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GLI ARCHIVI STORICI
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L’Archivio Comunale di Trequanda
inventario della Sezione storica

a cura di Cecilia Rosa e Luana Trombetti
Siena: Amministrazione Provinciale, 1990

archivio trequandaI primi inventari dell’archivio della comunità di Trequanda sono stati reperiti nel fondo “Quattro Conservatori“ dell’Archivio di Stato di Siena. Risalgono tutti al 1772, in ottemperanza ad una circolare del Magistrato dei Quattro del novembre 1771, secondo cui le carte con relativo elenco dovevano essere consegnate agli ufficiali successori. Questi inventari riguardano gli archivi della comunità di Petroio, della Compagnia laicale del Corpus Domini di Petroio, della Compagnia laicale del Corpus Domini di Montisi, della comunità di Montisi, dei “libri e scritture appartenenti alla Comunità di Trequanda esistenti nel Publico Archivio della medesima”, dei “Libri della Compagnia laicale della Santissima Concezione di Trequanda esistenti nel suddetto archivio della Comunità di detta Terra”, dei libri della comunità di Castelmuzio e di quelli della Compagnia laicale di S. Bernardino di Castelumuzio.
Nel marzo 1746, in seguito ad una Istruzione di Pompeo Neri, il podestà di Trequanda Giovan Battista Pannilini inviò a Firenze i dati sui “libri” di quella comunità e dei comunelli annessi, raccolti da Giovan Battista Cicuralli.
Un inventario conservato nell’archivio comunale di Asciano, molto accurato e con aggiornamenti dal 1841 al 1845, numerò per la prima volta le unità archivistiche della comunità di Trequanda a partire dalle carte del secolo XVI.
L’inventario attuale, suddiviso in preunitario (1571-1865), postunitario e archivi aggregati rispetta l’ordinamento del “Carteggio” che il Comune di Trequanda suddivise dal 1866 in diciotto categorie e poi, dal 1897, nelle quindici categorie stabilite dalla circolare dello stesso anno.
Fra gli archivi aggregati, oltre quelli dell’ECA e di altri piccoli enti, sono da segnalare le carte della famiglia Asinai di San Marzano-Luserna di Rorà, proprietaria di terre del Comune di Trequanda fin dalla seconda metà del XVI secolo.

Informazioni tratte dall’introduzione al volume, curata dalle autrici

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L’Archivio Comunale di Torrita
inventario della Sezione storica
a cura di Cecilia Rosa e Luana Trombetti
Siena: Amministrazione Provinciale, 1989

arch torritaLe prime notizie sull’archivio della Comunità di Torrita si ricavano dalla dettagliata risposta all’ “Istruzione” di Pompeo Neri del maggio 1746, conservata nel fondo dell’I. e R. Consulta dell’Archivio di Stato di Firenze, ma anche da un inventario che nel 1775 il vicario di Sinalunga inviò a Siena, all’ufficio dei Quattro Conservatori. Tale inventario, unito ad altri relativi agli archivi della comunità di Sinalunga, Scrofiano e Farnetella, riporta un elenco di registri della comunità di Torrita esistenti nei locali della cancelleria.
Dopo questo inventario presentato ai Quattro Conservatori, nessun’altra notizia sull’archivio della comunità e sull’ordinamento delle sue carte si trova fino al 1934. In quell’anno, con una delibera del 2 settembre, il Consiglio comunale affidò l’incarico del riordinamento all’archivista della Prefettura di Siena Ottorino Facti.
Un altro inventario dell’archivio comunale di Torrita è stato compilato nel 1970, senza però tenere conto né delle variazioni di carattere istituzionale subite dalla comunità, né dell’autonomia di un ufficio come quello del cancelliere comunicativo.
Nel presente inventario i documenti sono stati distribuiti in tre settori, a seconda che si riferiscano al periodo preunitario (1317-1865.), a quello post unitario o che siano stati prodotti da entidiversi e poi aggregati all’archivio comunale. Fra gli archivi aggregati il più ricco è quello dell’ospedale intitolato al canonico Antonio Maestri, che col suo testamento del 14 febbraio 1859, lasciò una casa e “quattromila scudi da mettersi a censo al Monte dei Paschi per fare uno spedale di quattro letti per quei miserabili malati gravi che non possono essere trasportati allo Spedale di Montepulciano”.

Informazioni tratte dall’introduzione al volume, curata dalle autrici

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L’Archivio Comunale di Sinalunga
inventario della Sezione storica
a cura di Andrea Giorni e Stefano Moscadelli
Siena: Amministrazione Provinciale, 1997 (Vol. 1)

arch_sinalungaCon il termine “Diplomatico” si indica comunemente un insieme di atti scritti su pergamena, talora provenienti da archivi o fondi diversi, raccolti in un unico complesso documentario.
Il “Diplomatico” del Comune di Sinalunga contiene la documentazione più antica dell’archivio, con atti in originale o in copia risalenti ai secoli XIV-XVII. Complessivamente afferiscono al “Diplomatico” 62 unità: 55 pergamene sciolte e una filza settecentesca contenente quattro quaderni membranacei e tre documenti cartacei. Attualmente le 55 pergamene sciolte sono depositate presso l’Archivio di Stato di Siena, mentre la ricordata filza contenente le altre sette unità è ancora custodita nell’archivio comunale.
Subito dopo il “Diplomatico “ l’attuale inventario dell’archivio storico del Comune di Sinalunga si apre con cinque sezioni corrispondenti agli archivi prodotti dalle comunità – Sinalunga, Rigomagno, Scrofiano, Farnetella e Bettolle – che nel 1778 vennero riunite a formare la nuova comunità di Sinalunga.
Per il periodo che va dall’istituzione della nuova comunità di Sinalunga alla creazione nel 1808 dell’omonima mairie, l’archivio è organizzato in tre sezioni relative rispettivamente al materiale della comunità a quello attinente alla specifica attività del cancelliere comunicativo ed infine agli atti spettanti al “Dipartimento delle acque della Val di Chiana”.
Dopo la breve parentesi rappresentata dalla fase amministrativa francese, anche per il periodo compreso tra la Restaurazione (1814) e ‘unificazione amministrativa del Regno d’Italia (1865), l’archivio preunitario si presenta strutturato in una sezione relativa alla comunità, in una pertinente alla cancelleria comunicativa e in cinque sezioni riguardanti istituzioni le cui incombenze vennero nel corso del tempo assorbite dalla stessa comunità.
L’archivio postunitario è stato invece articolato in 23 serie aperte in modo da consentire un regolare e corretto passaggio dei documenti dall’archivio di deposito alla sezione separata d’archivio.
Il piano dell’opera prevede anche la stesura di un secondo volume, ancora non realizzato, riservato all’analisi e alla descrizione degli archivi aggregati, relativi ad istituzioni diverse da quelle comunali.

Informazioni tratte dall’introduzione al volume, curata dagli autori

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