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punto di incontro per la Valdichiana senese

FOTOGRAFIA VS PITTURA

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Io mi diletto di fotografia che per me è un passatempo, con il quale mi rilasso e mi diverto. Per i casi strani che a volte la vita ci riserva tra i miei amici non ho fotografi ma ho alcuni amici pittori con i quali ogni volta si finisce col parlare dell'arte e quasi ogni volta loro mi sfottono dicendomi che la fotografia non è arte, perché è fatta da una macchina e non da un uomo.

 


Io non so se sbaglio ma leggendo molto alla fine mi sono fatta questa opinione:
La fotografia, intesa come opera finale, è il risultato di due componenti seperati: la tecnica e il genio. La tecnica comprende la conoscenza di macchina, obiettivi e accessori, oltre alla registrazione della luce e dai suoi effetti. Il genio invece comprende la creatività del fotografo, la sua ispirazione e la sua consocienza dell'arte in generale. Se una di queste due componenti prevale sull'altra avremo o una fotografia geniale a cui manca la tecnica indispensabile, o una fotografia tecnicamente ineccepibile a cui manca il significato.

VS - Il pittore non ha altri componenti se non lui stesso.

La fotografia per essere realizzata necessita di un mezzo meccanico e con molta elettronica difficile da padroneggiare. Non c'è obiettivo che non comporti qualche problema di aberrazione, distorsione assorbimento della luce, schiacciamento dei piani ecc.

VS - Il pittore ha solo il suo pennello tra lui la sua visione del soggetto. Certamente necessitano anni di studio per padroneggiare il pennello ma una volta imparato il pennello non darà più problemi.

In fotografia, pellicole, sensori digitali, carta da stampa, metodo di stampa aggiungono altre variabili alla qualità del risultato, come la grana, l'effetto dei px, la rumorosità di fondo, i contrasti, la luminosità dei colori, il gamma.

VS - Il pittore non ha di questi problemi, il suo pennello non ha problemi di sensibilità, è lui che sceglie la cromaticità di un'ombra e la luminosità generale o parziale del quadro.

In fotografia, il passaggio finale quello della rappresentazione è anche il più difficile da padroneggiare. Infatti secondo il tipo di stampa che si vuole fare cambiano i colori, i contrasti, la nitidezza etc. La stessa fotografia vista a monitor o stampata su carta cambia quasi sempre.

VS - Il pittore non ha di questi problemi.

Tutto questo alla fine vuol dire che è più facile dipingere che fotografare? Io la risposta ce l'ho ma mi piacerebbe sentire qualcun altro.
Vorrei precisare che non sto proprio scherzano e non sto sfottendo i promotori di questo blog e le loro idee, spero anzi che possano andar avanti e che molti altri si affianchino a dare un aiuto.
LeonardoVinci_Annunciazione.jpgPer dare valore a questo pongo un problema molto serio, almeno per me.
Recentemente sono stato agli Uffizi e per un problema di folla sono stato costretto a rimanere molto tempo nella sala dove si trova l'Annunciazione di Leonardo da Vinci. Gioco forza mi sono trovato costretto a guardare il quadro in tutti i particolari e alla fine sono arrivato alla conclusione che se io avessi fatto una foto con quella composizione me l'avrebbero bocciata tutti. 
Perché per quanto riguarda la posizione dei soggetti principali: l'Angelo è troppo a sinistra e per recuperare sembra arrivare scivolando sull'erba. La Madonna è troppo a destra e per rimediare alla lontananza le è stato fatto un braccio sproporzionato, la prospettiva esagerata delle pietre del bugnato del palazzo. Ma soprattutto tutte le linee di fuga portano l'occhio verso la montagna chiara dello sfondo invece che verso la Madonna che dovrebbe essere il soggetto principale.
Lo ripeto sono serio e se il blog sarà serio avrei intenzione di partecipare, tanto che vi chiedo di mettere la foto che vi mando a parte all'indirizzo della redazione come mio emblema accanto al nome. Insomma ho "gettato" il sasso a fin di bene.

