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punto di incontro per la Valdichiana senese

Palazzo pretorio parliamone

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orologio.jpgPalazzo pretorio
di Sinalunga
è l'ora di parlarne 
sul serio

 

 

 

 

 

palazzo-pretorio.jpgL’invito dell’Amministrazione comunale di Sinalunga a parlare dell’antico Palazzo pretorio è stato accolto. Nei locali del Teatro comunale “Ciro Pinsuti”, una Sala Agnolucci così piena non si vedeva dai tempi dell’inaugurazione. Ma in quella occasione buona parte dei presenti era stata attratta dalla curiosità di vedere una struttura quasi completamente sconosciuta. Al contrario l’oggetto dell’incontro odierno, che per certi versi potrebbe passare alla storia e che, quindi, necessita di una datazione precisa (l’incontro si è tenuto sabato 22 novembre 2014 a partire dalle 17,45), è perfettamente noto.

È vero che tale conoscenza in linea di massima è limitata alla parte esterna, ma non crediamo che la gente sia intervenuta perché convinta che qualcuno avrebbe illustrato gli interni, anche se, forse, ci sperava.

Il Sindaco Riccardo Agnoletti e l’Assessore alla Cultura Emma Licciano, hanno indicato il Palazzo pretorio come emblema di un possibile e realistico processo che può condurre, ridando vita al centro storico, ad una fase di progresso economico-culturale di tutto il territorio.

Il Palazzo è vecchio, necessita di qualche controllo e di alcuni (probabilmente non pochi) interventi. Ma non è questo il punto più importante. Ciò che deve premere a tutti è la consapevolezza che tali cure sono necessarie e che tutti devono fare qualcosa. Il Palazzo pretorio è un bene della Comunità e, quindi, non sarebbe giusto (e neppure efficace), se a fare fossero solo gli organi amministrativi del Comune. Un concetto semplice e lineare reso esplicito dal fatto che non sono stati presentati progetti, perché, evidentemente, si è inteso rimarcare che non ci sono progetti da far calare dall’alto, e che la strada del “parliamone”, come dichiarato nell’invito, è quella che si cerca per dare energia ad un centro storico che ne ha bisogno.

Forse sarebbe stato auspicabile un dibattito intenso, ma non è detto che avrebbe portato frutti gustosi. Accontentiamoci di vedere il risultato dall’angolatura positiva del più classico “chi tace acconsente”, sperando però che non rimanga sempre zitto e che ogni tanto si produca in apporto costruttivo di idee, ed in una continua, asfissiante e quasi paranoica richiesta di attività culturale all’interno, all’esterno, o nelle vicinanze del vetusto emblema sinalunghese.

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Commenti

  • Ospite
    Francesco Martedì, 25 Novembre 2014

    Vorrei avanzare una proposta.
    Perchè non organizzare visite guidate a gruppi del Palazzo Pretorio?
    Se la gente vede poi è più facile che firmi per l'8%.
    Io non l'ho mai visto e non sono più tanto giovane.
    Come me ritengo che molti altri non abbiano mai avuto la possibilità di visitarlo.
    Se un oggetto si vede è più facile apprezzarlo.

  • Filippo
    Filippo Mercoledì, 26 Novembre 2014

    Dopo una affollata riunione come quella di sabato, avere come risultato un laconico "parliamone", lo vedo come un buon punto di partenza. Traspare almeno la volontà di fare. Però, mi aspettavo un più eccitante: "Iniziamo!" Spero che questa flebile scintilla non lasci lo spazio alla consueta rassegnazione cui a Sinalunga siamo ormai abituati. Io sono anni che il mio 8per mille va al recupero dei beni artistici. Servirà a qualcosa? A Sinalunga ho visto tempi d'oro in cui era possibile lastricare le strade d'oro e l'unica cosa che si è fatto sono i campi da pallone e la fortuna dell'impresario di turno. A sto punto se proprio si deve parlare, parliamo di una seria e sicura inversione di mentalità da parte delle amministrazioni locali. Basterebbe, per un po' di tempo, destinare gli sforzi per determinate cose e lasciare indietro orpelli inutili che non portano indotto o nel migliore dei casi lo determinano solo nel breve periodo.

