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LA RIBOLLITA

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ribollita-1.pngLa Bibliotheca de L’Amorosa ha messo nei suoi preziosi scaffali una nuova perla, con la quale ha inaugurato la sezione “cucina” che, diciamo la verità, era chiaro a tutti che prima o poi sarebbe arrivata. Visto l’argomento si dovrebbe dire che “stava covando sotto la cenere”. Il nuovo libro, offerto in formato e-Pub per tablet e smartphone, e in un più abbordabile pdf ottimizzato per web, è stato realizzato da Carlo Padrini: suoi sono i testi, suoi sono gli appetitosissimi disegni. “La Ribollita - storia, osservazioni e ricette” è il titolo.

 

 

“Che la Ribollita, insieme alla Fiorentina, sia uno dei piatti più famosi ed apprezzati della cucina Toscana è cosa assodata”, dice l’autore, è un fatto. Ma che il termine “Ribollita” non era conosciuto nelle nostre campagne, fino a non molti decenni fa, è un altro fatto. Io ricordo che a casa mia si faceva la Minestra di pane. Non posso dire che mi piacesse molto: la mangiavo, ma ne avrei fatto volentieri a meno. Il fatto è che se ne faceva molta: in genere due tegami, uno si metteva in tavola e l’altro lo si metteva da parte per la cena o per il giorno dopo. Ricordo che la minestra di pane che avanzava, insieme a quella già messa da parte, veniva “rifatta in padella”… e questa sì che mi piaceva!

Questo è un ricordo personale, probabilmente voi ne avrete altri, diversi, anche più importanti. Sarebbe bello se ognuno li raccontasse: ci potremmo fare un nuovo libro. Raccogliere i ricordi è importantissimo per una Comunità. Senza contare che, comunque, partecipare, in questo caso, è anche un modo per dire grazie a chi “si è dato da fare” mettendo poi il risultato a disposizione di tutti.
Come diceva quel tale: “parlatene, magari parlatene male, ma parlatene”, perché non c’è cosa peggiore del silenzio.

Ops, dimenticavo l’indirizzo da seguire >

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Commenti

  • Pasquino
    Pasquino Giovedì, 16 Aprile 2015

    Encomiabili per la pazienza ma al tempo stesso duri come le micce, proprio non lo volete capire che la gente la ribollita la mangia se gliela cucinate e se gliela servite per benino, ma se pensate che ci debba aggiungere il sale, prima la mangiano sciocca che alzarsi.
    Come diceve quel tale "così è se vi pare, e si un vi pafre è sempre così"

  • Ospite
    Gosto delle Chiane Giovedì, 16 Aprile 2015

    Mammina quanto l'ho mangiata.
    Anche a me piaceva rifatta in padella, ma attenzione, la padella doveva essere di ferro senno' non viene bene.
    Per la gente che volete che dica è così, ha ragione Pasquino bisogna imboccalla e a volte 'un giova.

  • Ospite
    Anna Giovedì, 16 Aprile 2015

    Anch'io sono per la minestra di pane rifatta in padella fino a che fa le crosticine, poi ci si mette un filo d'olio a crudo e ci si lecca le dita!!!!!!!

  • Ospite
    ALBERTO Venerdì, 17 Aprile 2015

    Io ho sempre saputo che la ribollita era un piatto fatto così come lo si mangia normalmente al ristorante, non sapevo che all'origine era un avanzo del giorno prima.
    Mi si è aperto un mondo che ignoravo

  • Ospite
    Guido Sabato, 18 Aprile 2015

    Regolare!!! Quando la minestra di pane si faceva in casa perchè non c'era altro da mangiare si sarebbe scambiata volentieri con una bistecca, oggi al ristorante avviene il contrario

  • Pasquino
    Pasquino Sabato, 18 Aprile 2015

    ecco perchè al ristorante io prendo sempre per primo la ribollita e per secondo la bistecca.
    Si completano culturalmente!!!

  • Ariano
    Ariano Sabato, 18 Aprile 2015

    Questo mi fa venire in mente un mio vecchio zio quando mi raccontava di un prete il quale, durante una predica domenicale, disse ai fedeli, per lo più contadini:
    “beati voi che oggi a pranzo potrete mangiare una cipollina fresca del vostro orto, e magari anche una patatina novella, mentre il vostro curato si dovrà accontentare di un pollaccio duro cotto alla meno peggio!”

  • Ospite
    Federico Martedì, 21 Aprile 2015

    Bello,interessante a fatto molto bene.
    Complimenti.

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