contributo tratto dalla tesi di laurea del Dott. Geol. Gabriele Ciacci dal titolo "Indagini geofisiche a fini archeologici nel tratto La Fratta-Le Gore".

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