    A differenza di coloro che invitano a parlare, io, come membro di questa comunità ho delle legittime pretese. Un polo museale di livello internazionale, attira turisti e curiosi. Persone che vengono a visitare, di solito fanno anche altri acquisti: un caffè, una bibita, un giornale e forse anche altro. Un museo di alto profilo, riesce a "pasturare" le attività commerciali esistenti. Non è molto importante se si fa un museo del balocco o di arte contemporanea. Cambia poco. Fuori dal palazzo, trovare un negozio di balocchi o una galleria d'arte, conta poco, l'importante è che riescano a fiorire le attività di contorno che porteranno naturalmente un indotto ben duraturo e non legato solo al periodo di costruzione delle villette a schiera di turno. L'importante è di farlo bene e che funzioni, di non guardare ai modelli provinciali o cercar di fare le cose navigando a vista, ma avere come punti di riferimenti i giganti del mondo, con un progetto vero, anche se lungo. Sembrerà esagerato quello che dico e di sicuro non porterà frutti immediati, ma lo dico a ragion veduta: lavorando nel turismo so che cerca la gente e tra scegliere di fermarsi a Sinalunga per vedere un museo raffazzonato o andare in una città d'arte famosa in tutto il mondo come Montepulciano o Pienza, non ci sono argomenti che tengano.

  • Ospite
    Teresa Mercoledì, 26 Novembre 2014

    Concordo con Filippo se museo deve essere bisogna che sia di altissimo livello altrimenti la gente non ci viene perchè con le possibilità di oggi giorno preferisce andare dove vale veramente la pena

  • Ospite
    Debora Mercoledì, 26 Novembre 2014

    Dal momento che arriviamo per ultimi il museo deve essere di carattere internazionale altrimenti se fossi una turista non vedrei il motivo per entrare a Sinalunga.

  • Ospite
    Giovanni Mercoledì, 26 Novembre 2014

    Bisogna tenere conto di chi ha iniziato per primo e che ora si trova in vantaggio. Questo è un aspetto da non sotto valutare, così come non dovrà essere sottovalutata la qualità e la novità. Dol momento che non conosco la grandezza interna del palazzo non saprei che cosa indicare ma è evidente che la scelta deve ricardere su un tema che posso trovare lo spazio e l'allestimento giusto.
    Credo anche io alle visite guidate.

  • Pasquino
    Pasquino Giovedì, 27 Novembre 2014

    Tenere i piedi per terra spesso aiuta anche se è pur vero che i tempi mostrano esempi sempre piu' dinamici ed in grande movimento. Tra l'altro bisognarebbe tenere conto della superficie libera, io non conosco gli spazzi ma osservando da fuori non credo che siano molto vasti. Forse il "parliamone" cosi' criticato alla fine potrebbe avere qualche valenza seria.

  • Ospite
    Giovanni Giovedì, 27 Novembre 2014

    Quando c'è la voglia di fare si può fare tutto e bene senza problemi

  • Ariano
    Ariano Giovedì, 27 Novembre 2014

    Non so se può servire, siccome io conosco l'interno del Palazzo pretorio, butto là un'idea:
    – Un museo permanente con tutte le opere del Caravaggio. Non sono molte e quindi ci dovrebbero stare tutte. Se proprio ne dovessero restare fuori un paio, si potrebbero appendere nella facciata esterna. Siccome non ci batte mai il sole, non si dovrebbero nemmeno scolorire.

  • Ospite
    Gosto delle Chiane Giovedì, 27 Novembre 2014

    La mostra me sembrerebbe de quelle vecchie e noiose, però non se po' non riconoscere la modernità dell'idea.
    Per quello che serve io l'appoggio.

