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IL CIMITERO DI PRAGA

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il-cimitero-praga.jpg Ce l’ho fatta, ho letto “Il cimitero di Praga”: 520 pagine indice escluso, poco meno di 50 stampe d’epoca, una trama complicata il giusto e forse anche più, una prosa eccellente.
Un libro adatto per passare l’inverno. La sconsiglio come lettura estiva.
Non dico, almeno per ora, se mi piace o no, dico invece che ci sono alcuni punti che non mi convincono neanche un po’.


1 - L’espediente (non nuovo) del cambio caratteri per diversificare i racconti, fa pensare a tre libri diversi.
2 - Le stampe non omogene in un racconto omogeneo danno l’idea di una scelta a caso.
3 - Le stampe posizionate quando prima, quando dopo il riferimento nel testo, fanno pensare ad inserimento non pensato. L’ho trovato molto fastidioso
4 - Alcune stampe orizzontali pubblicate coricate ed altre no, sono irritanti.
5 - Le citazioni astruse sono un vezzo del nostro, ma quella buttata là di Carlo Tenca della prefazione del 1840 “La Ca’ dei cani. Cronaca milanese del secolo XIV cavata da un manoscritto…” Gia citata nel capitolo “Della cattiva pittura”, nel suo libro “Sugli specchi e altri saggi”, Bompiani 1985, non mi è piaciuta per niente, forse se la spiegava un po... .
Ci sono altre cose che non mi convincono, ma prima di evidenziarle mi piacerebbe conoscere il pensiero di altri lettori, ai quali farei anche una domanda:
– Secondo voi, se l’autore non fosse Umberto Eco, il libro avrebbe avuto lo stesso successo?


 

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Commenti

  • Ospite
    Elisa Giovedì, 18 Aprile 2013

    Se non fosse Umberto Eco probabilmente gli appunti che gli fai sarebbero stati rilevati anche da altri.
    A me non danno fastidio le pecche che tu segnali, in particolare quelle che si riferiscono alle stampe antiche. Confesso che non me ne ero accorta e ciò che dici è vero, ma continuano a non interessarmi. Probabilmente questo vuol dire che si tratta di uno sbaglio.
    Secondo me è un grande romanzo ma con una storia nettamente inferiore ai precedenti, anche se la narrazione e fatta talmente bene che sopperisce al problema.
    Quando Eco, nelle sue “inutili precisazioni erudite” si rivolge al lettore di “non fulmineo comprendonio”, credo pensasse a me. Io non ho seguito tutto l’intreccio e lo specchietto finale tripartito: capitolo, intreccio, storia, mi ha confuso ulteriormente.
    Sicuramente mi sono persa qualcosa, ma credo che i libri di Eco siano scritti proprio su molti piani paralleli in modo da dare la possibilità a molti di seguire il racconto secondo le proprie capacità. Per spiegarmi meglio, voglio dire che tu sicuramente, a giudicare dalle osservazioni che hai fatto, hai letto il romanzo su un piano diverso dal mio. Non saprei dire e non credo sia importante andare a vedere se il tuo piano è culturalmente più valido del mio, credo invece che sia importanti che entrambi si riesca a trovare soddisfazione in un piano che ci è congeniale.
    Mi fermo perché mi sembra di averla fatta più lunga di Umberto Eco.

  • Ospite
    Massimo Giovedì, 18 Aprile 2013

    Lo letto due anni fa. Il tuo blog mi ha stimolato a riprenderlo in mano. L’ho fatto, ma poi ho deciso che sarebbe stato meglio non farne niente. Il libro mi è piaciuto ma non mi ha lasciato quel desiderio di rilettura che ha volte prende subito: appena terminato. Non so perché. In fondo è un gran bel libro, ma letto una volta mi sembra più che sufficiente.
    Il ricordo che ho a distanza di due anni è quello di un libro con una trama dall’intreccio appena complicato ed una via di mezzo tra il giallo d’autore ed il fantasioso a piccoli tratti quasi fantasy; tenuto in sospensione da una narrazione storica ben fatta. Debbo dire che questa mi è piaciuta assai e l’ho presa tutta per buona anche se forse non proprio tutta sarà buona.
    Ciò che trovo curioso è che più penso ai personaggi e meno li ricordi. Mi viene in mente solo Simonini il quale se non ricordo male è il solo personaggio inventato. Chissà perché non ricordo i personaggi reali?

  • Ospite
    Anna Rosa Mercoledì, 24 Aprile 2013

    Concordo in pieno con Pasquino. Al di la della bravura indiscutibile dell’autore trovo la grafica piuttosto raffazzonata come neppure nelle edizioni economiche peggiori. Non c'è nessuna omogeneità e questo procura un certo fastidio

  • Ospite
    Antonio Venerdì, 26 Aprile 2013

    Scusate tanto ma se è un romanzo perché si discute della stampe riprodotte?
    L'importante non è il testo?
    O mi sono perso qualcosa da quando andavo a scuola?

  • Ospite
    Anna Rosa Venerdì, 26 Aprile 2013

    Se le stampe non erano importanti, perché ce le ha messe?
    Ciò che forma un libro è tutto importante.
    E poi mica lo ordina il dottore che cosa mettere o non mettere.
    Voglio dire, se non è importante che la metti a fare?
    E se è importante la metti, o la dici, bene.
    Altrimenti meglio non farne niente

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Ospite Domenica, 22 Aprile 2018
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