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“L’Archivio Comunale di Torrita”
Inventario della Sezione storica
a cura di
Cecilia Rosa e Luana Trombetti
Amministrazione Provinciale di Siena
Siena 1989
INTRODUZIONE
Baluardo senese contro la vicina Montepulciano, che spesso si schierò con Firenze, Torrita fu sempre considerata dalla repubblica di Siena un importante avamposto militare da mantenere in perfetta efficienza. Varie sono, infatti, le delibere del Consiglio generale senese sulla costruzione o sulla fortificazione delle mura torritesi fino alla decisione presa nel 1528 di approvare un progetto di cinta muraria fatto da Baldassarre Peruzzi.
Le prime notizie su Torrita risalgono al 1037, ma ancora più antichi – dell'VIII secolo – sono i documenti relativi a Montefollonico, il cui territorio, insieme con quello di Ciliano e Guardavalle, fu unito alla comunità di Torrita col regolamento governativo del 2 giugno 1777 [nota 1]. Caduto sotto il dominio senese nel 1249, Montefollonico – dopo la distruzione del 1281 ad opera di Montepulciano e le occupazioni spagnola e francese della seconda metà del XVI secolo – fu concesso in feudo nel 1618 alla famiglia Coppoli di Perugia, col titolo di marchesato. Gli stessi ufficiali cui si fa riferimento nel fondo del vicariato di Montefollonico sono scelti dalla famiglia Coppoli. La cancelleria competente per territorio cui afferiva Torrita era quella di Sinalunga [nota 2], mentre la giustizia civile era amministrata da un podestà fin dal XV secolo e la podesteria fu poi confermata con leggi del 1691 e del 1774 [nota 3]. Relativamente al criminale Torrita fu soggetta al capitano (poi vicario) di Sinalunga.
Le prime notizie sull'archivio della Comunità di Torrita si ricavano dalla dettagliata risposta all'«Istruzione» di Pompeo Neri del maggio 1746, conservata nel fondo dell'I. e R. Consulta dell'Archivio di Stato di Firenze [nota 1] ma anche da un inventario che nel 1775 il vicario di Sinalunga inviò a Siena, all'ufficio dei Quattro Conservatori [nota 5]. Tale inventario, unito ad altri relativi agli archivi delle comunità di Sinalunga, Scrofiano e Farnetella, riporta un elenco di registri della comunità di Torrita esistenti nei locali della cancelleria.
Il gruppo più omogeneo è composto da undici «pezzi» sotto la voce «Memorie e consigli» dal 1549 al 1774 e di ciascun registro sono indicati il numero delle carte e la data iniziale e fmale. Le stesse indicazioni sono offerte per altri ventuno registri, così suddivisi: «Condotte» (otto pezzi, dal 1561 al 1752); «Spogli di debitori e creditori» (nove pezzi, dal 1594 al 1774); un «Libro di proventi» (1740-1774); un «Libro di provisionati» (1742-1774); un registro di «Stipulazioni di promesse» (1772-1774) e uno «Spoglio dello Spedale e Fraternita» (1616-1655) [nota 6].
Completava l'inventario la descrizione di altri registri relativi a tre parrocchie di Torrita (quelle della Madonna delle Fonti, della Madonna di Pace e della Madonna delle Nevi), alla Compagnia di S. Croce e, infine, al comunello di Ciliano [nota 7]. Solo alcuni di questi registri sono ora conservati nell'archivio comunale di Torrita ed è probabile che altri siano rintracciabili nell'archivio comunale di Sinalunga.
Dopo questo inventario presentato ai Quattro Conservatori, nessun'altra notizia sull'archivio della comunità e sull'ordinamento delle sue carte si trova fino al 1934. In quell'anno, con una delibera del 2 settembre, il Consiglio comunale affidò l'incarico del riordinamento all'archivista della Prefettura di Siena Ottorino Facti [nota 8].
Questi compilò l'inventario tenendo conto della sistemazione che l'archivio aveva ricevuto nel 1871 da Fabio Bargagli Petrucci, un giovane e ricco proprietario terriero del luogo [nota 9]. Il Bargagli Petrucci, divenuto poi un illustre storico e un importante personaggio della politica e della società senese della prima metà del Novecento, aveva diviso l'archivio in quattro sezioni: la prima raggruppava i documenti del periodo 1317-1799; la seconda quelli dal 1800 al 1815; la terza quelli dal 1815 al 1860 e, infine, la quarta quelli dal 1860 al 1870. Ogni sezione era composta da varie serie, contrassegnate da una lettera, e cioè: Sez. I, A «Deliberazioni e partiti» (35 pezzi); B «Atti magistrali» (6 pezzi); C «Carteggio» (27 pezzi); D «Rendite patrimoniali» (34 pezzi); E «Dazi» (l0 pezzi); F «Tasse diverse» (l0 pezzi); G «Amministrazioni» (17 pezzi); H «Luoghi pii» (7 pezzi); I «Tribunali» (71 pezzi); K «Affari di acque e strade» (4 pezzi); L «Miscellanea» (12 pezzi). Sez. II, A «Deliberazioni» (l0 pezzi); B «Affari diversi» (4 pezzi); C «Lettere e ordini» (8 pezzi); D «Tasse diverse» (6 pezzi); E «Strade» (2 pezzi); F «Rendite patrimoniali» (5 pezzi); G «Amministrazione» (5 pezzi); F «Stato civile» (3 pezzi); I «Coscrizioni» (un pezzo); H «Miscellanea» (3 pezzi). Quasi le stesse serie raccoglievano gli atti della terza e della quarta sezione, per un totale di 350 pezzi.