Grazie a tutti


 

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Commenti

  • Ospite
    hydrangea Lunedì, 21 Gennaio 2013

    Ho letto con attenzione il tuo commento ma devo dissentire. Per me la bravura del fotografo consiste nel saper riprodurre in modo piu o meno originale e fedele la realtà. La fotografia cattura l'attimo e la fissa sulla pellicola o su qualsiasi altro supporto. La pittura invece richiede genio, fantasia, abilità, originalità. Il pittore non si limita a rappresentare la realtà ma la interpreta , ci mette le sue emozioni, i suoi stati d'animo.

  • Ariano
    Ariano Martedì, 22 Gennaio 2013

    fotografia e pasquino

    Ave Pasquino… hai gettato un sasso di niente!
    Non potevi cominciare con qualcosa di più… come dire? Di meno… insomma alla portata di un essere normale? Evidentemente no, altrimenti non saresti "Pasquino". Va bene, e… visto che anche noi non siamo normali, cominciamo con fare una critica a Leonardo da Vinci, anche perché la fortuna è dalla nostra parte. Leonardo dipinse l'Annunciazione quando era ancora un ragazzo, così se lo critichiamo la colpa è un po' anche la sua, doveva saperlo che aveva ancora molto da imparare. Tuttavia la critica non sarà facile perché, sebbene ancor giovane, Leonardo ne sapeva molto più di noi – intendo noi di questa epoca, che molto spesso siamo un po' troppo superficiali, anche nelle occasioni che richiederebbero serietà, studio e approfondimento. Voglio dire che oggi è abbastanza normale fare un lavoro senza preoccuparsi del contesto e del fine per cui il lavoro stesso è richiesto, ai tempi di Leonardo no.
    Cercherò di dare una risposta alle tue domande, premettendo però tutta la mia ignoranza in proposito. In effetti se entro in questo ginepraio lo faccio anch'io "a fin di bene", se non fosse per questo me ne starei zitto, e "di molto".
    Inizio con il dire che nessun quadro, tavola, o affresco che in passato sia stato ideato per una chiesa (o altro centro religioso), è stato dipinto "a caso". Niente, a partire dai soggetti principali, ai dettagli… alla collocazione, è stato mai trascurato. Tanto che da ciò, per esempio, emerge il problema che quando un'opera viene sradicata dal suo contesto e collocata in un museo, per i motivi più diversi, spesso perde buona parte del suo fascino. Probabilmente "fascino" non è il termine più adatto, ma con un esempio dovrebbe essere più chiaro ciò che intendo.
    Quando un pittore veniva chiamato a dipingere una Pala d'Altare, la prima cosa che faceva era di andare a vedere l'ambiente, dove sarebbe stata collocata, l'altezza da terra, la luce interna e quella che filtrava dalle finestre, e così via. Perché la sua preoccupazione era come il fedele avrebbe visto l'opera. Per stare al tuo gioco "fotografia vs pittura", a questo punto lancio una frecciata ai fotografi dei nostri tempi, i quali, non raramente purtroppo, chiamati a fare le foto per un catalogo, non si preoccupano neppure di sapere se le immagini avranno uno sviluppo orizzontale oppure verticale...
    Ma torniamo a Leonardo, il quale era sì giovane, ma era pur sempre Leonardo, e quando ricevette l'incarico dagli Olivetani di Firenze di pingere un'Annunciazione, andò sicuramente a vedere la collocazione. Il dipinto era destinato alla parete di un locale a cui si accedeva da una porta immediatamente a destra della parete stessa. E quindi: chi entrava, avrebbe osservato e si sarebbe soffermato in un punto preciso poco oltre la porta.
    /images/foto2/Annunciazione_prospett.jpg
