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punto di incontro per la Valdichiana senese

"GABBIE"

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Mostra fotografica nell'atrio del Palazzo pretorio di Sinalunga,
festivi e pre-festivi,
fino al 23 novembre 2014
Un'emozione da non perdere.

 

gabbie-mostra.jpg

“Gabbie”, tecnicamente è una mostra fotografica di Mauro Agnesoni e Luciana Petti che ha ottenuto il riconoscimento FIAF  M101/2014 e che è allestita nell’atrio del Palazzo pretorio. Per i non addetti al lavori la cosa non dirà molto, ma per questo ci siamo qua noi. Prima però vorremmo parlare dei sinalunghesi chiamati a visitare la mostra, perché, in considerazione del fatto che l’offerta culturale della zona non è eccessivamente ricca, forse un piccolo incoraggiamento potrebbe essere utile a molti. Nello specifico potremmo dividere i potenziali visitatori in tre classi:

1) Quelli che conoscendo il Palazzo pretorio, che si domanderanno che razza di mostra si possa allestire in uno spazio tanto ristretto e così pieno di inciampi architettonici.

2) I nostalgici (ma con buona memoria), i quali, ricordando le mostre allestite da quello che fu il mitico Gruppo Fotografico Sinalunghese, potrebbero provare piacere nel far cadere qualche lacrimuccia di nostalgia… e nel lanciare qualche anatema alle vecchie Amministrazioni, molto meno sensibili alla fotografia di quella attuale (o almeno così sembra).

3) E quelli che… non gliene potrebbe importare di meno!

A quest’ultima categoria diciamo di fermarsi un momento a riflettere sul fatto che in tutto il mondo si tengono mostre di vario genere, e che se non ne sentono la mancanza, non vuol dire che sia colpa loro. Però restarsene immobili per lungo tempo senza batteri i pugni sul tavolo per chiedere ciò che altri hanno, a lungo andare potrebbe rivelarsi una colpa grave. C’è da dire che si intravedono elementi (e questo è uno di quelli) che lasciano ben sperare.

Alle altre categorie, invece, diciamo di provare perché ne vale la pena. La mostra è aperta fino al 23 nei giorni festivi e prefestivi: il sabato dalle 16.30 alle 18.30, la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 16.30 alle 18.30. Non sono previste grosse file per entrare, è possibile incontrare gente simpatica, e l’ingresso è gratuito. Per quanto riguarda le fotografie in mostra, possiamo dire che sono formalmente ben fatte e cariche di quell’entusiasmo, tipico del fotoamatore, per il particolare che fa pensare e al quale spesso viene affidato il compito di sostituirsi all’oggetto del racconto. “Gabbie” non a caso si disinteressa del Palazzo pretorio e, in parte, relega l’oggetto delle mostra, ossia il vecchio carcere che un tempo era ospitato nel palazzo, ad un labile filo conduttore. “Gabbie” è un reportage-indagine che non disdegna la composizione piacevole e misurata, alla quale concede molto. In effetti bisogna dire che la mostra presenta una serie di fotografie singole, curatissime e studiate, che non hanno bisogno di compagnia, così come non hanno bisogno di didascalie.  Sono fotografie il cui messaggio arriva istantaneo, sia che si osservino una per una, sia che si analizzino nel loro insieme. Bisogna però aggiungere che l’ambiente ha un peso notevole sulla mostra, tanto che in effetti sarebbe più corretto parlare di installazione. Siamo sicuri che le stesse fotografie, in una sala espositiva, farebbero un altro effetto e racconterebbero un’altra storia.

Ecce perché, visitando la mostra, non si vedono solo fotografie. La loro collocazione spaziale, il diverso formato, i punti obbligati dai quali è necessario osservare, richiedono al visitatore lo sforzo di collegarle insieme. Ma ne vale la pena, perché al termine della visita forse non si ha l’immagine completa delle carceri, ma sicuramente si ha la sensazione di aver visto i pensieri dei carcerati.

Non sapremmo dire se queste erano le intenzioni degli autori, ma è quanto secondo noi viene fuori dalla mostra.