  • Filippo
    Filippo Giovedì, 27 Novembre 2014

    L'idea del Caravaggio, mi piace, ma quella di mettere due tele fuori non troppo...
    Come ho evidenziato nel mio precedente intervento, il progetto potrebbe anche essere lungo. Sicuramente se si punta in alto lo sarà ancor di più!
    L'appunto della metratura in funzione di quello che si vuole fare è più che pertinente e sicuramente il Louvre di Parigi e il Moma di new York sono più grandi. Forse anche il vecchio Ospedale della Scala a Siea è più grande e se così fosse, sarebbe opportuno fare attente valutazioni: se pensato male, il nostro Palazzo Pretorio potrebbe rimanere un bel giocattolo inutile rimesso a posto.
    Rispondo con un aneddoto piuttosto macabro! Quando nel 1944 dovevano scegliere per il primo e fortunatamente per adesso ultimo bombardamento atomico, hanno scelto due città non troppo grosse, altrimenti l'idea che con una sola bomba si riusciva a spazzar via una città intera non sarebbe passata. Per esempio, Tokio, sarebbe rimasta solo profondamente lesionata. Quindi, se la bomba è piccola, si sceglie un bersaglio più piccolo, se lo spazio è piccolo, si pensa a qualcosa dove basta uno spazio piccolo o cambiare completamente direzione.
    Detto questo, forse, un museo della fotografia potrebbe essere fattibile. Credo che in giro nel mondo ci siano un bel po' di mostre fotografiche, ma il museo, dove sono esposti dai dagherrotipi al sensore digitale, passando per le fotocamere a corpi mobili e le varie Leica e Contax... non sono tanti. Il costo comunque di una collezione per iniziare, potrebbe essere abbordabile, con il tempo se lo spazio ce lo permette, se la collezione si arricchisce a cadenze regolari e con criterio, si potrebbe anche riuscire a attirare molte persone da molto lontano.
    Altra idea, forse più stimolante, potrebbe essere quello di creare un vero e proprio polo con diversi musei e luoghi espositivi, dove il Palazzo Pretorio sia adibito per mostre non permanenti o per una sola parte di questo progetto. Le stanze adiacenti alle carceri potrebbero essere adibite per attività associative, visto che Sinalunga è profondamente carente.

  • Ospite
    Marta Martedì, 09 Dicembre 2014

    Salve a tutti.
    Penso che, prima di lanciarsi nel buio con idee piuttosto infattibili - come un museo di levatura internazionale o, addirittura, un museo che accolga tutte le opere di Caravaggio - si debba iniziare un percorso di conoscenza del nostro patrimonio e di autocoscienza in materia di "bene culturale" come bene di tutti, da preservare e tutelare.
    Perchè tutti dicono che a Sinalunga «non c'è mai niente» o peggio «non c'è più niente»? Perchè manca una cosa fondamentale per la comunità: la conoscenza del territorio, delle tradizioni, degli usi e costumi, che pian piano vanno scomparendo, perchè manca anche un altro passaggio altrettanto importante, la condivisione.
    Detto questo, Palazzo Pretorio avrebbe bisogno, oltre che di un team di esperti (con l'indispensabile supporto della Soprintendenza e del Ministero), anche di una riqualificazione strettamente dipendente col territorio e con noi sinalunghesi, che abbiamo vissuto strade, piazze, e vie del paese per decenni, così come lo hanno fatto i nostri genitori, nonni, etc.

    Le tappe fondamentali per questa meravigliosa impresa, secondo il mio parere, sono:
    1) Restauro del Palazzo in base agli studi effettuati negli ultimi decenni e ai documenti relativi alla sua storia nel corso dei secoli, in modo tale da non eseguire un intervento invasivo che vada a cancellare qualcosa di già storicizzato (vedi le ridipinture settecentesche sul soffitto), e allo stesso tempo ridando vita ad alcune parti finora mai visitate perché instabili, cedevoli, quindi pericolose.
    2) Raccolta di testimonianze dei cittadini più anziani (o di chi ci è vissuto) sul palazzo, per dar vita ad un libro e dando la possibilità di trasmissione di conoscenza di generazione in generazione.
    2) Riapertura di un Ufficio Turistico, che offre accoglienza ai turisti, italiani e stranieri, con la presenza di guide quilificate che possono far scoprire il territorio attraverso dei percorsi mirati (percorso all'interno del paese, percorso delle chiese più importanti, percorso itinerante nel territorio limitrofo).
    3) Organizzazione di uscite scolastiche a tutti i livelli di istruzione, dove ruolo fondamentale lo avrenno gli/le insegnanti che prepareranno i bambini e i ragazzi alla conoscenza del palazzo.