    Se si guarda l'opera leonardesca da destra tutta la composizione va a posto automaticamente: l'Angelo non scivola più, il braccio della Madonna torna "normale", il bugnato del palazzo torna perfetto nelle linee di fuga.
    Dice: ciò non di meno, anzi a questo punto "di più", le linee di fuga puntano diritte verso il monte sopra il mare, non ci sono dubbi. Vero. E chi lo nega?
    Abbiamo detto che niente era lasciato al caso? Bene. La chiesa degli Olivetani era dedicata a S. Bernardo da Chiaravalle, il quale nelle sue omelie si rifaceva spessissimo a l'Evangelista Luca, il quale è anche l'unico che ci tramanda l'Annunciazione. E S. Bernardo la racconta iniziando a parlare del Monte dei Monti e continua col dire che Cristo è il Monte dei Monti, il Santo dei Santi e che il mare è il mondo per tutti noi che siamo pagani. Quindi la Montagna è il simbolo di Dio Cristo del Mondo e quindi la Montagna merita tutto il risalto.
    Mi sono scusato all'inizio e, quindi, non me la sento di insistere. I fatti sono molto più complessi di come li ho detti io, per cui, coloro che volessero conoscerli sul serio dovranno cercare altre fonti. Io spero solo di aver suscitato qualche dubbio e qualche perplessità in chi fosse convinto di sapere tutto senza bisogno di studiare, o di sapere tutto per "scienza infusa".
    Aggiungo, e termino, con due note fotografiche: queste credo di poterle scrivere senza troppa vergogna. Le vorrei sintetizzarle con una frase: – Fare fotografie non è difficile, difficile è metterle insieme per dire qualcosa.
    Io sono della generazione di quando si andava dal fotografo a portare il rullino da sviluppare e dopo qualche giorno si tornava e si chiedeva: "Quante foto sono venute?" Oggi non si dice più: le macchine elettroniche fanno tutto da sole, e lo fanno anche discretamente bene. Da un certo punto di vista meglio di quanto si faceva noi.
    Ai miei tempi quando da un rullino da 36 fotogrammi si ottenevano 20/25 stampe ci si poteva considerare bravi. Le macchine di oggi non sbagliano una foto. Come si dice? "Colpo colpo, fico fico". Ma per il fotografo questo non è bene: lo sbaglio è un grande maestro e oggi non si sbaglia più come una volta (intendendo con ciò che con le macchine di oggi "viene" sempre qualcosa, a volte anche una fotografia).
    Ed ecco, quindi, che il fotografo dei giorni nostri è portato a lasciar fare alla macchina. Per pigrizia, e a volte per poca conoscenza, non cambia neppure le impostazioni automatiche di fabbrica, anche se, ovviamente, ci sarebbe la possibilità di personalizzarle. Ma in fondo, perché cambiarle? Chi sono io per mettere in discussione le scelte degli ingegneri di Canon, Leica, Nikon? La macchina è stata programmata per fare la scelta migliore in ogni occasione. Con quanto l'ho pagata, vorrei proprio vedere il contrario… D'altra parte perché dovrei rinunciare alla comodità di avere una macchina che sceglie e pensa per me? Un ragionamento lineare, non ci sono dubbi, salvo magari riflette sul fatto che la macchina, in quanto tale, non può pensare.
    Naturalmente questo è il mio punto di vista, non certo la Verità assoluta. Pur tuttavia, comunque la pensiate, non dite mai: "io uso gli automatismi perché così mi posso concentrare sul soggetto". Perché è una balla colossale.
    Ops, quasi dimenticavo: non entro nel merito della questione fotografi contro pittori perché, è un mio limite lo riconosco, ma non riesco a paragonare soggetti appartenenti a categorie diverse – di qualsiasi tipo essi siano. Voglio dire: – non riesco, per esempio, a paragonare un giocatore di Basket con un pilota di F1.