Uscire dal palazzo, dopo aver letto con attenzione la mostra, dopo aver osservato i particolari confusi tra le strutture architettoniche, le grate di ferro ed i chiaroscuri delle aperture indefinite… uscire all’aperto dopo essere rimasti con lo sguardo in quell’ambiente, dicevamo, fa tirare un sospiro di sollievo. Per un po’ si continuano a vedere squarci di luce, ombre immobili e geometrie inconsuete. Forse nel titolo manca il riferimento alla luce? Può bastare quella poca che riesce a filtrare dalle feritoie? No, non può bastare: deve bastare!

E veniamo a ciò che dovevamo dire all’inizio. Gli autori delle fotografie sono due fotoamatori senesi che operano nell’ambito della FIAF, federazione a cui fanno riferimento i foto club italiani, la quale assegna riconoscimenti particolari, con sigle che solo i federati capiscono ma che però, oltre a dare soddisfazione agli autori, certificano un certo standard qualitativo. Nel nostro caso il riconoscimento vuol significare che si tratta di una mostra ben fatta che merita di essere segnalata. 

Per quanto riguarda invece la motivazione dell’organizzazione della mostra, da parte dell’Assessorato alla cultura del Comune di Sinalunga, oltre a quella più che normale di offrire a Sinalunga una iniziativa diversa nei giorni in cui si festeggia il Patrono (speriamo che si pensi anche agli altri giorni dell’anno), c’è anche quella più mirata che intende attirare l’attenzione su un bene comune importante, il Palazzo pretorio appunto. È per questo motivo che l’Amministrazione comunale ha programmato per sabato 22 novembre un incontro con tutti i cittadini per raccogliere idee, umori, ecc. per cominciare a riflettere seriamente sul futuro dell’antico palazzo, simbolo del capoluogo. Ma per non creare equivoci si è pensato, giustamente crediamo, di usare una mostra che fosse solo di impatto emotivo e che non si prestasse ad interpretazioni errate, come se l’Amministrazione avesse già deciso su come operare e che la tavola rotonda fosse solo la scusa per comunicarlo.


 

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Commenti

  • Ospite
    GOSTO DELLE CHIANE Lunedì, 10 Novembre 2014

    Se dicessi che ci ho capito qualcosa direi una bugia.
    Però mi sembra una gran cosa.
    ve saluto
    Gosto

  • Filippo
    Filippo Martedì, 11 Novembre 2014

    Tutto bello, la presentazione pare eccellente e incuriosisce. Di sicuro non mancherò. Lode e grazie agli organizzatori. Finalmente qualcosa di buono e costruttivo!!!
    Però, devo essere sincero: quando ho letto F.I.A.F., ho avuto un misto tra nostalgia e terrore! Vorrei far cadere l'accento sulla parola "terrore". Difficilmente riuscirete a capire quanto di quanto terrore si parli...

  • Ruscus
    Ruscus Martedì, 11 Novembre 2014

    Una buona indicazione per un buon percorso.
    La scelta del luogo valorizza un importante edificio
    che appartiene alla storia della nostra comunità.
    Se a volte ci si è persi in cose frivole ora è
    tempo di cose serie. Come inizio è un buon segnale.

  • Ospite
    Riccardo Mercoledì, 12 Novembre 2014

    fa piacere rivedere la fotografia a Sinalunga dopo decenni di assenza e fa ancor piu' piacere rivederla nel centro storico ormai da anni agonizzante nell'ndifferenza generale sinalunghesi per primi

  • Pasquino
    Pasquino Mercoledì, 12 Novembre 2014

    Non ho visto la mostra ma mi riprometto di farlo nel prossimo fine settimana, debbo anche dire per onesta' che non ho la cultura fotografica giusta per apprezzare, ma a mia discolpa credo di poter chiamare le scarsissime possibilita' offerte da questa civilta' dalla bassa cultura.
    Dall'alto di questa mia ignoranza non posso fare altro che plaudire all'iniziativa che mi auguro non rimanga unica a brillare nel buio medioevo della Sinalunga del XXI secolo.
    Con cio' non intendo criticare l'organizzazione che invece ringrazio e per quanto posso vorrei spronare a fare fregandosene dei sicuri iniziali insuccessi e critiche dei soliti criticoni il cui sport e' quello di far seccare tutto quello che cerca di nascere a Sinalunga.
    Coraggio

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