    Non parlo di mostre, musei permanenti, e non parlo di valorizzazione (che, in parole povere, riguarda la mercificazione dei beni culturali, del profitto che se ne ricava solo "per fare cassa"), perchè penso che il primo passo verso la rinascita di Sinalunga sia quello di un avvicinamento alla cultura non scontato, ma meditato, fatto per gradi, nel rispetto delle opere e dei monumenti che abbiamo, che appartengono a tutti noi.
    Palazzo Pretorio è il simbolo della nostra cultura che non è insita solo in esso stesso, ma che ha fatto da sfondo ad attività d'artigianato, a mestieri, a personalità come Ciro Pinsuti, a luoghi di valore estetico e paesaggistico, e che vale la pena tutela e tenere vivo.

  • Pasquino
    Pasquino Martedì, 09 Dicembre 2014

    Io dico che questo è un commento!
    E’ un commento perché….
    Commentare: dal latino commentari “avere nello spirito, riflettere”.
    Che poi sarebbe il contrario di “aprire bocca e dare fiato”.
    Dico la verità, personalmente non sarei poi così scontento, se per principiare fossero in molti ad aprire bocca. Certamente sono da preferire i commenti ma personalmente ad un popolo silenzioso preferisco un popolo brontolone.

  • Ospite
    Marcella Mercoledì, 10 Dicembre 2014

    Brava Marta,
    era ora che qualcuno dicesse a tutti questi sapientoni come stanno le cose a Sinalunga e come dovrebbero essere affrontati i problemi che sicuramente ci sono ma che nessuno sembra voglia considerare.
    Perchè è vero che il Palazzo Pretorio ha fatto da sfondo alle attività dell'artiginato, alle botteghe, ai divertimenti dei bambini e tutto il resto, ma ora a cosa fa sfondoche non c'è rimasto più niente?

  • Filippo
    Filippo Mercoledì, 10 Dicembre 2014

    Cara Marta, hai fatto un bellissimo intervento, che in poche parole fa capire quello che si può fare, anche se non dice quello che si vuol fare, non si parla di tempi, ne di programmi fattibili e interessanti.

    Nessuno più di me sa che cosa significhi la condivisione, l'eccitazione di fare fare e raggiungere lo scopo e la triste constatazione del cannibalismo culturale, di coloro che nella migliore delle ipotesi si comprano il libro che va in voga e poi nemmeno lo aprono. Figuriamoci quello che provo io, che ho già pubblicato quattro libri sui centri urbani del nostro territorio a diffusione gratuita. Forse se li mettevo su Amazon o su iTunes Store a €20,00 l'uno, avrei ricevuto più gratitudine e riconoscimento. Ma va bene così. Qualcuno più intelligente e molto più buono di me, diceva che bisogna dare l'esempio, altri parlano della potente azione che provoca l'effetto domino, il senso di fatto cambia poco. Proprio per questo sono convinto che quello e come l’ho fatto, a qualcuno servirà. So che è così che si fanno certe cose, con gratuita onestà e spirito di condivisione.

    I miei libri sono libri fotografici e tutti quanti presentano anche una personale spiegazione generica del perché si fanno le cose e una descrizione storica e sociale, piuttosto superficiale, ma sempre cercando di sottolineare le cose belle e importanti dei luoghi.
    Considerando che gli ultimi 44 anni della mia vita li ho vissuti in questo luogo e alla luce dell’esperienza che mi sono fatto con la realizzazione di questi libri, mi sono accorto che Sinalunga è un posto così eccezionale e elettrizzante, perché se si vuole le cose si fanno tutte! Nel 1972, per far passare una gru, si è demolito una cimasa di un muro antico proprio in via Fiorenzuola. Ancora non si sono trovati i fondi per ripristinarlo, ma la gru è passata e ha fatto tutto quanto il proprio lavoro! In anni molto più recenti, è stato demolito un muro a secco del 1700, per far spazio a una moderna lottizzazione di villette in ancor più moderno in stile “patetico toscano”. Si è dimostrato che non si mercifica la cultura e il ricordo, ma si investe sulla tares. Abbiamo campi coltivati in mezzo al centro urbano di Pieve: nessun altra città nei dintorni si può permettere questo lusso! Nel bel mezzo del centro storico di Sinalunga c’è il più importante palazzo del paese lasciato al suo destino, architravi di cemento armato, saracinesche di metallo, porte in alluminio e avvolgibili di plastica. Quasi tutte situazioni irrecuperabili. Forse sarò cattivo, sicuramente sono arrabbiato, ma non è colpa mia se mi chiedo di quale testimonianze abbiamo bisogno? Chi sono gli anziani che ci dovrebbero insegnare? Chi sceglie certe cose? Chi sceglie gli esperti? Beh, personalmente questo progetto non mi convince affatto, perché di fatto manca dei fondamentali presupposti che fanno di un progetto un progetto fattibile: lo scopo e l’ambizione.

