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Blog Bliblioteca

punto di incontro per la Valdichiana senese

Inedito sulla “Battaglia di Val di Chiana”

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laZia.jpgDopo 650 anni dalla famosa “Battaglia di val di Chiana” affiorano i primi documenti inediti.

Molti nostri lettori, stimolati dal significato misterioso della data, ci avevano già comunicato l’intenzione di rovistare cantine e soffitte alla ricerca di memorie nascoste… ed ora ecco che i primi, clamorosi, risultati stanno emergendo. 

 

 

la-zia-de-tolomei.jpgAbbiamo ricevuto, infatti, da un lettore in vacanza in un agriturismo della nostra zona, a cui è piaciuta la nostra iniziativa (non sappiamo bene perché), un avvincente racconto che si sviluppa tra Siena e la Valdichiana nel momento storico in cui avvenne la “battaglia”. All’inizio abbiamo pensato che la trama fosse uscita dalla mente fertile di uno sceneggiatore di hollywood, ma dopo averlo letto attentamente abbiamo capito perché l'autore è a conoscenza di fatti tanto incredibili, e perché li descrive con tanta sicurezza… non aggiungiamo altro, leggendolo lo scoprirete. 

Aggiungiamo solo che la storia si sviluppa nei luoghi che ben conosciamo… ma non andiamo oltre per non rovinare il piacere della scoperta.

Il racconto è scaricabile gratuitamete per i nostri lettori nella sezione multimedia nel formato ePub per tablet e smartphone e nel formato pdf per pc

 

 

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Gruppo di volontari/e con riferimento alla Biblioteca Comunale di Sinalunga

Commenti

  • Ospite
    CHIARA Lunedì, 29 Luglio 2013

    Ma questo è un famoso scrittore americano.
    Forte

    Una mia amica, anzi un gruppo di amiche volevano scrivere per questa occasione un romanzo scherzoso ambientato nel castello del Poggiolo mentre si svolge la battaglia le avevo sentite parlare mi sembrava simpatico ma ora con questi calibri mi sa tanto che non ne faranno niente.
    Avevo scritto però per un altra cosa e cioè per chiedere se è possibile avere il libro autografato dall'autore.
    Credo che sia una sciocchezza ma mi piacerabbe moltissimo

  • Ospite
    Teresa Lunedì, 29 Luglio 2013

    Una storia molto ben costruita, sufficientemente intricata, testo scorrevolissimo, si legge in un fiato. Avrei preferito che fosse maggiormente calata nella battaglia di val di Chiana, è comunque una lettura che consiglio a tutti.

  • Ospite
    GIUSY Lunedì, 29 Luglio 2013

    E' la classica americanata
    Ci vogliono insegnare la nostra storia e non conoscono nemmeno la loro.

  • Pasquino
    Pasquino Lunedì, 29 Luglio 2013

    Spero che mi si perdonerà se abbasso il livello colturale della dottissima discussione ma dopo tanti discorsi seri sento porprio il bisogno di fare una domanda cogliona:
    La copertina è opera dell'autore?

  • Ariano
    Ariano Martedì, 30 Luglio 2013

    Credo di poter rispondere io perché ho seguito l'iter dei lavori, e quindi posso affermare che la copertina è opera dello stesso autore. Naturalmente niente è sicuro a questo mondo ma questo dovrebbe essere sicuro.
    Grazie Pasquino per aver capito l'essenza della questione

  • Ospite
    DEBORA Martedì, 30 Luglio 2013

    Prendo l'occasione da questo articolo – ma potrebbe essere uno qualsiasi di tutti gli altri presenti in questo blog – per richiamare tutti alla riflessione e pensare a chi opera per gli altri senza chiedere gli estremi della nostra carta di credito.
    Molto in questo blog è improntato alla gioia, al divertimento e alla burla per evidenti intenti di sdrammatizzazione, probabilmente perché a drammatizzare ci pensa la TV a colazione, pranzo e cena, e se qualcuno ce la fa a sopportarla anche nelle ore intermedie. Molto però anzi moltissimo è improntato alla serietà dei concetti. Traspare un grande impegno indirizzato al coinvolgimento per cui tutti dovremmo partecipare con un minimo di impegno, dico subito io per prima che non passa giorno che non leggo il blog e magari mi scarico un libro che poi mi gusto la sera…… malgrado ciò questa è la prima volta che scrivo.
    Non so che cosa è stato che questa sera mi ha fatto scattare la decisione ad intervenire; a dire il vero non so neppure se questo scritto domani mattina in ufficio lo posterò; ma ho avvertito negli ultimi commenti qualcosa che mi ha fatto pensare alla fine di questo spazio di questa nostra Agorà (scusate ho una formazione classica) e stata una sensazione che non mi è piaciuta per niente.
    Vorrei concludere con un pensiero contorto, la vorrei buttare sullo spiritoso, come altri riescono a fare molto bene in questo blog ma io non ne sono capace e quindi dico:
    Non spero che questa mia sensazione non sia vera, spero che altri l’abbiano percepita come me.