Il Facti conservò la divisione in sezioni, allargando la quarta fino a comprendere i documenti prodotti nel 1933, e riunì fra di loro alcune serie, senza tenere conto dell'applicazione della circolare del Ministero dell'Interno n. 17100-2 del l marzo 1897, che il Comune di Torrita aveva attuato nel 1907. Come scrisse lui stesso, il Facti sistemò, «adattando le vecchie filze; tutto il carteggio (...) dal 1860 al 1906, il quale (...) era quasi del tutto sprovvisto delle relative cartelle. Dal 1907 al 1933 (fu) diligentemente ricostruito e le relative cartelle ordinate entro carpette e filze nuovissime» [nota 10].
Un altro inventario dell'archivio comunale di Torrita è stato compilato nel 1970, senza però tenere conto né delle variazioni di carattere istituzionale subite dalla comunità, né dell'autonomia di un ufficio come quello del cancelliere comunitativo [nota 11].
Nel presente ordinamento i documenti sono stati distribuiti in tre settori, a seconda che si riferiscano al periodo preunitario, a quello postunitario o che siano stati prodotti da enti diversi e poi aggregati all'archivio comunale. Fra gli archivi aggregati il più ricco è quello dell'Ospedale intitolato al canonico Antonio Maestri, che col suo testamento del 14 febbraio 1859, lasciò una casa e «quattromila scudi da mettersi a censo al Monte dei Paschi per fare uno spedale di quattro letti per quei miserabili malati gravi che non possono essere trasportati allo Spedale di Montepulciano» [nota 12].
Nel primo statuto del «Pio Ricovero Maestri», pubblicato nel 1879, si stabilì che l'istituto doveva essere retto da una commissione amministratrice, presieduta da un componente della famiglia Maestri [nota 13]. Fecero parte di questa prima commissione anche il parroco di Torrita Alessandro Guasparri, il sindaco Giovan Battista Bufalini, l'esecutore testamentario don Giuseppe Terrosi e don Ferdinando Casagni.
Un'altra donazione di Ottavio Maestri e la capitalizzazione del primo lascito permisero ne11887 l'inaugurazione di un vero e proprio ospedale, che giunse nel secondo decennio di questo secolo a ottanta posti-letto e alla creazione di una speciale sezione chirurgica. Ulteriori sviluppi della capacità ricettiva e operativa dell'ospedale sono stati raggiunti intorno al 1950 per una generosa donazione della famiglia Vitolo [nota 14]. L'archivio dell'ospedale non era mai stato ordinato e alcuni documenti, prima del nostro intervento, rischiavano seriamente di essere dispersi o distrutti.

NOTE
1) Fino al 1777 questi comunelli godettero di autonomia amministrativa, di cui una minima traccia è conservata nell'archivio della Comunità di Torrita (cfr. ACT, 6-18 e 23-25).
2) Sull'archivio comunale di Sinalunga v. Gli archivi comunali della Provincia di Siena, a c. di A. Antoniella e E. Insabato, Siena, Amministrazione provinciale di Siena, Sovrintendenza Archivista per la Toscana, Archivio di Stato di Siena, 1983, pp. 81-82.
3) Le carte dell'antica podesteria di Torrita sono conservate nel fondo Giusdicenti dello Stato dell'Archivio di Stato di Siena (cfr. U. MORANDI. l giusdicenti dell'antico Stato senese, Roma 1962, p. 27, dove sono segnalati 685 pezzi dal 1485 al 1805). Sulla storia
di Torrita, oltre P. CAMMAROSANO-V. PASSERI, Repertorio in l castelli del Senese. Strutturefortificate dell'area senese-grossetana, Siena, Monte dei Paschi di Siena, 1976, voI. II, pp. 400 e la bibliografia ivi citata, si veda G.M. GUASPARRI. Una terra senese dopo la caduta della Repubblica, in «La Diana», 1932, pp. 160 ss. e P. FRULLINI, Un leone e tre spighe, Roma 1977.