    Tutti questi scempi, sono stati fatti da alcuni che abitano a Sinalunga e non da Sinalunghesi, quasi sempre per interessi di pochi e per quanto sia scomodo dirlo, è uno stato che tutti la considerano cosa di fatto non ancora finita. Certo che in tanti lo hanno fatto anche per palesi limiti personali. Non è bello, ma per lo meno lo si capisce. La tua relazione fa fede a quella che è la situazione attuale e è molto realistica. Quello che vedo, è la grossa possibilità di dimostrare che le cose non stanno più come sono state fino ad ora. Visto che le mie proposte e provocazioni sono state considerate come esagerate (ammetto di non esserci andato leggero, ma alcune cose sono fattibilissime e nessuno che risponde è ridicolo), vi invito a tener conto che a noi abitanti di questo territorio non siamo più disposti a aspettare, trattare o cose del genere. Francamente si pretenderebbe anche la restituzione di un po’ di mal tolto, ma sarebbe sufficiente che si parlasse di una linea guida da seguire anche quando questa amministrazione comunale non ci sarà più, per la naturale decorrenza dei tempi legislativi. Cara Marta, non so il tuo ruolo nel consiglio comunale o nella società di Sinalunga, ma sono convinto che tu sia mossa da stimolo di far cose belle e efficaci. Attenta però a una cosa: non parlare a un Sinalunghese di “rischio di mercificazione” nei confronti di qualcosa che rappresenta in modo così palese la latitanza delle amministrazioni passate per l’interesse della società, perché è piuttosto facile che si confonda un allarmismo come quello che hai detto tu, con un modo per distrarre l’opinione pubblica e, dall’altra parte spendere soldi pubblici a beneficio dei soliti ignoti. Forse è la mia rabbia che mi fa veder nero, ma sono decenni che è sempre successo così e è facile continuare a essere ancora profondamente sospettoso: non è colpa mia!!!
    Questa è rabbia! Rabbia allo stato puro e non sono il solo! Ma, vi sfido! Avete la grossa, grossissima possibilità di farmi ricredere e ritornare sulle mie opinioni!!!

    Per Marcella: chapeau.

  • Ospite
    Marta Venerdì, 12 Dicembre 2014

    Caro Filippo,
    sono una giovane cittadina di Sinalunga e con poca esperienza in materia di consigli comunali e amministrazioni (proprio perchè non ne faccio parte!) e studio Storia dell'Arte a Firenze; per questo l'argomento mi sta a cuore, ma non ho ancora le competenze per «dire quello che si vuol fare», ma solo quello che si può fare. Ho dichiarato esagerata la sua idea della mostra di Caravaggio in Palazzo Pretorio, perchè tra essa e il fatto compiuto ci sono in mezzo una serie di permessi, autorizzazioni che, seppur andassero a buon fine, non basterebbero. Le opere di Caravaggio sono di fama e importanza mondiale, tantissime mostre sono state allestite temporaneamente nei musei più famosi del mondo, e pensi che quella di Roma, nel 2010, portò ad un numero di visitatori totali pari a 580mila, con una media di 5mila e rotti al giorno. Ora, si immagina Sinalunga con un numero di persone così ingente? Io, no. Non ce lo possiamo permettere. Come non ci possiamo più permettere l'episodio, gettato nel dimenticatoio dai più, per costruire le villette di "nuova generazione" (in proposito consiglio un libro illuminante al riguardo, che a me, personalmente, ha aperto gli occhi fin da subito: «Paesaggio Costituzione Cemento. La battaglia per l'ambiente contro il Degrado Civile», Einaudi, Torino 2010). Ecco perchè penso che si debba puntare non su larga scala, ma su ciò che ci offre il territorio, perchè è più fattibile e meno complicato, se si vuole.

