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punto di incontro per la Valdichiana senese

GIORNO DEL RICORDO

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Sinalunga, Piazzale Martiri delle foibe
10 febbraio 2017 ore 10,00: – Incontro dell’Amministrazione Comunale con le Associazioni d’Arma e Combattentistiche, e con una rappresentanza degli alunni delle Scuole del Comune di Sinalunga
– Deposizione corona

 

LEGGEnº 92, 2004 «La Repubblica italiana riconosce il 10 febbraio quale “Giorno del ricordo” al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale.»


Bibliografia di riferimento: Daniela Bernardini, Julka, ti racconto. Il dramma dei confini orientali, le foibe, l'esodo. ETS, 2013 Maria Canale, Dalle foibe al giorno del ricordo. Alberto, 2013 Gianni Oliva, Esuli. Dalle foibe ai campi profughi. La tragedia degli italiani di Istria, Fiume, Dalmazia. Mondadori, 2012 Diego Zandel, Testimoni muti. Le foibe, l'esodo, i pregiudizi. Mursia, 2011

 

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Gruppo di volontari/e con riferimento alla Biblioteca Comunale di Sinalunga

Commenti

  • Ospite
    Emanuele Sabato, 04 Febbraio 2017

    La parola “foiba” significa “avvallamento a forma d’imbuto d’origine carsica”.
    È una voce friulana e triestina che continua il latino “fovea”, “fossa”. Un vocabolo che ha raggiunto una ben triste popolarità dopo la Liberazione. Indica una fossa, un burrone, entro il quale a Trieste e nelle regioni confinanti con la Jugoslavia venivano gettate le vittime di rappresaglie militari e politiche, durante la guerra, tra il 1943 e il 1945, soprattutto da parte di partigiani di Tito. Nelle foibe furono gettate migliaia di persone (alcune delle quali ancora vive!). È giusto ricordare questi avvenimenti e rendere omaggio alla memoria dei “martiri delle foibe”.
    Aggiungo una riflessione. Pochi giorni fa abbiamo celebrato il “Giorno della Memoria” della Shoah, lo sterminio degli Ebrei. Si può vedere un accostamento tra i due avvenimenti, in un particolare. I nazisti uccidevano le vittime nelle camere a gas e poi nei forni crematori bruciavano i corpi disperdendo le ceneri in aria, nel cielo, anche per far sparire le tracce. Coloro che “infoibavano” le povere vittime, tra cui molti italiani, anche donne e anziani, li gettavano nel “ventre della terra”, in un certo senso anch’essi per occultare, nascondere, far sparire il risultato dei loro crimini. In entrambi i casi si voleva “cancellare la memoria”.
    La nostra risposta, oggi, è proprio quella di “fare memoria”.

  • Ospite
    Rita Domenica, 05 Febbraio 2017

    E' vero, sono due lati della stessa moneta quella che vilmente è al sevizio della furia ideologica manifestata con il terrore e la crudeltà purtroppo tristemente presenti nella storia dell'umanità da sempre in misure minime (Caino e Abele) a quelle immense dello sterminio, a quelle dell'intolleranza diffuse e quindi presenti universalmente e di cui oggi siamo tutti testimoni

  • Ospite
    ALESSANDRO Lunedì, 06 Febbraio 2017

    mi fa piacere che si ricordino tutte le ingiustizie in modo particolare perche' vedo con la presenza delle scuole, in modo che ci si possa augurare che certi fatti non si ripetano. forse chiedo troppo o forse lo si sta facendo non lo so ma bisognerebbe fare anche opera di sensibilizzazione e insegnamento con conferenze, lezioni e altro ancora perche' non penso che tutti conoscano a fondo i fatti, questi come altri che macchiano il nostro passato.

  • Ospite
    ALEX Lunedì, 06 Febbraio 2017

    Tutto bene ma credo che si dovrebbe distinguere altrimenti si potrebbero venire a creare altre ingiustizie

  • Ospite
    Anna Martedì, 07 Febbraio 2017

    No Alex c'e' un errore di fondo in cio' che dici. Qui non stiamo parlando di ingiustizie ma di crudelta' e non si pu' fare una classifica della crudelta' cosi come non la si puo' giustificare

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Ospite Domenica, 26 Febbraio 2017
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