  • Ariano
    Ariano Martedì, 22 Gennaio 2013

    Ecco il blog che intendevo e mi auguravo!!!!
    In questo momento mi sento spaesato e non so proprio cosa dire ma qualcosa mi verrà in mente.
    Ciao a tutti anche a coloro che ci guardano ma non trovano il coraggio di farsi sotto. (Gio' il fotografo che ce vo')

  • Ospite
    Sara Mercoledì, 23 Gennaio 2013

    Fotografia: arte o non-arte. E' un dilemma che ci perseguita, come tutti i dilemmi senza senso.
    Arte o non-arte è un dilemma che si erano posti perfino gli antichi greci, i quali in fatto di arte ne sapevano eccome, ma a livello filosofico e non certo pratico.
    Fin da allora e per molti secoli a venire, il regnante, il mecenate, il papa che voleva lasciare un segno del proprio passaggio nella storia commissionava l'opera all'artista che piaceva di più e il gioco era fatto. Tutti vissero così felici e contenti fino a quando non arrivarono i bottegai i quali, con paroloni ed invenzioni, dissero che erano loro che potevano dire che cosa era arte e che cosa era non-arte. Erano nati i critici. Erano loro che davano valore alle opere e che suggerivano che cosa comprare se si voleva mettere a frutto il proprio capitale.
    Opera d'arte come investimento e non come cultura, come gioia di vita, come arricchimento dello spirito.
    Discutiamo se la fotografia è arte o non è arte. Ma la discussione dovrebbe essere fatta prima di tutto a partire dalle categorie nelle quali la classificazione di arte non è messa in discussione. E allora quando i critici diranno di comprare le opere di Piero Manzoni "Corpi d'aria" banalissimi palloncini riempiti d'aria che poi diverranno "fiato d'artista" di cui "l'artista" fece 45 copie, di che cosa stiamo parlando, di opere d'arte?
    Se non vi basta e chiedo scusa a quanti non conoscono quanto aggiungo ma per quanto sconcertante è vera. Lo stesso artista produsse e mise in vendita 90 scatolette di latta intitolate "Merde d'Artiste" contenenti 30 gr. proprio di ciò che dichiarava l'etichetta, al controvalore di 30 gr d'oro ciascuna. Per coloro che l'acquistarono sarà stato sicuramente un investimento, ma a distanza di mezzo secolo sarà sempre un'opera d'arte? Io non lo so, ma sono sicura cos'è il contenuto.

  • Ariano
    Ariano Mercoledì, 23 Gennaio 2013

    Mi vorrei accodare con una citazione:
    Da: "Il mistero di Bellavista" di Luciano De Crescenzo.
    Il professor Bellavista con due amici-allievi, Saverio e Salvatore, visitano una mostra d'arte contemporanea. I due allievi restano un po' perplessi davanti alle opere di Fontana e Burri. Ma davanti all'opera (un wc con altri accessori da bagno) del maestro della pop-art Tom Wesselmann non ce la fanno proprio, e allora:

    Salvatore: «Professo’, quello ca' io invece non ho capito per bene è come si comporteranno, come reagiranno i posteri di fronte a questi pittori moderni! Cioè mo’ mi spiego: tempo fa, un muratore amico mio, sotto le macerie di una villa a Torre del Greco, trovò un quadro di Luca Giordano. Non appena lui trovò questo quadro di Luca Giordano nella cantina dove stava lavorando, subito intuì e dicette: "Questo qua minimo deve essere un capolavoro o, niente e niente, un’opera d’arte!"; allora che fece lui? Piglia e chiamò il direttore dei lavori, e l’impresa stessa, l’impresa in persona venne e gli regalò in omaggio una bella mazzetta in moneta…»
    Professor Bellavista: «E che c’azzeca con Fontana?»
    Salvatore: «C’azzecca, C’azzecca. Mo’ mi spiego come c’azzecca! Fra 1000 anni, un muratore del 3000, sotto alle macerie di una villa qualunque, piglia e trova un quadro di Wasserman…»
    Professor Bellavista: «Wesselman, Tom Wesselman»
    Salvatore: «Esattamente, Wasserman, chillo ca ha azzeccato 'a stanza 'e bagno 'n faccia 'o muro! Ora vengo a voi, e questa è la mia domanda, due punti: secondo voi, questo muratore del 3000 che cosa penserà di aver trovato? Un capolavoro? O 'nu cesso scassato?»
    Professor Bellavista: « [ ... ] »
    Non riporto la risposta del prof. Bellavista, ma invito ognuno a pensare alla propria (... e tenersela per se!).