    Marcella, giustamente lei dice che non c'è più niente, di attività di commercio (per quello basta e avanza la zona industriale della Pieve!), ai divertimenti per i bambini (per quello c'è il parco giochi), ma sono d'accordo che manchi l'artigianato che, secondo me, arriverebbe in conseguenza della riqualificazione del centro storico. Una cosa però c'è e credo che sia la più importante: LA CULTURA. Con quella sì che ci è rimasto ancora un briciolo di speranza e penso che è da lì che si possa attingere per creare qualcosa di nuovo, di bello e che ci rappresenti.
    Io sono giovane e sono forse troppo sognatrice; e purtroppo non rappresento un ente pubblico che potrebbe stanziare fondi per il recupero di Palazzo Pretorio hic et nunc, però da libera cittadina posso contribuire, per esempio, al restauro degli stemmi che sono all'interno, come era stato proposto all'incontro. Penso che ognuno, nei propri limiti e nelle proprie possibilità, debba dare un apporto necessario per realizzare qualcosa che potrà essere di beneficio a tutta la collettività. Al contrario, se vige la regola della rassegnazione e del «tanto non cambierà niente», allora sì che va tutto a morire.

  • Filippo
    Filippo Sabato, 13 Dicembre 2014

    Studi storia dell'arte? Bene! Non hai capito che parlare di Caravaggio a Palazzo Pretorio era una supercazzola? Beh, forse ti manca un po' di sana toscanità, ma tal volta una risata sdrammatizza.
    Una sola domanda: che intendi per CULTURA (con tutte le lettere maiuscole?).
    Per una serie di motivi io non ho fatto mai scuole belle, ma ho sempre cercato una strada efficace, con risultati rocamboleschi. Adesso mi ritrovo con un posto di lavoro degnamente poco redditizio, ma di 'sti tempi.... un briciolo di strampalata cultura fatta da me, poche basi scolastiche umanistiche, molte basi tecniche mai utilizzate e il mio cervellino.
    Per inciso, ho anche praticato molta politica, ma non faceva per me: per farsi sentire era necessario seguire quelle logiche di partito che altro non erano che sottostare senza controbattere e far passare le porcate come cose dolorose ma necessarie. Non mi piaceva e sono andato via e poi nel contempo mi sono accorto che mi stavano silurando.
    Tu dici di essere giovane e io mi esalto a condividere le mie esperienze e punti di vista con persone giovani, intelligenti e volenterose. Ho avuto anche molte esperienze lavorative e un po' di anni sulle spalle. Tu studi storia dell'Arte, io ho la presunzione di fare Arte. Lascia che ti dica una cosa: nel mio piccolo io faccio cultura. Probabilmente se confrontato con H.C. Bresson, Capa, Chim, Weston e Modotti, le mie fotografie hanno qualcosa in meno, ma le faccio e per quanto possa sembrare patetico agli occhi di tanti i miei punti di riferimento sono quelli e altri 20 o 30 artisti di quel calibro. Francamente non so dove arriverò, ma sono in cammino. Forse il mio patrimonio artistico non sarà considerato da nessuno, o peggio potrebbe essere considerato come qualcosa da non fare, ma intanto lo faccio, poi qualche cosa deve pur arrivare. Capisci adesso perché non posso accettare certe logiche?
    La tua frase "Ecco perchè penso che si debba puntare non su larga scala, ma su ciò che ci offre il territorio, perchè è più fattibile e meno complicato" è orribile, perché non ha ambizione di far nulla e sostanzialmente non pone nessun obiettivo. E' come dire: Mi garberebbe vedere la Cappella Sistina, ma siccome che per andarci devo prendere il treno pagare un biglietto di entrata costosissimo e poi devo fare la fila per entrarci, vado a vedere le tavole dipinte dai pensionati che hanno frequentato il corso di pittura del centro anziani. C'è però una grossa differenza tra le due cose: con tutto il rispetto per i pensionati, sia io che te, si preferirebbe andare a Roma e fare tutta quella trafila per vedere la Cappella Sistina, piuttosto che perdere anche solo mezz'ora per i dipinti dei pensionati del centro anziani. Poi magari in treno si parla anche di Michelangelo, si fa il confronto con Leonardo, si considera il Masaccio e ci si chiede che cosa centravano i Della Robbia. Magari un po' di CULTURA si fa anche strada facendo e magari ci arricchiamo di più che a vedere la Cappella Sistina stessa. Ricordati che le persone perseguono l'ambizione e l'idea di fare qualcosa di grande. Un progetto potrebbe non riuscire, ma questo è un'altro discorso. Sicuramente ci saranno difficoltà, ma anche questo è un'altro discorso. Di sicuro però, ci saranno più persone a condividere un percorso stimolante, dove alla fine si vede qualcosa di veramente bello che un progetto inutile.