  • Pasquino
    Pasquino Mercoledì, 31 Luglio 2013

    Un’analisi che condivido completamente e che cerco costantemente di comunicare con le mie pasquinate.
    Sarà una battaglia persa?
    E se alla fine si perdesse anche la guerra?
    Dormi popolo così non te ne accorgi.

  • Ospite
    STELLA Mercoledì, 07 Agosto 2013

    Molto ma veramente molto divertente.
    Una storia simpaticamente avvincente scritta in modo fresco e scorrevole.
    Una storia di quelle che finiscono troppo presto e lasciano con "l'acquolina in bocca"
    Grazie al burlone (non certo anglosdassone - se posso avanzare una ipotesi seria lo direi Toscano) per avermi fatto passare una piacevolissima serata.

  • Ospite
    BARBARA Venerdì, 23 Agosto 2013

    Sono una lettrice appassionata, leggo ovunque e di tutto, pur tuttavia non riesco a trovare soddisfazione dalla lettura sul computer.
    Incuriosita dalla copertina e dal titolo mi sono sforzata a leggere "la zia dei Tolomei". E' stata una faticaccia….. poi alla fine mi è piaciuto molto ma se non fosse stato proprio per questo avrei abbandonato alla terza pagina.
    Direte: – perchè ce lo dici?
    Risposta: – Ve lo dico perchè vorrei sapere una cosa:
    c'è differenza tra leggere con il computer e con il tablet?

  • Redazione
    Redazione Venerdì, 23 Agosto 2013

    La risposta è sì.
    Ma ciò non vuol dire che devi correre a comprare un tablet, perché prima bisognerebbe fare un lungo elenco delle differenze e poi stabilire quali di queste sono dei vantaggi.
    Visto che ci dici che non ti piace leggere a video sarà meglio tagliare corto e sintetizzare al massimo.
    Se l'eBook è essenzialmente testo il tablet consente una lettura più rilassata (si possono cambiare i caratteri la grandezza il fondo, trasformare la pagina in negativo per la una lettura notturna "da coprifuoco") si possono facilmente applicare note, segnalibri multipli… attraverso internet si possono ricercare significati, si può chiedere che ci faccia un caffè… (stiamo scherzando ma ci manca poco) e molto altro ancora.
    Se invece il libro è essenzialmente fotografico, non ci sono differenze, a parte la risoluzione (diciamo nitidezza per semplificare) nel caso il computer di casa non sia di quelli super moderni e super monitorosi.
    Volendo ci sarebbe ancora molto altro da dire sui diversi tablet, sui diversi eBook… ma siamo alla fine di agosto: va bene se ne riparliamo d'inverno accanto al fuoco?

  • Ospite
    Alessio Venerdì, 23 Agosto 2013

    Al pari di ciò che è accaduto e sta accadendo per la musica anche per gli e-book le multinazionali stanno dicendo - e i legislatori stanno a guardare - che con l'acquisto si ha diritto a godere dell'accesso al brano musicale o allo scritto, esattamente come avviene per uno spettacolo teatrale o per un concerto.
    Non esprimo giudizi sui legislatori i quali poverini hanno troppo da fare per informarsi su ciò che sta accadendo alla cultura, ma quanto meno ritengo che dovremmo dire come stanno le cose prima che sia troppo tardi.
    O forse è già troppo tardi?
    Secondo voi dovremo abituarci all'idea di non poter possedere più libri?

  • Pasquino
    Pasquino Sabato, 24 Agosto 2013

    La filosofia su cui oggi si basa il mercato, dagli eventi fruibili nei multimedia alla comunicazione via telefono - telefonino compreso - si basa sul versamento di un piccolo obolo per un certo tempo, il più lungo possibile. "Ti faccio spendere pochissimo ogni mese, ma tu mi paghi tutti i mesi per tutta la vita".
    Possiamo reagire?
    No. Dobbiamo reagire.
    Il gruppo di scrittori, miniatori e cartai che confezionarono il libro con le poesie del Petrarca per Isabella d'Este, misero in conto due anni di lavoro e furono pagati. Oggi colui che impiega lo stesso tempo per scrivere un romanzo o un saggio deve ugualmente essere pagato un pochino da ognuno che usufruisce del lavoro fatto. E' giusto, ma non è giusto che ogni volto che io ho bisogno di andare a rivedere un determinato argomento o confrontare una determinata frase debba pagare perché ciò rappresenta un freno potente allo sviluppo del sapere.
    Il concetto vale anche per le biblioteche pubbliche, malviste da questo genere di mercato che si vede togliere tanti piccoli possibili oboli e non pensa ovviamente alla funzione fondamentale della diffusione del sapere che le biblioteche pubbliche hanno nella nostra societa'.
    Non e' facile combattere questo mercato ma cercando si possono trovare molti che lo combattano e che indicano strade alternative.

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