  • Ospite
    Filippo Mercoledì, 23 Gennaio 2013

    Okay e allora? Tornando al punto di partenza la domanda mi pare fosse: - la fotografia è arte?
    Basta rispondere si o no e uno capisce con chi ha a che fare.

  • Ariano
    Ariano Mercoledì, 23 Gennaio 2013

    Io avevo iniziato chiedendo che si parlasse di fotografia. Ero già contento di vedere che altri si erano affiancati. Ora siamo arrivati all'arte: sarà un po' troppo? A me sarebbe sufficiante che si parlasse di volta in volta di quella foto o di quell'altra per capire attraverso il confronto il linguaggio.
    La proposta che avevo fatto sulla foto di Capa per esempio mi sembrava un buon punto di parenza.

  • Ariano
    Ariano Mercoledì, 23 Gennaio 2013

    Filippo, scusa la curiosità, ma sei il famoso "Filippo" del vecchio Gruppo Fotografico o no? In caso affermativo devi rispondere alla domanda di controllo: "È vero che Loriano sostiene che si può fotografare il vento a occhi chiusi, semplicemente ascoltando la musica?"
    Chi non capisce, non si preoccupi, non siamo pazzi… lo eravamo una volta.

    Chiedo scusa per questo "interesse privato in atti di ufficio". In realtà è solo nostalgia: non ci guadagno niente.
    Veniamo dunque al punto che sembra interessi (a dirla tutta non sentivo questo interrogativo da così tanti anni che quasi non mi sembra vero). E quindi:
    Secondo Treccani: arte s. f. [lat. ars artis]. – In senso lato, capacità di agire e di produrre, basata su un particolare complesso di regole e di esperienze conoscitive e tecniche, e quindi anche l’insieme delle regole e dei procedimenti per svolgere un’attività umana in vista di determinati risultati: l’a. del fabbro, del medico, del musicista, ecc.
Secondo Garzanti: arte Sillabazione/Fonetica [àr-te] Etimologia Lat. a°rte(m) - attività umana che si compie con l'ingegno e secondo regole dettate dall'esperienza e dallo studio…
Per gli approfondimenti vd. questi vocabolari o altri, come volete.
    A questo punto siamo di fronte ad un bivio: o affrontano il tema dell'arte in generale e non ne usciamo vivi, o parliamo della contrapposizione della fotografia alla pittura iniziata il giorno dopo dell'invenzione e ne usciamo morti e sepolti. Come forse direbbe Woody Hallen, speriamo di fare la scelta giusta.
    Cercherò di scrivere il meno possibile, in modo da limitare le sciocchezze. Aggiungo una foto per aiutarmi nell'esposizione. Si tratta di un vaso per il trasporto dei liquidi – ma l'esempio vale per qualsiasi cosa che l'uomo può fare, dal manufatto (fatto a mano) a quello fatto con il pensiero (che al momento non so come chiamarlo - scusate l'imprecisione ma il blog è anche questo).
    /images/foto2/vasi.jpg
    Bene, veniamo all'esempio. L'uomo ha bisogno di un recipiente per portare l'acqua a casa e se lo fa impastando l'argilla.
    Esempio n.1 = uomo normale.
    Esempio n. 2 = uomo con ingegno, perché aggiunge i manici per il trasporto ed il piedistallo per far stare in piedi il vaso.
    Esempio n. 3 = artista. In questo caso l'uomo perde tempo ad aggiungere disegni e fregi inutili da un punto di vista pratico, ma che, evidentemente lo soddisfano. N.B. più sono inutili e più lo soddisfano. L'uomo è un essere strano (anche la donna).
    Spero che basti o, in caso contrario, bisogna che qualcuno mi dia una mano.

