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punto di incontro per la Valdichiana senese

VIVA LA MUSICA

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Un libro che appare mitico prima ancora di essere presentato, anche perché forse non lo sarà mai.
Per questo, ma per tutta una serie di motivi che appariranno evidenti fin dalle prime pagine, non è pensabile non averlo nella propria biblioteca, o nel proprio tablet e computer, per usarlo come fonte di ispirazione…

Il titolo del libro è "Sinalunga. Teatro Comunale Ciro Pinsuti. Blues"
Gli autori sono Roberto Felici per i testi; e Ariano Guastaldi per le fotografie.

L'argomento:

Il 26 agosto 2017 nel Teatro Comunale "Ciro Pinsuti" di Sinalunga si sono svolte le Semifinali Nazionali Centro-Nord dell'Italian Blues Challenge 2017. il libro prende spunto da questo avvenimento, e dal fatto che si è svolto in un ambiente apparentemente non ideale per il tipo di musica in programma, per proporre alcune considerazioni e riflessioni sulla musica. Naturalmente il libro è anche la documentazione della serata, ma visto con quest'ottica sarebbe riduttivo, se non fuorviante…

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blues2017.jpg



 

 

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Gruppo di volontari/e con riferimento alla Biblioteca Comunale di Sinalunga

Commenti

  • Pasquino
    Pasquino Domenica, 10 Settembre 2017

    Questo libro non è il report della serata ma il prolungamento della stessa. Questo libro è un quinto gruppo di reietti che urlano la rabbia dai campi coltivati a rapi nel forse vano tentativo di far capire che le sedie sotto i lecci della piazza di Sinalunga non sono gli scranni di un ateneo magico con il potere di far dire cose intelligenti a chiunque vi si sieda.
    Così cantava il gruppo.
    Questo ho capito dal libro.

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  • Ospite
    LUCIA Domenica, 10 Settembre 2017

    Un giorno credo di aver letto: “coloro che sognano di giorno conoscono molte più cose di coloro che sognano solo di notte”.
    A meno che non l’ho sognato di notte…..
    Oggi però con questo libro ho avuto una visione per me molto bella e reale:
    c’è ancora speranza.

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  • Ospite
    Rita Domenica, 10 Settembre 2017

    Bello che questo lavoro sia chiamato con il proprio nome: libro, anche se non è di carta. E così dovrebbero essere tutti gli altri anche se proposti nella sezione Multimedia e non sugli scaffali di una libreria. Questo libro sia con i testi che con le foto esprime la voglia di realizzare un sogno, è un inizio. Speriamo che invogli soprattutto i giovani che sono i primi a comprendere il linguaggio musicale, che lo sanno modificare e modernizzare a seconda del flusso della storia. Noi ci saremo ad ascoltarli e ad incoraggiarli.

  • Ospite
    Mario Lunedì, 11 Settembre 2017

    Io c’ero!
    È anche per questo che mi sono scaricato il libro (concordo con Rita, smettiamo di chiamarli e-book che sembrano depliant), con la segreta convinzione di rivedere la serata da punti di vista diversi dal mio angolo di platea. Ma mi sono subito accorto che ciò che mi veniva offerto era qualcosa di altro.
    Mi è tornato alla mente il mio amico Bob, venuto a Perugia a studiare dal profondo Sud degli States, quando, ormai quasi trent’anni fa, nell’iniziarmi al Blues mi diceva che nell’ascoltare non dovevo aspettarmi di vedere i campi di cotone, perché quello lo avrei potuto vedere con gli occhi e chi raccontava avrebbe dovuto essere un Impressionista, o meglio un Macchiaolo.
    Il Blues, mi diceva Bob, devi fartelo entrare dentro di te senza preoccuparti attraverso quale senso, perché il Blues non ha corpo… ha “solo” anima.
    Oggi, leggendo questo libro, ho risentito Bob. 30 anni fa le mail non esistevano, mi dispiace molto perché vorrei poterglielo inviare per dirgli che, finalmente, l’ho capito.
    Ciao Bob.

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  • Ospite
    Angela Lunedì, 11 Settembre 2017

    Un LIBRO che provoca sensazioni forti e se penso che è frutto della nostra comunità mi mette addosso una grande euforia.
    Incrocio le dita nella speranza che "VIVA LA MUSICA" si concretizzi al più presto.
    Trallaltro mi viene in mente che potrebbe essere un modo per abbattere i "lecci di piazza"

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  • Ospite
    Gabrella Lunedì, 11 Settembre 2017

    Questa è un'immagine molto bella. Non mi intendo di blues, non mi intendo di musica in generale, mi limito ad ascoltarla, fa parte della mia giornata e quando trovo quella giusta mi sento meglio.
    Ho provato a riguardare le fotografie e a rileggere il testo, per me è tutto piuttosto ostico ma sento che è qualcosa di profondo.

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  • Ospite
    anna Lunedì, 11 Settembre 2017

    Domande al fotografo:
    mi piacerebbe sapere i dati tecnici delle fotografie e se avevi già in mente le foto da fare e come farle o se hai improvvisato
    e quanto il risultato è frutto della post produzione

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  • Ariano
    Ariano Lunedì, 11 Settembre 2017

    Per i dati tecnici: Canon eos 5D, zoom 28/200, 6.400 ASA, fuoco ed esposizione manuale (ma non saprei dire di più).
    Non sapevo niente sullo spettacolo. Ho aggiustato il tiro strada facendo, adeguando inquadratura ed esposizione in base a ciò che ho pensato di fare dopo i primi scatti.
    Quantificare quanto la post produzione ha influito sulle foto non è facile, anzi è difficilissimo, perché nel mio caso una parte dell’intervento inizia qualche momento prima dello scatto, per poter avere un’immagine su cui lavorare successivamente. Oltre a ciò bisogna considerare che ognuno ha il suo modo di fotografare: c’è chi preferisce scattare con i parametri forniti dal software della fotocamera, e chi, come me, li disattiva perché preferisce sbagliare da solo.

  • Ospite
    Anna Lunedì, 11 Settembre 2017

    scusa, che cosa intendi con i parametri forniti dal software della fotocamera, io per esempio ho una Nikon D750

  • Ariano
    Ariano Lunedì, 11 Settembre 2017

    La cosa è leggermente complicata. Provo a dirla in poche parole.
    Ogni macchina fotografica ha un programma, più o meno sofisticato, che provvede ad ottimizzare le fotografie, secondo criteri che gli ingegneri della casa produttrice, conoscendo i propri sensori e ottiche, ritengono di dover aiutare. Bilanciamento cromatico, contrasto, nitidezza, ecc. possono essere più o meno esaltati.
    Molte macchine fotografiche permettono, di volta in volta e con una certa facilità, di scegliere “il profilo” da applicare più adatto alla fotografia che stiamo per fare: per esempio di paesaggio, ritratto, foto sportiva, ecc.
    Si tratta per così dire di un aiuto per avere foto con uno standard qualitativo buono. Hai presente quei programmi di scrittura muniti di correttore automatico per gli errori grammaticali e di sintassi? Ecco, è la stessa cosa.
    Anche nel caso della fotografia le intenzioni degli ingegneri delle case costruttrici sono buone, ma i risultati non sempre lo sono. Ecco perché ho detto che preferisco sbagliare da solo, non fosse altro che dai miei errori forse imparo qualcosa, da quelli di una macchina che non so come ragiona, sicuramente no.

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Ospite Sabato, 23 Settembre 2017
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