  • Pasquino
    Pasquino Sabato, 13 Dicembre 2014

    Filippo questa volta l’hai fatta fuori dal vaso.
    Probabilmente non volevi e a te non fa nessun effetto ma a chi entra dopo di te lo vede e lo sente.
    La tua è una brutta forma di aggressione e come se non bastasse sembra che hai ragione solo te.
    A te non interessano le tavole dipinte dai pensionati del centro anziani, ma non pensi che probabilmente a loro non interessano le tue fotografie?

  • Filippo
    Filippo Domenica, 14 Dicembre 2014

    Io non voglio ragione a tutti i costi. Tanto meno voglio aggredire. Certo la metafora potrebbe sembrare inelegante, lo ammetto e chiedo scusa per chi come te hanno capito che non amo l'arte "dilettantistica" (detesto questa figura, ma è per farmi capire), ma di metafora si parla, che sia chiaro.
    Per quanto riguarda il fatto che ai pensionati non interessino le mie fotografie, posso dire che purtroppo non sono i soli e sinceramente me ne dispiace anche, ma dopo tutto, non a tutti piace l'arte, la storia, la bistecca e quant'altro. Che ci vuoi fare?
    Piuttosto potrebbe rimanere scomodo trovare in interventi come i miei riferimenti a un diffuso malcostume e palesi omissioni perpetrate negli anni nei confronti del nostro patrimonio storico e culturale.
    Ho scritto in maniera diversa, più o meno chiaramente certe cose, anche in maniera piuttosto sconveniente per me, ma vedo che alla fine è necessario scrivere le cose in maniera palese e spiattellare i fatti come stanno. Mentre noi stiamo a discutere di quello che fare, come fare e tutto il resto, altri alle nostre spalle hanno già trovato soldi per interventi tecnici piuttosto costosi, di dubbia utilità e tecnicamente enormemente obsoleti.
    Morale della favola, adesso dicono che si deve sistemare il palazzo pretorio, però non ci sono i soldi. Falso, i soldi si spendono in altre modi, senza farci sapere come e se sono spese veramente necessarie. Come è sempre stato fatto!
    Scusate, ma questo mi fa arrabbiare e quando siamo arrabbiati, magari si grida anche e si passa per prepotenti, strafottenti e maleducati. Bene, questi appellativi me li prendo tutti!

  • Ospite
    Gosto delle Chiane Sabato, 13 Dicembre 2014

    A me come diceva il mi’ poro nonno quando al sabbato andava al mercato a’ Rezzo il casino me piace, però questo ‘un è il verso come disse quello che se impiccò pe’ piedi.
    Nel senso che quando uno se vôle impiccare prima bisogna che ce pensi un attimino

  • Pasquino
    Pasquino Sabato, 13 Dicembre 2014

    A' Gosto, ma che fai me controlli??
    Me stai a veni' appresso come na sanguisuga.......
    Però l'impiccassi pe' piedi è veramente buona, complimenti!

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Ospite Sabato, 20 Gennaio 2018
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