  • Ospite
    Filippo Venerdì, 25 Gennaio 2013

    No io non sono il Filippo famoso, sono Filippo e basta anche se da quanto intuisco mi sembra che sete stati un gruppo di gente strana che non mi sarebbe dispiacuto frequentare

    Per quanto riguarda l'esempio del vaso, mi convince e mi piace

  • Ospite
    Maria Giovanna Giovedì, 24 Gennaio 2013

    Penso che la fotografia sia il desiderio e, magari, la capacità di riuscire a catturare l'essenza di un momento, allineando (come disse Cartier-Bresson) cuore - mente -occhio. Non so se definirla arte; di certo una buona fotografia presuppone quanto meno la capacità di osservare liberi da vincoli, di andare al di là del visibile per emozionare.

  • Ariano
    Ariano Venerdì, 25 Gennaio 2013

    Un pensiero espresso molte bene, con la dovuta pacatezza e la giusta distanza. Mi piacerebbe se il blog fosse animato da molti altri come te.
    Per quanto riguarda il dilemma "artistico" io sto con la Treccani.

  • Pasquino
    Pasquino Venerdì, 25 Gennaio 2013

    Mi sono firmato "Pasqunino" perché ero convinto che nessuno riprendesse la mia provocazione e invece sono rimasto proprio buggerato. Non che ci sono state flotte di risposte ma per come vedo Sinalunga e zone limitrofe anche un minimo di interesse rappresenta un grosso successo e allora devo ammettere che sono stato preso in contropiede, proprio non me lo aspettavo.
    Mi ero anche preparato una scaletta con improperi e squilli di tromba che per ora ripongo. Dico per ora perché non sono affatto convinto che il popolo -il nostro popolo– si sia svegliato ma vale sempre la pena essere ottimisti.
    Detto questo per dovere di quasi anonimato dietro al quale mi sono celato. Ringrazio molto per la spiegazione della prospettiva, riguardo Leonardo da vnci. Anche in questo caso ho subito un gol proprio da principiante, avrei dovuto scegliere più accuratamente chi poter criticare, ma era una cosa che mi aveva colpito. E allora grazie, grazie, grazie.

  • Pasquino
    Pasquino Venerdì, 25 Gennaio 2013

    Mi sono dimenticato dell'ARTE.
    La mia era una provvacazione ma ciò che ho detto non l'ho detto tanto per dire. Se poi vogliamo dire che l'importante è farla e consumarla l'arte anziché disquisire se una attività sia o non sia arte mi sta bene, ma tutto ciò che ho detto dovrebbe far riflettere

  • Ariano
    Ariano Sabato, 09 Febbraio 2013

    Giusto Pasquini parliamo di arte lasciando stare se con la lettera maiuscola o minuscola, parlandone e scambiandoci le idee possiamo giustamente riflettere su ciò che facciamo e su ciò che fanno gli altri. L'esempio del vaso greco dipinto mi sembra geniale nella sua immediatezza

  • Ospite
    Maria Lunedì, 11 Febbraio 2013

    Ciao a tutti, vorrei introdurre nella discussione un brano del libro "Retablo" di Vincenzo Consolo che ho letto recentemente che mi sembra poter aggiungere qualcosa nell'ambito dell'arte.
    "Io mi chiedei allor, al di la dell’imbroglio di Crisemalo e Chinigò, nel vedere quei rozzi villici rapiti veramente e trasportati in altri mondi e vani, su alte sfere e acute fantasie, sopra piani di luce e trasparenze, col solo appiglio d’un quadro informe e incomprensibile e la parola più mielosa e scaltra, io mi chiedei se non sia mai sempre tutto questo l’essenza di ogni arte (oltre ad essere un’infinita derivanza, una copia continua, un’imitazione o impunito furto), un’apparenza, una rappresentazione o inganno, come quello degli omini che guardano le ombre sulla parete della caverna scura, secondo l’insegnamento di Platone, e credono sian quelle la vita vera, il reale intero, come l’inganno per la follia dolce de l’ingegnoso hidalgo de la Mancha don Chisciotte, che combatté contro i mulini a vento presi per giganti, o per furore tragico d’Aiace che fe’ carneficina delle greggi credendola d’Atridi, o come l’illusione che crea ad ogni uomo comune e savio l’ambiguo velo dell’antica Maya, velo benefico che vela la pura realtà insopportabile, e insieme pere allusione la rivela; l’essenza dico, e il suo fine il trascinare l’uomo dal brutto e triste, e doloroso e insostenibile vallone della vita…"