4) Archivio di Stato di Firenze, 1. e R. Consulta 464, fase. III, cc. 58-75. Sull'iniziativa di Pompeo Neri per ottenere notizie sulla consistenza e sullo stato di conservazione degli archivi delle comunità del Granducato di Toscana cfr. G. PRUNAI, Un censimento degli archivi degli uffici e magistrature del Granducato del J746. Gli archivi dello Stato senese, in «Bullettino senese di storia patria», LXX (1963), pp. 92-126.
5) Archivio di Stato di Siena, Quattro Conservatori 1804, Inventari dei libri delle Comunità e Luoghi pii laicali: lettera del Vicario di Asinalunga, 29 mago 1775.
6) L'inventario è datato 30 luglio 1774 e i registri sono così elencati: «Un Libro della Lira del 1513; Memorie e consigli, ..di cc. 268, dal 1549 al 1579; Memurio c.s., di cc. 307, dal 1560 al 1568; Memorie c.s. di cc. 377, dal 1570 al 1616;, Memorie c.s. di cc. 277,
dal 1597 al 1630; Memorie c.s. di cc. 292, dal 1617 al 1647; Memorie c.s. di cc. 284, dal 1647 al 1669; Consigli di cc. 210, dal 1688 al 1729; Memorie e Consigli di cc. 304, dal 1670 al 1688; Memorie di cc. 402, dal 1688 al 1742; Consigli di cc. 200, dal 1729
e corrente; Memorie di cc. 300, dal 1742 e corrente; Condotte di cc. 226, dal 1561 al 1580; Condotte di cc. 247, dal 1594 al 1620; Spoglio di cc. 292, dal 1594 al 1610; Libro Rosso di condotte vecchie di cc. 293, dal 1594 al 1635; Condotte, «A», dal 1636 al 1644; Condotte, «B», di cc. 397, dal 1645 al 1657; Condotte, «C», di cc. 390, dal 1658 al 1687; Spoglio dal 1610 al 1635; Spoglio di cc. 298, dal 1636 al 1657; Spoglio di cc. 340, dal 1658 al 1682; Spoglio di cc. 339, dal 1682 al 1705; Condotte, «D», di cc. 337, dal 1688 al 1730; Spoglio di cc. 307, dal 1706 al 1730; Condotte, «E», di cc. 292, dal 1731 al 1752; Spoglio, «F», di cc. 293, dal 1731 e corrente; Spoglio, «G», dal 1751 al 1771, Spoglio, «H», dal 1771 e corrente; Libro di proventi di cc. 100, dal 1740 e corrente; Libro di provisionati di cc. 198, dal 1742 e corrente; Stipulazione di Promesse dal 1772 e corrente; Spoglio dello Spedale e Fraternita di cc. 2Q2, dal 1616 al 1655».
7) Le scritture della chiesa della Madonna delle Fonti erano: un «Libro d'entrata e uscita» di cc. 196, dal 1683 e corrente; Libro di censi e pigioni intitolato B,B, dal 1679 e corrente, di cc. 140»; quelle della chiesa della Madonna della Pace e della chiesa della Madonna delle Nevi rispettivamente un Libro d'entrata e uscita di cc. 185, dal 1678 e corrente e un Libro d'entrata e uscita di cc. 200, cominciato nel 1645 e ancora corrente; quelle della Compagnia di S. Croce: «Libro intitolato Censi e Perpetui» di cc. 266,dal 1588 a 1668; Memorie e consigli di cc. 207, dal 1622 e corrente; Spoglio generale di cc. 298, dal 1621 e corrente; Sindacati e inventari di cc. 199, dal 1691 e corrente; Entrata e uscita dei camerlenghi di cc. 149, dal 1631 al 1773; Nuovo libro di entrata ed uscita di cc. 150, dal 1773 e corrente; infine, quelle del comunello di Ciliano: «Spoglio di cc. 244, dal 1604 al 1760; Spoglio di cc. 92, dal 1658 al 1700; Spoglio di cc. 208, dal 1700 e corrente».
8) ACT, Inventari, 1.
9) Sul Bargagli Petrucci v. P.L. OCCHINI, Fabio Bargagli Petrucci, in «Bullettino senese di storia patria», XLVI (1939), p. 284 e G. CATONI, Aspetti di cultura e di costume nella vita senese dell'ultimo secolo, in «Annuario del Ginnasio-Liceo E.S. Piccolomini», Siena 1965, pp. 58-60.
10) Cfr. la relazione del Facti a Fabio Bargagli Petrucci, divenuto podestà di Siena, in ACT, Inventari, 1.
11) Anche questo inventario si trova ibidem.
12) ACT, Ospedale Maestri, 266 (1907-49).
13) Statuto organico per il Pio Ricovero Maestri, Firenze 1879. Uno Statuto organico e regolamento interno-disciplinare dell'ospedale fu poi pubblicato a Firenze nel 1886 e un altro Statuto e Regolamento ad Anghiari nel 1897.
14) Su questa famiglia cfr. N. MECHINI - A.M. RICCO, Le miniere di lignite di MontefolIonico, Montepulciano 19S7.
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