  • Filippo
    Filippo Mercoledì, 27 Febbraio 2013

    Immagino di liberare il nostro amico Filippo dall'onere di essere il "famoso Filippo". Ti posso comunicare che non avrai la grave incombenza, perché la risposta al pesante quesito di Ariano la so soltanto io!

    Siamo partiti dalla vecchia e ormai stanca diatriba: fotografia vs pittura e come al solito si va a parlare di cosa è l'arte.
    E' mezzanotte e venticinque e domani devo alzarmi alle cinque. Quindi mi rimane solo una cosa da fare: lanciare una provocazione, anzi due!

    Prima. Qualche mese fa, per fare le mie fotografie ho comprato una macchina fotografica. Questo apparecchio è frutto dell'ingegno e della capacità dell'uomo di produrre manufatti complessi. Ho comprato anche qualche obiettivo... Ma ho saputo che l'altro giorno a Siena un pittore, passando davanti un negozio ha comprato un pennello. Il pennello è un manufatto manco tanto semplice oramai, frutto dell'ingegno e della capacità dell'uomo di costruire cose. Poi ha comprato anche i colori acrilici, che senza una fabbrica chimica (forse anche semplice, ma di sicuro non si producono al bar sotto casa), quei colori non si fanno.
    A questo punto di riflessione dico solo che il pittore è stato molto più intelligente di me, perché ha speso parecchio meno!

    Seconda (anche se un po' più difficile). Quando durante i miei corsi spiegavo determinati concetti, dicevo una cosa: "Se uno ha sete e parla di pallone, nessuno gli procurerà un bicchiere d'acqua, semplicemente perché nessuno sa che quello che parla con tanta passione di calcio ha sete. Ma continuerà a aver sete anche se chiede un bicchiere d'acqua all'interno di una stanza vuota, perché nessuno riuscirà a sentirlo. Sì, la seconda è tosta.

  • Ospite
    caio sempronio Mercoledì, 27 Febbraio 2013

    Però è proprio quando la stanza è vuota che si vede la capacità di convincere dell'essere umano...

  • Filippo
    Filippo Mercoledì, 27 Febbraio 2013

    Non ci sei, ma come ho anticipato è un po' complicato. Forse ho calcato troppo la mano: in pratica sono stato un po' bastardello... Spero solo che questi punti di riflessione non portino fuori strada, perché in realtà non lo sono.
    Impegni e altri interventi nel blog mi obbligano a far passare altra acqua... Vediamo che succede.

  • Ospite
    Tizio Giovedì, 28 Febbraio 2013

    Allora ci provo io:
    Continua ad avere sete perché in una stanza vuota non c'è la cannella dell'acqua, sennò 'un sarebbe vuota.
    Ci sono?

  • Ospite
    Caio Duilio Giovedì, 28 Febbraio 2013

    Io lo so. Bisogna parlare la stessa lingua. Infatti Babilonia è scomparsa perché morirono di sete. Che vuol, anche dire essere connessi agli stessi interessi. Dove tutti scavano per cercare nuova acqua. Ergo, uno da solo in una stanza vuota non ce la fa a scavare in profndità fino al'acqua e muore di sete... Siamo sempre lì, è una questione di polvere:)

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Ospite Domenica, 22 Aprile 2018
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